Nuove norme sulle nostre tavole: arriva il “Testo Unico del Vino”


  
“Grande soddisfazione per il lavoro svolto: la legge aumenta la competitività delle aziende italiane e consente di puntare al superamento del valore record del 2015, 5,4 miliardi di euro. L’obiettivo è 6,5 miliardi di euro per il 2017”, queste le parole di Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura della Camera, che commenta il Si della Camera al disegno di legge sulla “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e commercio del vino”, il cosiddetto “Testo Unico del Vino”. Il ‘Testo Unico del Vino’ dovrà ora passare il vaglio del Senato, ma le speranze per il progetto portato avanti sono tante: “Con questo provvedimento rendiamo il vino italiano sempre più forte e all’avanguardia in Europa – commenta il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – Il Testo unico è frutto di un lavoro parlamentare approfondito e condiviso, che dà alla filiera nuovi strumenti operativi. Avere in una sola norma di 90 articoli tutte le disposizioni, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti, rappresenta un risultato storico”.

Il Nostro Paese punta, quindi, ad avere una sola fonte normativa di riferimento per il settore vitivinicolo, con l’obiettivo di accelerare il percorso di semplificazione burocratica.

Tra le novità, viene inserita una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti storici al fine di promuovere interventi di ripristino, recupero e salvaguardia specialmente nelle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o di particolare pregio paesaggistico. Viene poi disciplinata la cd. attività di enoturismo, che riguarda l’accoglienza e l’ospitalità dei turisti presso vigneti e cantine. Non potevano mancare poi norme di semplificazione con particolare riguardo alle tecniche di comunicazioni da effettuare all’Ispettorato centrale della “tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari” (ICQRF) in merito alla planimetria dei locali degli stabilimenti enologici. Interventi specifici anche per i vini DOP ed IGP, con la facoltà concessa ai produttori di poter apporre in etichetta la denominazione di qualità, purché autorizzati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali d’intesa con la regione. Lo stesso Ministero avrà il compito di istituire uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo nel quale dovrà essere iscritta ogni unità vitata idonea alla produzione di uva da vino.E’ stato poi ridotto da dieci a sette anni l’arco temporale entro il quale un vino DOC può richiedere il riconoscimento DOCG e da quattro a tre le campagne necessarie alla richiesta di cancellazione della protezione qualora le DOP e IGP non siano state rivendicate o certificate.

In un’ottica di protezione e tutela del patrimonio viticolo nazionale è stato anche previsto che possano essere impiantate, reimpiantate o innestate soltanto le varietà di uva da vino iscritte al Registro nazionale delle varietà di viti e classificate per le relative aree amministrative come varietà idonee. Sempre su tale scia si è intervenuti anche sul sistema sanzionatorio, che diventa meno repressivo per le imprese grazie, attraverso la previsione di un sistema di risoluzione preventiva delle irregolarità riscontrate in cui la parola chiave diventa il ravvedimento operoso: viene per l’appunto prevista una riduzione delle sanzioni amministrative pecuniarie nel caso di violazioni riguardanti comunicazioni formali , qualora non sia già iniziato un procedimento da parte dell’organismo di controllo.
Entusiasta delle novità anche il presidente della Coldiretti che cosi commenta l’innovazione normativa: “Il testo unico porterà alla semplificazione delle comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori, revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica con un contenimento dei costi, alla revisione del sistema sanzionatorio, l’introduzione di sistemi di tracciabilità anche peri i vini a IGT e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall’estero”

Non rimane che ricordare, in attesa del passaggio al Senato che, come disse Soldati “Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra”.

Angela Scalisi

 

 

 

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