La chiave della genialità sta nel fare


Cristoforo Colombo cercava le Indie, ma trovò l’America.

Alexander Fleming, causa un’errata disinfezione di un provino, scoprì la penicillina.
L’inventore della colla dei post it in realtà stava cercando di realizzare un collante estremamente forte, ottenendo, invece, un collante debole che non macchiava e che si poteva attaccare e staccare con facilità.
Il Viagra (citrato di sildenafil), fu scoperto per caso dalla compagnia farmaceutica Pfizer mentre cercava un farmaco per curare l’angina pectoris.
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I seguenti sono esempi di serendipità.

“Serendip” era  l’antico nome persiano dello Sri Lanka. Il termine fu coniato dallo scrittore Horace Walpole che fu ispirato dalla lettura della fiaba persiana “Tre prìncipi di Serendippo” di Cristoforo Ameno nel cui racconto i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un’occasione. La storia descrive le scoperte dei tre prìncipi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche alla loro capacità di osservazione e azione.

Il termine serendipità è un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

Si tratta insomma di quel misto di fortunata coincidenza e guizzo dell’ingegno che talvolta è alla base di rivelazioni felici nella vita quotidiana e magari anche di invenzioni o scoperte scientifiche.

 

Quello che dovrebbe farci riflettere maggiormente è che la serendipità non passa solo attraverso il caso e la fortuna, ma, soprattutto, passa attraverso l’azione.

Le persone che ne sono state colpite lo sono state perchè stavano facendo qualcosa. Non stavano né criticando né discutendo né immaginando né lamentandosi, ma semplicemente “agivano”. Forse non è mai solo fortuna: si tratta sempre di persone preparate, che hanno intuito, che sanno cogliere i segni e che sanno usare il pensiero laterale…persone che non stanno mai ferme col cervello e dalle cui menti viene sempre fuori qualcosa.

Il trovare soluzioni semplici a problemi complessi, il trovare cose che non si immaginava nemmeno esistessero sono tutte cose legate alla serendipità che a sua volta è fortemente connessa al fare, all’intuizione, al sapere. Non solo alla fortuna. La chiave della genialità sta proprio nel fare. Chi fa scopre.

Pare che la serendipità sia favorita dall’assenza di regole. Quando non abbiamo particolari aspettative, diventiamo più bravi a vedere anche quello che di solito non riusciamo a vedere.

La serendipità quindi può essere applicata solo da menti preparate e intuitive…scoprire qualcosa grazie al caso  è sempre un motivo di vanto.

“Una vita senza ricerca non è degna d’essere vissuta” diceva Socrate. E la bellezza sta nel fatto che ciò che si cerca è perlopiù ignoto… È il sentimento comune di chi vive la propria vita con presenza, che coglie le possibilità infinite e meravigliose che ci sono offerte senza appiattirsi su se stesso o su un obiettivo opaco.

Fare delle cose insomma! Più che si può, non essere pigri e soprattutto non fare nessuna economia di pensiero. L’economia di pensiero e la pigrizia mentale ammazzano più dell’arsenico e comunque…la fortuna aiuta sempre le menti preparate!

Giusi Lo Bianco

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