Un’anima integra fa sempre la cosa giusta


famiglia

In latino ínteger significa “intero”; da questa immagine deriva il concetto di un’identità che non è stata danneggiata né rotta e che non ha mai perduto la sua interezza.

Aristotele definiva il comportamento integro come una qualità, come un respiro interiore direttamente vincolato alla nostra volontà di fare la cosa giusta, senza bisogno che nessuno lo veda.
Confucio, famoso filosofo cinese, ha definito una persona integra come un “essere superiore”, qualcuno dotato di grande forza di spirito tanto da mettere in pratica le proprie idee per poi predicare agli altri ciò che realizza.

Spesso siamo soliti pensare che l’integrità sia una caratteristica in via d’estinzione perché la si vede poco al giorno d’oggi. La rettitudine del carattere è un aspetto ormai raro nelle relazioni sociali, nel lavoro, nelle istituzioni e soprattutto nella politica.

La cosa veramente importante è che, invece di preoccuparci degli ideali altrui o di cercare motivi di ispirazione, è indispensabile e assolutamente costruttivo mostrarci integri prima di tutto con noi stessi.

Ma chi stabilisce cosa è integro e cosa non lo è? La risposta è semplice: la nostra coscienza.

In realtà, tutti disponiamo di una bussola interiore che ci dice cosa è bene e cosa è male in base ad una combinazione di diversi fattori: l’educazione, l’esperienza, la nostra personalità, l’intuito e il nostro sistema di valori. Quelli a cui dobbiamo sempre rispondere.

Integro significa dunque, che non è mai stato toccato, a cui non manca nulla. E’quindi puro e incorrotto, ma anche intero. Come anche il termine salvo, significa intero, con tutte le sue parti. Integrità è lo stato in cui possiamo esprimere un insieme di valori interiori autentici e coerenti tra loro.

Il termine significa anche integrare. Integriamo tutte le nostre “parti interiori” e anche il nuovo che viene da fuori. Ogni volta che si integra qualcosa di nuovo si deve riallineare l’esistente. E’ un processo continuo che permette la congiunzione degli opposti, l’unione interiore.
L’integrazione di tutte le parti di noi (anche le meno nobili, i limiti, quello che rimane nell’ombra) ci permette di acquisire forza, presenza e centratura. E’ attraverso questo, che possiamo espanderci ed essere creativi.

Vi è un naturale bisogno di integrità in ognuno di noi. Il nostro corpo e la nostra anima ci spingono costantemente, ciò si può tramutare in un vero percorso, in una sensazione di costante ricerca che porta all’espansione e al rinnovamento. All’inizio è un mettere ordine, fare chiarezza, autoconoscenza; successivamente diventa un lasciare andare le nostre convinzioni, per incontrare e trascendere (integrazione) ogni nostro aspetto, fino ad essere autentici ed esprimere liberamente la nostra essenza.

Giusi Lo Bianco

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