Un abito da sposa etico


Si parla ormai da molti anni della salvaguardia del Pianeta e della tutela delle persone, ma oggi più che mai, è doveroso applicare questi concetti anche alla moda, seconda industria più inquinante al mondo. Trasformandola in un settore più sostenibile che include tanto i principi della moda ecosostenibile quanto quelli della moda etica.
La moda sostenibile mira a instaurare un rapporto armonioso sia con l’ambiente che con le persone.

Adesso questo sta avvenendo anche negli abiti da sposa.
Lo strascico dell’abito da sposa diventa uno scialle, un perfetto accessorio di stile e una tintura di colore biologico completa la metamorfosi di un abito che riscopre nuova vita. Un messaggio solidale quello di Cangiari (in dialetto calabrese “cambiare”) primo marchio di moda eco-etica di alta di gamma in Italia, che passa attraverso tutte le sue creazioni, non solo quelle da sposa. Uno sguardo diverso al tema dell’etica e della sostenibilità ambientale, con un originale approccio sul riciclo e sulla trasformazione.
Il marchio calabrese ha fatto dei temi dell’eticità e della sostenibilità ambientale la propria mission.
“Etica ed Estetica sono inseparabili – dichiara Vincenzo Linarello, presidente di Goel, Gruppo Cooperativo, cui fa capo Cangiari. – I nostri capi contengono un messaggio di cambiamento e rappresentano una bellezza autentica, che non è solo estetica ma anche di valore e di rispetto sia per le persone che per l’ambiente”.

Giusi Lo Bianco

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Barbie Andy Warhol, terza bambola pop


E’ il 9 marzo 1959 quando alla fiera del Giocattolo di New York debutta Barbie, la più celebre bambola al mondo, firmata Mattel. Barbara Millicent Roberts (questo il suo vero nome) inizialmente era identificata con il più formale nome di Teenage Fashion Model Barbie Doll, ma la sua lunga e gloriosa storia ci narra di come Barbie nei decenni si sia affermata come molto più di un giocattolo, arrivando a rivestire un vero e proprio ruolo di icona. La bambola più famosa del mondo è sempre più al passo coi tempi, adesso diventa anche un’icona pop.
Barbie Andy Warhol è la terza bambola frutto della collaborazione tra la Mattel e la Andy Warhol Foundation, che rende omaggio alla cultura pop contemporanea, celebrando le due icone attraverso l’uso dirompente del colore, tipico dell’artista, e lo stile della sua musa. L’abito lungo senza spalline riporta il celebre ritratto di Barbie creato da Andy Warhol nel 1986: il dipinto era stato commissionato dalla Mattel e si trova oggi negli edifici della casa madre per ricordare l’impronta indelebile che Barbie ha lasciato nella cultura contemporanea. Il viso riprende quello di Barbie Peaches’n Cream del 1984, la bambola ritratta sul dipinto originale. Una sinuosa stola di pelliccia rosa foderata di blu richiama gli sfondi a contrasto delle opere di Warhol, mentre lo scintillante stiletto decorato con glitter blue fa riferimento al diamond dust, tecnica usata da Warhol che consisteva nell’infrangere del vetro sulla tela. Orecchini, collana e cocktail ring, sono accessori originali di Barbie Peaches’n Cream.

