Telecamere contro gli abusi: il si della Camera


Con 279 voti a favore, 22 contrari e 69 astenuti l’Aula della Camera dà il suo ok alla proposta di legge, sintesi delle due iniziative parlamentari C.1037 e C.2705, che consente l’installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio assistenziali per anziani pubblici e privati.

Per quanto l’installazione di sistemi di videosorveglianza con telecamere a circuito chiuso presso le scuole, è previsto che la stessa debba garantire il diritto dello studente alla riservatezza e tener conto della delicatezza del trattamento di dati relativi a minori. In particolare è stato previsto che l’amministrazione comunale (che insieme alle ASL dovrebbero curare la gestione dei sistemi medesimi, nonché la raccolta, la conservazione e l’utilizzo delle informazioni) debba adottare specifici accorgimenti definendo, in accordo con il dirigente scolastico, gli orari di funzionamento delle telecamere a circuito chiuso nel caso di attività svolte all’interno dell’istituto da personale esterno. La proposta di legge dispone, altresì, che l’angolo di ripresa delle stesse telecamere debba essere limitato ai muri perimetrali dell’edificio, ai punti di accesso e al cortile interno, escludendo le aree esterne circostanti l’edificio

La nuova legge demanda, inoltre, al Governo anche l’emanazione di un decreto legislativo, da approvare entro un anno, su test psico-attitudinali da attuare periodicamente sugli operatori del settore.

In definitiva se la legge verrà approvata dal Senato, le telecamere potranno essere installate in strutture pubbliche e private, ma senza oneri per lo Stato, in quanto da una prima lettura della proposta emerge che dovranno essere le singole strutture a pagarne l’installazione, che potrà avvenire solo col consenso delle unità sindacali o dell’Ispettorato del Lavoro. Le telecamere dovranno comunque essere appositamente segnalate, a circuito chiuso e le registrazioni saranno visualizzabili solo agli organi di giustizia .

 

 

 

Qualora la legge ottenesse il si del Senato, il termine concesso alle strutture per adeguarsi alla nuova normativa sarebbe di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore delle legge .

Angela Scalisi

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