La mente è come la coloriamo


Ognuno di noi ha una visione particolare del mondo e dipinge la propria quotidianità con quegli speciali ricorsi psicologici con i quali si affrontano le avversità e si interpreta e si crea la realtà.
Spesso si dice che è la genetica a conferirci quelle radici che ci spingono più o meno ad essere sempre solari, allegri e positivi o a demoralizzarci con frequenza. 
Bisogna però avere ben chiara una cosa: la genetica predispone, ma non determina. Ciò che vale davvero sono la volontà e il nostro atteggiamento. Tanto è che la dottoressa Rafaela Santos, autrice del libro “Levantarse y luchar” (alzarsi e lottare), ci suggerisce la resilienza: una combinazione di fattori genetici, sociali e psicologici. Pare che non ci sia niente di più potente che un esercizio consapevole e costante per poter affrontare in modo positivo ogni situazione difficile.
Quindi se è vero che le esperienze negative segnano particolarmente, è anche vero che possiamo sempre “salvarci”.
Etimologicamente la parola “resilienza” deriva dal latino “resalio”, che significa saltare, rimbalzare. Il termine proviene dalla metallurgia e indica la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate; è l’esatto contrario della fragilità: la persona resiliente è l’opposto di quella vulnerabile.
È resiliente quella persona che in circostanze avverse riesce a fronteggiare efficacemente la contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria vita, ponendosi comunque obiettivi di miglioramento che raggiunge poi con successo.
Il resiliente è un ottimista che possiede un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda. Di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di tirar fuori senso di controllo, tolleranza alla frustrazione, capacità di ristrutturazione cognitiva, attitudine alla speranza.
E’ tempo di resilienza, è tempo di superamento.
La resilienza è come un porto che incita alla vita. È l’arte che ci conferisce una certa sensazione di controllo di fronte alle difficoltà. Lungi dal rimanere eternamente segnati da un’infanzia ingiusta, da una perdita drammatica o da un fallimento indimenticabile, abbiamo sempre l’opportunità di scegliere colori nuovi con i quali dipingere il nostro orizzonte.  

Giusi Lo Bianco

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