Giusi Lo Bianco

LA LEGGENDA DELL’ARCO DI VIA CROCIFERI


Per la sua singolare atmosfera romantica,espressione del Settecento catanese,la via Crociferi è considerata una delle più suggestive vie di Catania. Il nome deriva dalla Chiesa di San Camillo dei Crociferi,creata su commissione dei padri Crociferi che con opere pie portavano conforto alla popolazione.
Dall’arco di San Benedetto a sud ed il portale di Villa Cerami a nord della via,sono comprese chiese e monasteri,come la piccola Badia delle monache di San Benedetto,opera di Vaccarini,di origini palermitane,ma catanese d’adozione e in essa sono evidenti i nuovi motivi scultorei dell’epoca,con le finestre cenobiali dalle grandi grate panciute (invenzione dello stesso architetto),che danno la sensazione del movimento e al tempo stesso custodiscono lunghi silenzi in preghiera. La chiesa di San Francesco Borgia ,col grande complesso dei padri Gesuiti è un’opera dell’architetto Angelo Italia e in essa nel 1801,venne battezzato Vincenzo Bellini,mentre la chiesa di San Giuliano,costruita tra il 1738 e il 1760,è fra i capolavori del Vaccarini,con la sua facciata curvilinea e un esuberante stile barocco.
Nella chiesa di San Benedetto,costruita da Alfonso Di Benedetto nel 1713,si può ammirare il portone ligneo dove sono scolpite immagini raffiguranti le opere del santo ma il tipico esempio di architettura settecentesca si nota proprio nell’arco attiguo ,caratterizzato da affascinanti fanali.
E proprio attorno a quest’arco nacque una curiosa leggenda.
Si narra infatti che fu costruito in una sola notte e che successivamente,ritenuto utile,ebbe una particolare finitura armonica ,tipica dell’architettura barocca. I nobili avevano l’abitudine di riunirsi per vari convegni o per incontri amorosi ,proprio in via Crociferi e per non essere disturbati dai curiosi,diffusero tra il popolo la voce che in quella via,dal tramonto all’alba,si aggirasse un cavallo senza testa.
Una notte un giovane coraggioso,per scommessa,decise di piantare un chiodo proprio sotto l’arco di San Benedetto ma non si accorse di aver piantato anche il suo mantello sotto il chiodo,così sentendosi trattenuto da una forza misteriosa e credendo si trattasse del cavallo senza testa,morì per lo spavento.
Nonostante la paurosa leggenda,sconosciuta a molti, questa via fatta di fede e di stupenda architettura,rimane una delle più belle e interessanti tappe di Catania.
Valeria Di Bella

La Walt Disney festeggia i 25 anni di Aladdin con la creazione di un super atteso film-musical


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Re: Photo #1 of 4 from the film Aladdin for en-scoop22
On 2013-01-22, at 3:06 PM, Richard Ouzounian wrote:

Dopo il successo del musical del cartone Disney “la bella e la bestia” arriva anche Aladdin.

Questa estate inizieranno le riprese per la versione con i personaggi in carne ed ossa del cartone che ha segnato un pezzo di storia della Disney. I due registi di Aladdin, John Musker e Ron Clements, hanno associato l’avvento di questo cartone animato, nato 25 anni fa, con l’inizio di una nuova era Disney che definiscono “Rinascimento Disney”.

Ha fatto sognare e ridere bambini e adulti, l’umorismo spontaneo di Robin Williams nei panni del Genio ha dato origine ad un nuovo modello di personaggio nei cartoni animati, quello che riesce a far ridere proprio tutti.

Un cartone nato per i ragazzi ma con un tipo di spontaneità genuina che piace anche agli adulti.

Il personaggio del Genio è stato sin dal principio lasciato in mano al grande attore che lo ha creato e plasmato battuta dopo battuta.

Anche se rischioso i due registi hanno voluto dare a Robin Williams la libertà assoluta di entrare nei panni del Genio in un modo che poteva definire lui stesso. Dopo i primi tentativi di battute e le perplessità tra toni da usare e tipo di linguaggio, Robin ha capito che il Genio della lampada non era altro che un comico.

Per la prima volta non era un attore che doveva adattarsi al personaggio bensì il contrario, il personaggio prendeva le sembianze dell’attore.

Aladdin ha segnato davvero la storia della Walt Disney, perché tutti i cartoni da quel momento in poi sono stati concepiti con questo genere di umorismo.

Il casting per la romantica ed entusiasmante storia della principessa Jasmine ed Aladdin non è ancora stato definito. La scelta dei due innamorati ricadrà su attori mediorientali ed anche il ruolo del genio è tutto da stabilire, i probabili candidati sono Kevin Hart e Will Smith, che però potrebbe scegliere di assumere le sembianze del cattivo Jafar.

