Alessandro Patanè sbanca la “World Balloon Convention”Grande successo per l’artista siciliano alla World Balloon Convention di New Orleans.


 È un successo tutto italiano quello nella World Balloon Convention che si è svolta lo scorso 5 e 6 aprile a New Orleans dove l’artista Alessandro Patanè ed i suoi ragazzi si sono classificati secondi nella gara delle grandi sculture in palloncini.


L’artista di Giarre non è nuovo a simili traguardi, ma quello che è riuscito a realizzare quest’anno gli è valso il riconoscimento del premio individuale più ambito per questi artisti: “Il Master Designer 2016.”

D: “Da quanto tempo sei in questo campo? E quando hai iniziato a concorrere in queste competizioni?”

R: “ Sono ormai vent’anni che lavoro in questo ambito, ho iniziato come tutti quasi per gioco, amavo i bambini e le loro espressioni quando con i palloncini realizzavo cagnolini ed altri animali riuscendo a strappargli un sorriso; ovviamente all’inizio non credevo che sarei arrivato così lontano; quello che è stato quasi un hobby è diventata la mia passione.

La prima convention di Palloncini alla quale ho partecipato si è svolta a Las Vegas, ero ancora un ragazzo, avevo diciannove anni. Me la sono goduta fino in fondo potendo ammirare artisti affermati in questo settore, purtroppo per la giovane età non ho potuto avvicinarmi alle slot machine dei casinò.

Ho sempre avuto grandi ambizioni, all’epoca ho conosciuto molti artisti promettenti che si trovavano nel giro delle competizioni già da un pò, mentre io ero ancora un novizio.”

D: “La squadra italiana di cui sei il capitano, da chi è composta ? e come vengono scelti i loro membri?”

R: “ I capitani siamo in due, io e la collega Enza Mondello; in ogni competizione vengono scelti a rotazione in base alle qualità che un’artista dimostra nel corso della sua carriera; in Italia saremo in quattro o cinque a poter ricoprire questo ruolo. Per quanto riguarda i membri dello staff che compone la nazionale sono in totale 14 oltre ai due capitani.

La partecipazione è volontaria, anche perché realizzare un’opera così elaborata e complessa in poche ore serve un grande spirito di sacrificio e voglia di fare, cose che si possono trovare soltanto in persone determinate a dare il massimo. In questo sono stato fortunato, sia la mia compagna capitano, sia tutti i ragazzi hanno dato il 110% in questa competizione e i risultati si sono visti.”

 

D: “ Come ti è venuta in mente questa grande ape poggiata su un fiore? E quanto tempo ci avete messo per realizzarla?”

R: “ Quando sono venuto a sapere che la scelta del capitano era ricaduta su di me, ho pensato a cosa potevamo realizzare; l’idea era quella di stupire il pubblico dal punto di vista visivo, inoltre volevamo portare un vessillo che ci contraddistinguesse, un pezzo della nostra amata Sicilia nel nuovo continente, proprio per questo ho pensato all’ape nera siciliana.

Nei mesi prima della competizione mi sono documentato con alcuni apicultori della zona per conoscere tutto di questo insetto, posso dire di essere ormai un esperto.

Ho cercato di rappresentarla il più fedelmente possibile, utilizzando una scala di 1:200; ci sono voluti mesi di intenso lavoro e progettazione, cercando di curare tutti i minimi dettagli dal punto di vista visivo e non solo.

L’aspetto più difficile è stato organizzare il lavoro per sedici persone; proprio per questo, onde evitare di intralciarci durante la realizzazione ho diviso i ragazzi in gruppi di quattro, dividendoli in base alle loro caratteristiche e ad alle loro predisposizioni naturali, sfruttando tutto il loro potenziale in modo tale da ottimizzare i tempi e far rendere al massimo il mio Team. Avevamo 27 ore per completare il nostro progetto; abbiamo iniziato alle 9 del mattino del 5 Aprile e il gong finale era fissato per mezzogiorno dell’indomani.

Fortunatamente i ragazzi sono stati eccezionali, siamo riusciti a completare l’opera in venticinque ore, utilizzando 25.460 palloncini oltre ad altri materiali.”

