Biglietti per i Coldplay e Secondary ticketing: sentenza del Tribunale di Roma per il bagarinaggio 2.0


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Quasi 2 mesi fa comprare online un biglietto per il concerto dei Coldplay in Italia è stata un’impresa davvero ardua. Non una, ma ben due date sold out subito dopo l’apertura della vendita; un alone di mistero ha avvolto la smaterializzazione di migliaia di biglietti nell’arco di pochi minuti. Più che di mistero si è trattato del, fin ora sottovalutato, bagarinaggio virtuale: all’impossibilità di acquistare i biglietti su TicketOne – causa esaurimento – la beffa con la disponibilità degli stessi su siti non autorizzati che arrivavano persino a quintuplicare il costo di partenza, portandolo a cifre esorbitanti. I siti di «bagarinaggio digitale», come spiegato su Lastampa.it, giustificano il prezzo salato offrendo servizi aggiuntivi, che vanno dal parcheggio al bus per raggiungere la location; questi portali riescono ad accaparrarsi tantissimi biglietti grazie all’utilizzo di software, scaricabili online per qualche centinaia di euro, in grado di eludere il sistema che limita gli acquisti multipli. Tuttavia quello dei bagarini 2.0 non è un fenomeno nuovo; in Italia, il caso specifico, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’Antitrust è quindi intervenuto per accertarsi che TicketOne “abbia predisposto idonee misure informatiche” contro gli illeciti guadagni del bagarinaggio online.

La sentenza sul secondary ticket non ha tardato ad arrivare. Il Tribunale Civile di Roma si è pronunciato a favore della SIAE nel ricorso d’urgenza presentato il 13 ottobre scorso relativo al caso della rivendita dei biglietti dei concerti dei Coldplay a San Siro sui canali secondari: Live Nation 2, Seatwave, Ticketbis e Viagogo, sono inibite all’ulteriore vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei biglietti dei concerti dei Coldplay acquistati sul mercato primario offline nonché quelli precedentemente acquistati sul mercato primario online da Seatwave, Ticketbis e Viagogo tramite programmi informatici in grado di aggirare il limite massimo di biglietti venduti a ciascun consumatore finale. Inoltre fissa una penale di duemila euro per ogni ulteriore biglietto venduto in violazione dell’ordine di inibizione e condanna le parti chiamate in causa a pagare tutte le spese processuali di SIAE e Federconsumatori. (onstage.com)

Come dichiarato da Gaetano Blandini, direttore generale di SIAE, al Sole 24 ore: «Si tratta di un grande risultato che il Tribunale abbia accolto le motivazioni presentate, rilevando l’illiceità dell’attività di bagarinaggio online che rappresenta un pregiudizio economico sia per i consumatori che per gli autori. Continueremo la battaglia contro il secondary ticketing, impegnandoci per combattere un fenomeno che rappresenta un freno inaccettabile alla crescita economica oltreché alle opportunità di lavoro nel settore dello spettacolo e della cultura».

Eleonora Mirabile

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