I cartoni hanno la grande capacità di far sognare, Aladdin è uno tra quelli sicuramente più significativi a livello morale. Quel ragazzo, povero ed orfano, che ruba ai ricchi per dare ai poveri e che dopo svariate avventure diventa un principe, è il simbolo del riscatto sociale dei meno fortunati che con valore lottano e riescono ad ottenere ciò che desiderano.

Fonte: La Repubblica

Laura Ciancio

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, le donne sindaco cresciute 7 volte in 30 anni, 2.752 i comuni da loro amministrati una volta



Negli ultimi 30 anni il numero di donne sindaco è cresciuto più di sette volte, passando dai 145 comuni amministrati nel 1986 ai 1.097 del 2016, con un incremento di 31 unità (da 1066) rispetto al 2015. In generale, i municipi che nell’ultimo trentennio di tempo sono stati amministrati almeno una volta da una donna sindaca sono 2.752, in pratica un terzo dei comuni (il 34,4%) ha avuto nel suo recente passato una donna al vertice dell’amministrazione. I dati emergono dalla ricerca ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’ condotta dall’Anci elaborando i dati del ministero dell’Interno, e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici che si svolgono a Roma.
Tra tutte le regioni italiane la palma di Regione con più ‘sindaci in rosa’ spetta all’Emilia-Romagna, dove oltre la metà dei comuni è stato amministrato negli ultimi 30 anni da donne (175 comuni, pari al 52,4%); segue la Toscana (44,8%) e la Lombardia (42,5%). Dall’altra parte della graduatoria troviamo invece la regione Campania nella quale solo il 15,5% dei Comuni ha avuto sindaci donna e la Basilicata (solo il 19,1%).
La ricerca ha dato risultati diversi sulla composizione delle giunte comunali, ancora con una debole rappresentanza femminile: le assessore sono solo 6.834, pari al 33,1% del totale delle cariche. Ma anche in questo caso si evidenzia un trend di crescita: nel 1986 gli assessori donna erano solo 1.459, pari al 6,4%, quindi da allora il loro numero si è quasi quintuplicato.
Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di sindaco ed assessore, ha preso in considerazione anche quelle di vice sindaco, presidente del consiglio comunale e consigliere comunale.
L’incidenza delle donne sul totale degli amministratori locali è pari al 29,5%, in netto incremento rispetto al valore dell’anno scorso (27,7%). Fra i sindaci le donne rappresentano solo il 14,1% (13,7% nel 2015), più alta la percentuale di donne tra i vice sindaci (25,9%), mentre i presidenti del consiglio sono donne nel 23,2% dei casi. La categoria dove l’incidenza femminile all’interno della singola carica è maggiore è quella delle donne assessore (39,5%, in salita rispetto al 35,8% raggiunto lo scorso anno). La rappresentanza femminile tra i consiglieri comunali è invece del 28,8% (in aumento di quasi due punti sul 2015).
Per quanto la distribuzione territoriale, la presenza delle donne amministratrici è maggiore al nord (30,6% al nord ovest e 31,7% al nord est), mentre al centro si colloca al 29,7% e al sud e nelle isole al 26,8%. La componente in rosa nelle amministrazioni comunali pesa maggiormente nei centri medio-piccoli (tra i 5mila e i 20mila abitanti), mentre è più bassa nei comuni piccoli e grandi.
Riguardo ai titoli di studio degli amministratori, le donne si confermano mediamente più istruite dei loro colleghi maschi: il 46,2% ha una laurea o un titolo postlaurea (tra gli uomini la percentuale è del 31,7%).
Infine, l’età media delle amministratrici è sensibilmente più bassa dei loro colleghi uomini: il 26% delle donne ha meno di 36 anni, contro il 17% degli uomini. La classe “oltre 55 anni” include il solo 18% delle donne, mentre tra gli uomini è la classe più rappresentata.

