Vita da snob



Qualunque sia l’argomento di cui si parli – letteratura, attualità, cronaca, politica, musica o cibo – considera la propria opinione come verità suprema e assoluta. 
Lo snob vero, quello di alta classe, è tale se risulta almeno un po’ ridicolo…ma con consapevolezza.

Insomma un convinto dell’inattendibilità e della parzialità del proprio giudizio e pregiudizio al quale però aderisce con tutto se stesso.

Ma non è mica detto che lo snob sia un tipo insopportabile, per poterlo celebrare o condannare bisogna dar prova di una grande lucidità nei confronti di se stessi.
Lo snobismo è una vera e propria passione per chi lo “pratica”, bisogna sentirlo dentro.
L’etimologia remota della parola “snob” è oscura e, per alcuni, risulta priva di fondamento l’opinione, molto diffusa, che la parola sia un’abbreviazione della locuz. lat. s(ine) nob(ilitate) «senza nobiltà».

Un’altra ipotesi è formulata da Alfredo Panzini nel Dizionario moderno (1908): «Snob è voce di incerta etimologia. “Nobs”, abbreviazione di filius nobilis, dicevasi nei collegi dei giovanetti patrizi; coloro che vi si accostavano o ambivano accostarsi erano detti quasi-nobs, indi snobs».
Snob è un sostantivo inglese largamente usato in italiano per indicare una persona che ostenta, anche volgarmente, modi aristocratici, raffinati, eccentrici, e talora di superiorità. Il primo significato della parola documentato in inglese è quello di «ciabattino», di ambito dialettale e di registro colloquiale, a questo, in seguito, se ne aggiunge un secondo, estensivo, sviluppato nel gergo studentesco di Cambridge, secondo il quale lo snob è «una persona estranea all’ambiente» e, successivamente, per ulteriore estensione, «una persona non fine, non adeguata a un ambiente colto e raffinato». 

 
Finché le proprie certezze vengono considerate “verità” non c’è nulla di male, le cose però si complicano quando si vuole convincere gli altri. Come dice Kant: ” se vedo un tramonto magnifico non posso concepire neppure per un istante che gli altri non lo reputino tale. Ma non ha senso, il criterio di verità non si può applicare al gusto”.
Gli esperti dicono che basta che ci siano due persone in una stanza prima o poi una delle due tenderà a comportarsi da snob. Di certo non è una questione di genere: maschi e femmine sono uguali sull’altare dello snobismo. Semmai molto dipende dall’immagine che un uomo o una donna ha dell’uomo o della donna che vorrebbe essere. 
Esistono due tipi di snob: quelli prigionieri del loro ruolo e quelli che ogni tanto ci entrano e ci escono…chi ci gioca insomma. 

Ma esiste un antidoto contro lo snobismo? Certo che sì! E’ la coscienza di sé!

Difendi le tue idee, ma se davvero pensi che siano l’unica verità, hai un bel problema da risolvere!
Giusi Lo Bianco

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