D: “ Come era composta la giuria? Quanti erano i partecipanti?”

R: “ In realtà le giurie erano due, una tecnica composta da artisti internazionali che lavorano in questo settore da anni, i quali avevano il compito di valutare l’opera dal punto di vista tecnico; l’altra invece era di tipo “civile” ovvero giornalisti, critici ed altre figure, i quali avevano il compito di valutare la struttura solo dal punto di vista visivo. Di conseguenza la difficoltà della competizione era doppia, poiché oltre a dover utilizzare tecniche all’avanguardia in grado di stupire la giuria tecnica, dovevamo realizzare anche qualcosa di bello dal punto di vista visivo e che potesse trasmettere qualcosa ai nostri spettatori.

Le sculture in gara erano dieci le quali provenivano da tutto il mondo; chiunque voglia partecipare a questo tipo di competizioni deve presentare un progetto preliminare, indicando generalmente i tempi di realizzazione ed i materiali da utilizzare.”

D: “ Quali sono stati i premi che siete riusciti a portarvi a casa?”

R: “ La squadra italiana ha vinto il secondo premio nelle grandi sculture, grazie alla nostra Ape, chiamata To Be or To Bee, tra le varie competizioni in questo settore questa è quella più importante.

Enza Mondello, l’altro Capitano ha vinto il 1° premio nel Delivery Bouquet, 2° posto nel Window Display e 3° posto nella Column Competition, per Valter Saladino il 1° posto nella Column Competition mentre io sono riuscito ad aggiudicarmi l’ambitissimo premio Master Designer of The Year.”

D: “ Parlaci di questo importante riconoscimento che ti è stato consegnato”

 

R: “ Questo è il premio più ambito di chi partecipa a queste competizioni, un po’ come il pallone d’oro per i calciatori (dice ridendo).

È un premio che viene dato al miglior progettista dell’anno e viene dato a chi dimostra, nel corso delle varie competizioni uno spiccato talento nella manipolazione dei palloncini a tutti i livelli oltre alla conoscenze di molte tecniche per la realizzazione di queste sculture. L’importanza di questo premio consiste anche che viene consegnato una volta ogni due anni; in aggiunta è anche motivo d’orgoglio, perché negli ultimi sei anni tre sono stati gli italiani ad aggiudicarsi questo premio. Inoltre garantisce la partecipazione alla prossima Convention che si svolgerà a San Diego nel 2018.”

Un’opera davvero mastodontica quella che Patanè e la Mondello, insieme ai suoi ragazzi è riuscito a costruire in così poco tempo; la squadra italiana, denominata per l’occasione Bee Brave ha lavorato per venticinque ore consecutive per la sua realizzazione, creando una “piccola” ape di tre metri e venti, con peso di circa centoventi chili con un’apertura alare di quasi cinque metri. “ Ci tengo a ringraziare ancora tutti i ragazzi che si sono impegnati al massimo per realizzare questa opera; l’impegno profuso e la tenacia che hanno dimostrato ci ha dato la possibilità di raggiungere questo importante traguardo. Voglio ringraziare anche la Balloon Express che ci ha permesso di partecipare a questo evento.”

D: “ Quali sono gli obiettivi futuri? In che altre competizioni ti troveremo?”

R: “ Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorarsi sempre, soprattutto perché adesso il secondo posto ci va stretto. Il prossimo evento nel quale parteciperò sarà la convention internazionale di B.A.C.I. a Firenze nel 2017 nel quale mi confronterò anche contro i membri dello staff che mi hanno supportato in questa impresa. Spero di poter intraprendere collaborazioni con artisti internazionali in modo da potermi confrontare con loro portando alto sempre il tricolore italiano.”

Ringraziamo l’artista Patanè per il tempo che ci ha concesso, augurandogli sempre di poter raggiungere gli obiettivi prefissati.

Inoltre ricordiamo ai nostri lettori che potete trovare le opere in palloncini realizzate da Alessandro a Giarre, in Viale Don Luigi Sturzo 166.

 

Giancarlo Calderaro

 

 

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