Bastone e carota dell’Agenzie delle Entrate. Caccia ai pesci grossi


Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, scrive in una lettera indirizzata ai dipendenti: “Per cambiare ‘verso’ bisogna cambiare mentalità, cambiare approccio, bisogna ‘mettersi nei panni’ dell’altra parte. L’obbligo fiscale non deve essere fatto pesare in termini di adempimenti inutili ripetitivi e defatiganti, di burocrazia, di regole incomprensibili, il rigore non va confuso con l’arroganza, di cui anzi è l’antitesi. Uno sgravio o un rimborso sulla cui spettanza non vi siano dubbi devono essere eseguiti senza indugi o ritardi. Evitare che comportamenti superficiali, arroganti o vessatori portino ulteriore legna al fuoco dell’evasione”. L’annunciata rivoluzione del fisco italiano parte, dunque, con questa circolare che, almeno nelle intenzioni, si propone di cambiare il rapporto con i contribuenti. Ed ecco che viene annunciato lo stop ai controlli su importi esigui o per errori formali. Il fisco, si legge ancora nel documento, “dovrà affinare sempre di più la qualità dei controlli, evitando lo spreco di energie in contestazioni puramente formali o di ammontare esiguo e concentrandosi piuttosto su concrete e rilevanti situazioni di rischio”. “In sede di accertamento con adesione, le proposte dell’ufficio non devono essere prospettate come un minaccioso ultimatum ma sempre nell’ottica della corretta e civile dialettica tra le parti, e se da una verifica non emergono fatti o elementi concreti da contestare, occorre evitare la ricerca a ogni costo di infrazioni formali da sanzionare solo per evitare di chiudere negativamente la verifica stessa”.

La tecnica del bastone e della carota impone, comunque, l’intensificazione e la lotta alle forme di evasione più gravi e alle frodi, fenomeni contro i quali “l’Agenzia mette in campo, oltre a tecniche innovative che vanno nella direzione di un sempre più incisivo incrocio delle banche dati, una chiara e intensa azione di contrasto anche nei confronti di chi per mestiere idea o facilita sistemi evasivi complessi”. Massima cura inoltre per il Terzo settore e per le organizzazioni “no profit”. L’Agenzia punta, infatti, alla salvaguardia delle attività di particolare rilevanza sociale, come quelle rivolte alla cura di anziani e persone svantaggiate ovvero dedite alla formazione sportiva dei ragazzi. L’azione di controllo si concentrerà, quindi, sul contrasto alle false realtà “non profit”, e in questo contesto, i controlli del 2016 daranno prioritaria attenzione alle organizzazioni che non hanno sede legale sul territorio nazionale.

Accantonata la caccia all’errore involontario, abbandonati i recuperi solo formali o per importi esigui, il fisco dovrebbe concentrarsi sui grandi contribuenti proponendosi essendo però aperta alla comunicazione, in quanto diventano punti cardini della nuova strategia intrapresa “il dialogo, la trasparenza e un approccio chiaro, semplice e privo di preconcetti, fondamentali per far percepire la correttezza e la proporzionalità dell’azione di contrasto”.

Nell’ottica, quindi, di un progressivo miglioramento dei rapporti con i contribuenti e in linea con le indicazioni Ocse, l’Agenzia proseguirà il percorso già intrapreso, mettendo a disposizione dei contribuenti nelle comunicazioni inviate, gli elementi di cui è in possesso con l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari e fiscali e dando, al contempo, al cittadino gli strumenti per regolarizzare la propria posizione.

Angela Scalisi

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