Aperitivo solidale e spettacolo


Sabato 4 giugno 2016 alle ore 19:00 e domenica 5 giugno alle ore 21:00, presso Scenario Pubblico, Via Teatro Massimo 16, Catania, in concomitanza con lo spettacolo GIORDANA PRESENTA: CROMOSOMA X di Simona Miraglia – collettivo SicilyMade (orario spettacoli: sabato 4 giugno 2016 ore 20.45, domenica 5 giugno 2016 ore 19:00), il Centro Antiviolenza “Galatea” ha organizzato un aperitivo solidale dove parte del ricavato è stato devoluto in beneficienza alle donne vittime di violenza.Una principessa chiusa in una torre sogna il suo principe azzurro, una radio segna il legame con il presente, il sogno prende la forma di un incubo. Lo spettacolo ruota intorno al tema del femminicidio e si configura come una nuova tappa de “Il II sesso” studio teatrale e coreografico sui nuovi confini del genere femminile, quello che Simone de Beauvoir ha definito, appunto, “Il Secondo Sesso”. Uno spettacolo che affronta in chiave ironica e surreale un tema drammatico e di forte attualità, quello del femminicidio. Una riflessione su un’identità sociale che, per ragioni ataviche, fatica ancora oggi ad affermarsi in molte parti del mondo. La dimensione del sogno segna il racconto di una favola antica, che dal passato arriva al nostro presente depositandovi una memoria di immagini… E come in tutti i sogni, prima o poi ci si risveglia riscoprendosi in una realtà ancora in divenire. Rimane aperto un interrogativo: arriverà prima o poi questo progresso? Lo spettacolo Cromosoma X è stato pensato per ricordare Giordana: vent’anni, mamma e danzatrice, vittima di femminicidio. Alla fine dello spettacolo sono intervenute Loredana Mazza, presidentessa del Centro Antiviolenza Galatea che ha evidenziato l’altissima valenza educativa dello spettacolo e ha raccomandato a tutti i genitori presenti in sala di educare i propri figli non solo al rispetto dell’altro/a, ma anche alla gestione delle frustrazioni e dell’abbandono; Vera Squatrito, mamma di Giordana che ha lottato e continua a lottare affinché sia fatta giustizia per la propria figlia e per tutte le donne vittime di violenza, il cui numero purtroppo, è in costante crescita; infine Giusi Scalia, assistente sociale che conclude ricordando cosa sia l’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, l’amore che lascia l’altro/a libero/a.

Uno spettacolo che ha fatto venire la pelle d’oca a tutti i presenti: profondo, struggente e tremendamente coinvolgente. Doloroso. Ma con il lieto fine della speranza. La speranza della promessa che solo l'”educazione” è capace di compiere. L’educazione non dà certezze, ma fa promesse. Vorremmo che mai ci cogliesse la stanchezza che affatica il mondo e il suo serrato lottare per sopravvivere alla morte di tutte le cose. I tentacoli del disamore entrano in ogni fessura dell’esistenza e la spossano, colpo su colpo. Ci chiediamo dov’ è il vento che rinnova da dentro ogni elemento della tavola periodica, mettendolo in movimento verso tutto l’amore possibile? Dov’ è che lo si trova?Dovì è il vento che rinnova da dentro ogni gesto e lo rende sincero?Non sappiamo da dove abbia origine il vento né dove vada. Dal vento si è presi. Il vento lo si riceve e basta, e tremano al suo soffio tutte le cose fragili. E tutte diventano amore spiegato, amore amante, amore amato.

Giusi Lo Bianco

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