Metodo Bortolato: un nuovo modo di intendere la matematica



Lunedì 30 Maggio 2016, dalle 16:00 alle 19:00, presso l’Istituto Scolastico San Giuseppe di Via San Giovanni Battista Della Salle 7 Catania, si è concluso il corso di formazione sul Metodo Analogico di Camillo Bortolato organizzato dall’ Istituto Comprensivo Statale Italo Calvino (Via Brindisi 11, Catania) fortemente voluto dal dirigente scolastico prof. Salvatore Impellizzeri. In questo terzo e ultimo incontro è stato direttamente l’ideatore del Metodo Analogico a raccontarsi e a raccontare ai docenti il suo modo di vedere la matematica che sta riscuotendo innumerevoli consensi in tutta Italia.
Il metodo analogico – afferma Camillo Bortolato – è il modo più naturale di apprendere mediante metafore e analogie, come fanno i bambini che nella loro genialità imparano a giocare, a parlare o usare il computer ancor prima degli adulti. Perché l’analogia e non la logica è lo strumento per conoscere le cose nuove. Perché tutto il mondo è costruito su base analogica cioè come replicazione dello stesso atomo o della stessa cellula.

L’impiego del Metodo Analogico si rivela stupefacente anche con bambini in età prescolare purché ci sia questo desiderio.Si accende allora un software istintivo per il calcolo di numerosità.

E’ lo strumento per imboccare la strada maestra.Permette di imparare i numeri e il calcolo nella prima settimana di scuola senza bisogno di spiegazioni.

I bambini che hanno successo non pensano per nulla alla matematica, anzi agiscono come se i numeri non esistessero. Liberi da preoccupazioni di correttezza disciplinare pensano alle quantità.

I bambini che hanno insuccesso hanno la mente occupata da troppi problemi. Sono concentrati su tutto. 

Molti bambini che hanno successo a scuola spesso è perché hanno imparato da soli prima di entrarci oppure trovano il modo di difendersi da certa didattica inventandosi il metodo analogico da soli.
Camillo Bortolato insegna da 38 anni nella scuola primaria cercando con i suoi alunni una strada che porti ad apprendere con meno fatica e più soddisfazione. Così ha costruito degli strumenti che sono stati poi sperimentati all’università di Padova e in altri atenei.

E ora si sente molto fortunato a trovare tanti insegnanti che condividono questi pensieri e questo percorso.
Giusi Lo Bianco

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