Il nuovo testo unico per le costruzioni: una risposta al 24.08.2016



24 Agosto 2016, un’altra ferita per il Nostro Paese. Tra devastazione e perdite non accettabili, tra eventi sismici che si ripropongono costantemente – l’ultimo stanotte a Perugia con magnitudo 4.3-, riemerge dalle ceneri uno dei più grandi problemi: la messa in sicurezza degli edifici e delle costruzioni presenti sul nostro territorio. Tra i post che hanno spopolato in rete – perché ogni tragedia richiama le coscienze sopite e grida allo scandalo di un Governo che non legifera e non trova i fondi per reagire ad una esigenza profonda- uno non è passato inosservato costituendo anche motivo di polemica nel mondo politico: “nel 1930 in soli tre mesi il fascismo ricostruì il Vulture terremotato”. Che si gridi al ”miracolo” o no, non si può sottacere una circostanza fondamentale: dal 1930 ad oggi le cose sono un po’cambiate, sia a livello ambientale sia a livello tecnico. Che nel 1930 si possa essere compiuta una ricostruzione repentina, non significa che ciò non posso accadere anche oggi, ma sicuramente non si può pretendere che la ricostruzione segua le regole tecniche di qualcosa accaduto quasi novant’anni fa. Che la ricostruzione sia più celere ed efficiente oggi è sicuramente un atto dovuto, ma il rispetto delle leggi in materia diventa fondamentale affinché ciò che è accaduto non avvenga mai più – questo dovrebbe essere l’unico obiettivo.

Come si legge, su varie testate giornalistiche online, “Il sistema di catalogazione dei fabbricati (anche scolastici) che consente di fotografare immediatamente qual è il grado di rischio in caso di terremoto, era in preparazione a maggio”. Si tratterebbe di un sistema di classificazione tramite lettere (dalla A alla F), molto simile a quello che fonda la disciplina della certificazione energetica per gli edifici. Il sistema dovrebbe consentire di misurare l’adeguamento sismico degli edifici e, soprattutto degli edifici scolastici, generato da un intervento di messa in sicurezza dal punto di vista strutturale ed economico. In poche parole in base alle condizioni degli edifici si dovrebbero misurare i costi necessari per riparare i danni causati da un terremoto.

Forse un po’ in ritardo- perché le tragedie devono prima accadere- il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, si limita ad annunciare che il lavoro sulla classificazione sismica è quasi terminato e che a breve verrà pubblicata la regola tecnica.

Tra le altre novità, si parla nuovamente anche di un ipotetico intervento di potenziamento dell’Ecobonus per le opere di ristrutturazione antisismica. Come dichiarato dal presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, e dal presidente della XIII Commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, hanno dichiarato: “Primi passi sono stati mossi anche per favorire la messa in sicurezza in chiave antisismica delle abitazioni: l’Ecobonus, la detrazione fiscale del 65% dei costi dei lavori, è stato esteso anche a questa tipologia di interventi. Adesso bisogna rafforzarlo ed estenderlo agli interi edifici, alle strutture pubbliche e alle imprese”.

Per quanto riguarda l’operatività delle nuove NTC – Norme Tecniche per le Costruzioni (testo unico per le costruzioni – progetto in cantiere ormai dal 2014), la stessa era stata annunciata dal Consiglio Nazionale Ingegneri, il 26 luglio, appena un mese prima della nuova tragedia. L’ultimo passaggio, alla Conferenza Stato-Regioni, è previsto per la fine di settembre, con successiva la verifica in sede europea, e infine pubblicazione in Gazzetta entro il corrente anno solare. Le nuove NTC si basano su procedure diversificate per l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti rispetto alle nuove costruzioni prevedendo, per l’appunto con l’obiettivo di avviare una massiccia opera di messa in sicurezza degli edifici già esistenti, l’introduzione di coefficienti ridotti per l’adeguamento antisismico di questi ultimi.

Appare evidente che le decisioni da prendere oggi, alla luce degli eventi accaduti nelle ultime settimane, siano ormai improcrastinabili e che, qualunque siano le regole tecniche che verranno adottate, la parola chiave debba essere sicurezza, quella sicurezza che per una mancanza intollerabile ha avuto un costo troppo alto.

Angela Scalisi

 

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