Stress: il rapporto tra lavoro e salute


 

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) prevede che lo stress sarà la causa primaria di malattia e di assenza dal lavoro nel 2020.

 

Il lavoro, secondo l’Agenzia, sarebbe la prima causa scatenante di stress. Il cosiddetto “stress lavoro-correlato” riguarda oggi circa 40 milioni di individui ed ha un costo per la collettività stimato a 617 miliardi di euro l’anno, in forma di spese a carico dei datori di lavoro per la perdita di produttività e l’assistenza sanitaria dei dipendendi.

Questa situazione ha incentivato aziende e datori di lavoro a cercare un rimedio, in Europa infatti è nata la campagna “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato”, che prevede una serie di incontri, seminari e conferenze in tutta l’Europa.

Per poter partecipare agli incontri che si tengono in Italia bisogna visitare il sito web dell’Anses, l’Associazione Nazionale Stress e Salute (http://www.anses.it), o il Centro Medico Santagostino a Milano.

Purtroppo lo stress da lavoro può provocare danni sia fisici che mentali, per elencarne alcuni: disturbi del sonno (particolarmente legati al lavoro con turni notturni che sfasano i ritmi fisiologici), emicrania, sbalzi d’umore, affaticamento mentale, disturbi all’apparato digerente, anomalie cardiovascolari, dispnea (difficoltà nella respirazione), tensione muscolare, ipertensione arteriosa ecc.

Tutto ciò è attribuibile a differenti situazioni lavorative come:

– una dose troppo massiccia di lavoro;

– un lavoro troppo monotono e ripetitivo;

– una mancanza di chiarezza sui ruoli;

– uno scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori;

– una cattiva gestione dei cambiamenti organizzativi;

– la precarietà del lavoro;

– molestie psicologiche e sessuali;

– la mancanza di sostegno da parte di colleghi o superiori;

– la solitudine, riguarda soprattutto alcuni mestieri (come quello degli addetti alla vigilanza o alla manutenzione) in cui i lavoratori sono costantemente preoccupati di non riuscire ad allertare i soccorsi in caso di incidente o infortunio.

– cause esterne come rumori fastidiosi, sbalzi di temperatura ecc.

 

Le aziende che si impegnano nel creare un buon ambiente psicosociale mirano non solo al benessere fisico e mentale dei lavoratori ma anche ad un miglioramento delle loro prestazioni sul lavoro. Quindi la terapia per questo tipo di malattia è una: migliorare l’organizzazione del lavoro e le condizioni lavorative dei dipendenti. Rimedi farmacologici, come tranquillanti o sonniferi, possono solo agire sui sintomi di uno stato di malessere ma non sulle cause.

 

Laura Ciancio

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