La Parmalat non rinnova i contratti, allevatori genovesi in crisi


  

 

La storica azienda legata alla produzione del latte delle Valli Genovesi decide di non rinnovare i contratti ai produttori della cooperativa Val Polcevera, della quale fanno parte 60 aziende, a favore di altri Paesi, come Francia e Romania, dove il latte costa meno.

Il motivo del gruppo francese Lactalis, che controlla Parmalat e Latte Oro, risalirebbe alle nuove abitudini degli italiani, i quali sono sempre più propensi a fare a meno di latte e formaggi.

La multinazionale aveva offerto alla cooperativa un contratto da 25 centesimi al litro, una cifra impensabile da accettare per gli allevatori ai quali la produzione di 1 litro di latte costa circa 36 centesimi.

 

Le piccole aziende appoggiate dagli enti regionali, dal Movimento Cinque Stelle, dal Partito Democratico ed in generale dall’intera Liguria, sono in attesa di un passo indietro da parte della Lactalis.

Una dura protesta corre sui social, allevatori e cittadini incitano a comprare direttamente i prodotti locali dalla rete di distributori presenti sul territorio, come il caseificio Pugliese, a discapito dei prodotti Parmalat.

Gli allevatori chiedono ai Comuni e alla Regione di valorizzare e pubblicizzare i prodotti del territorio creando un marchio a cui siano concessi numerosi sgravi fiscali.

 

In un mondo dove uno dei fattori scatenanti di malattie è proprio il cibo, bisogna prediligere i cibi genuini.

Il latte proveniente dai paesi in cui la Parmalat ha deciso di rifornirsi non è garantito qualitativamente come quello italiano e non è tracciabile.

Per permettere all’economia italiana di risollevarsi ogni cittadino deve fare attenzione a ciò che acquista preferendo prodotti ed aziende territoriali rispetto a quelle estere, questo è il messaggio che stanno trasmettendo le imprese locali.

Da qualche giorno gli allevatori versano sui prati circa 60 quintali di latte in segno di protesta e tante delle loro piccole aziende saranno costrette a chiudere se questa situazione andrà avanti.

A causa della disoccupazione tanti giovani sono tornati alle origini ed hanno deciso di lavorare nelle terre, in Valle Stura la nuova generazione di allevatori ha investito nella propria attività rifacendo le stalle con impianti fotovoltaici, chi gli darà i soldi per pagare il mutuo?

Gli allevatori ma soprattutto i cittadini sono indignati da questo comportamento e cercheranno in ogni modo di difendere i prodotti della propria terra, un sentimento che sta prendendo sempre più piede a livello nazionale.

 

Laura Ciancio

 

Fonte: il fatto quotidiano

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...