Bergoglio: Diaconato aperto alle donne? Una possibilità per oggi 


A quasi una settimana dall’annuncio sulla volontà e possibilità di istituire una commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva, risuonano ancora forti le parole del Pontefice su come le donne diacono siano “una possibilità per oggi”.

Il diaconato, da non confondere con il sacerdozio, è il primo grado dell’ordine sacro. I diaconi possono amministrare alcuni sacramenti tra i quali il battesimo e il matrimonio e in alcuni paesi sono posti alla guida delle comunità parrocchiali.

Significativo anche il contesto nel quale l’annuncio di una possibile apertura è stato dato, per l’appunto, nel corso dell’incontro con 900 superiori generali degli istituti religiosi femminili di tutto il mondo.

“La Chiesa – queste le parole di Bergoglio – ha bisogno che le donne entrino nel processo decisionale, anche che possano guidare un ufficio in Vaticano”, sottolineando al contempo che “troppe donne consacrate sono “donnette” piuttosto che persone coinvolte nel ministero del servizio. La vita consacrata è un cammino di povertà, non un suicidio”. 

La proposta di istituire tale commissione di studio è arrivata dai vertici dell’Unione internazionale superiore generali e il Papa ha deciso di accettarla. Lo stesso Francesco ha raccontato di non essere nuovo all’argomento e di averlo già affrontato , qualche anno fa, con un “buon saggio professore” che aveva studiato il ruolo delle donne diacono nei primi secoli della Chiesa. Ed ecco che nasce la necessità di una commissione di studio perché i dubbi sono ancora molti, non essendo storicamente certo quali compiti esse avessero le donne all’inizio del cristianesimo. “Quali sono stati i compiti di questi diaconi donne? Avevano ricevuto l’ordinazione oppure no? È una pagina un po’ oscura e per questo costituire una commissione ufficiale potrebbe essere un modo per rispondere a queste domande. Chiarire questo punto sarebbe fare il bene della Chiesa. Lo farò. Accetto. Mi sembra utile avere una commissione che chiarisca bene questo ruolo”, questi gli interrogativi e la linea di azione che il Pontefice intende seguire.

Per quanto attiene allo svolgimento dell’incontro, il Papa rispondendo alle sei domande che gli sono state rivolte da alcune religiose, ha affermato che “la Chiesa ha bisogno che ulteriori donne entrino nel processo decisionale. Anche che possano guidare un ufficio in Vaticano. La Chiesa deve coinvolgere consacrate e laiche nella consultazione, ma anche nelle decisioni perché ha bisogno del loro punto di vista. E questo crescente ruolo delle donne nella Chiesa non è femminismo, ma un diritto di tutti i battezzati: maschi e femmine”.

Se all’annuncio seguirà una decisione concreta, anche solo in termini di studio, si aprirà una strada nuova, i cui i confini dovranno essere ben tracciati e definiti , anche se aleggia sempre il ricordo della bocciatura intervenuta sotto il pontificio di Giovanni Paolo II.

Angela Scalisi

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