Nuovo Decreto fiscale 2017: tra rottamazione cartelle esattoriali e nuovi investimenti



Dopo il via libera della Commissione Bilancio della Camera alla manovra fiscale per il 2017, il ddl fiscale è passato sotto la scure del voto di fiducia con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto.

Prende via, dunque, la rottamazione definitive delle cartelle esattoriali, attraverso una definizione agevolata di quelle affidate agli agenti della riscossione fra il 2000 e il 2016, con pagamento intero della tassa e sconti su interessi di mora e sanzioni, nonché la possibilità di rateizzazione in cinque rate da pagare tra il 2017 e il 2018. Viene confermata la soppressione di Equitalia da luglio 2017 con passaggio del testimone all’Agenzia delle Entrate.

Novità toccano anche il settore Iva: gli adempimenti collegati a Spesometro e comunicazione liquidazioni periodiche diventano trimestrali. Vengono al contempo introdotti due crediti d’imposta, uno del valore di 100 euro per l’aggiornamento tecnologico e un altro del valore di 50 euro, utilizzabile una sola volta, per la fatturazione elettronica.

Passi avanti anche per gli studi di settore che dal 2017 , in attesa di un decreto attuativo, dovrebbero essere sostituiti con indici sintetici di affidabilità fiscale ed assurgere alla funzione di indicatori di compliance fiscale.

Riaperti anche i termini (31 luglio 2017) per aderire all’emersione di capitali, con sconti sulle sanzioni e un condono penale per i reati di evasione.

Interventi toccano anche il Fondo di Garanzia PMI, il fondo occupazione, nonché vengono previsti investimenti per la rete ferroviaria, l’accoglienza dei migranti e la tax credit per il cinema. Vengono altresi estesi i termini per la dichiarazione integrativa, eliminate le tasse per le spese di viaggio dei piccoli imprenditori, viene previsto il rinnovo automatico della cedolare secca, nonché agevolazioni per l’accesso al credito imprese agricole.

Eliminate, al contrario, le misure che prevedevano l’estensione agli incapienti dei bonus energetici e antisismici per i condomini, nonché la norma che consentiva di pagare un’imposta forfettaria del 27% ai contribuenti in regime dei minimi che sforano il tetto di reddito, entro determinati limiti.

Angela Scalisi

 

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