Pazzi per l’uncinetto



Lavorare all’uncinetto è un mestiere antico, sempre più spesso tenuto in vita dagli anziani e tramandato adesso ai veri appassionati dei ferri. Recenti studi hanno confermato diversi effetti positivi del lavoro all’uncinetto, soprattutto per una migliore gestione dello stress e delle emozioni.Combatte la depressione, aiuta a sorridere e a fare nuove conoscenze, mantiene la mente attiva: insomma lavorare all’uncinetto rende più felici!

Pare proprio che sia un’attività perfetta come terapia contro depressione e dolore fisico. Compiere movimenti ripetuti, vedendo prender forma la propria creazione, è un ottimo stimolo per perseguire un obiettivo che distrae dai piccoli problemi quotidiani. 

Induce infatti in tutto l’organismo una sensazione di relax totale: la tensione muscolare si allenta, la frequenza cardiaca si riduce e la pressione sanguigna diminuisce. Lavorare all’uncinetto è paragonabile, per questi aspetti, alla meditazione.

Creare un gruppo di lavoro all’uncinetto è, a tutti gli effetti, un’attività sociale: aiuta le interazioni tra le persone e favorisce le nuove conoscenze. Inoltre, migliora la comunicazione e l’autostima: confidarsi mentre si lavora ai ferri non consente di fissare negli occhi le persone che stanno parlando, questo contribuisce a rendere più naturale lo scambio senza il timore di essere giudicati.

A Hollywood sono molte le star che amano sferruzzare, anche quelle da cui non ti aspetteresti mai di vederli con i ferri e il gomitolo tra le mani, dal virile Gladiatore Russel Crowe, alla divina Julia Roberts, fino al fascinoso Keifer Sutherland. Le celebrities hanno scoperto che lavorare a maglia è divertente e rilassante, e può costituire un ottimo passatempo durante i tempi morti sul set o in viaggio. In verità le dive del passato già conoscevano le virtù terapeutiche del tricot come mostra L’atomica Rita Hayworth in una foto d’epoca. Anche in Italia la passione per la maglia ha il suo pubblico che apprezzerà l’arrivo del blog dedicato, We Are Knitters, progetto nato a Madrid nel 2010 su iniziativa di María José Marín e Alberto Bravo che ebbero l’idea durante un viaggio a New York City, dove notarono molti giovani che lavoravano a maglia nei bar, nei parchi e persino in metro. In soli sei anni il Do It Yourself (Fai da te) ha fatto vendere al blog oltre 25mila kit per lavorare a maglia nel mondo.
Giusi Lo Bianco

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