DATI REGIONALI

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Lazio quindicesimo in Italia per numero ‘sindache’ ma la Capitale è ‘rosa’ per la prima volta
Trentatré sindache (su 363 primi cittadini totali) capitanate dalla prima cittadina di Roma Virginia Raggi, per una percentuale del 9,1% che vale per il Lazio il quindicesimo posto nella classifica nazionale dei sindaci in rosa. E’ quanto emerge dalla ricerca che Anci ha realizzato, su dati del ministero dell’Interno, in occasione degli Stati generali delle amministratrici organizzati a Roma il 7 marzo.
Il Lazio si classifica quindi nella parte bassa della classifica anche se registra la prima sindaca della storia ad amministrare la Capitale e la città più grande del Paese. Di poco migliore (14sima posizione) il piazzamento rispetto alla carica del vicesindaco essendo 51 su 160 i ‘vice’ donna. Per quanto riguarda il ruolo di consigliere comunale il dato del Lazio è migliore rispetto sia a delle ‘sindache’ che delle loro vice. I componenti donna nei consigli comunali sono infatti 851 su 3.338 per una percentuale che vale il 25,5% del totale e la 13sima posizione a livello nazionale. Va peggio per quanto riguarda i ruoli di assessore e presidente del Consiglio comunale. Tra i primi le donne sono 313 su 909 (34,4%) dato che vale la 19 posizione nazionale. Un po’ meglio, ma di poco, il dato sui presidenti dei Consigli comunali che sono 13 su 80 che vuol dire il 16,3% del totale e la 18sima posizione a livello nazionale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Umbria seconda in Italia per donne presidenti del consiglio comunale
La carica di Presidente del Consiglio comunale vede l’Umbria al secondo posto in Italia per numero di donne, con una percentuale del 36,4%; mentre la regione si piazza al terzo posto quanto al numero di ‘vicesindaci rosa’, in virtù del 35,4% sul totale degli amministratori locali della Regione. Sono alcune curiosità contenute nella ricerca ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’ condotta dall’Anci su dati del ministero dell’Interno, e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici che si svolgono a Roma.
Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di presidente del consiglio comunale e di vice sindaco, ha preso in considerazione anche le cariche di sindaco, assessore, e consigliere. Relativamente alla carica di sindaco, l’Umbria, che registra una incidenza del 17,4 (76 comuni regionali guidati da donne), si piazza al quinto posto nella graduatoria nazionale.
Decisamente non in linea con questi piazzamenti quelli che si rilevano per le cariche di assessore e consigliere comunale: in entrambe i casi la Regione Umbria si piazza al dodicesimo posto, con percentuali rispettivamente del 37,6% e del 28,6%.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Toscana il maggior numero di vice sindaco donna
La Toscana è la Regione italiana a registrare il maggior numero di vice sindaco donne con una percentuale del 41,5%; mentre negli ultimi trenta anni è stata la Regione al secondo posto quanto a numero di comuni amministrato da donne (123 comuni, pari al 44,1% del totale). Lo evidenzia la ricerca ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’ condotta dall’Anci elaborando i dati resi disponibili dal ministero dell’Interno, e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici che si svolgono a Roma.
Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di vice sindaco, ha preso in considerazione anche le cariche di sindaco, assessore, presidente del Consiglio comunale e consigliere.
Nel caso del sindaco, la Regione toscana perde il primato, assestandosi al settimo posto con il 17,2 % sul totale; mentre la carica di assessore la vede tornare in vetta, attestandosi al terzo posto con il 42,7% sul totale.
Relativamente bassa, invece, l’incidenza delle donne toscane presidenti di consiglio comunale: sono il 29,8% del totale che vale l’ottava piazza in graduatoria. Infine, se prendiamo in considerazione la carica di consigliere, la presenza femminile in Toscana torna ai primi posti, precisamente al quarto con il 32,8% del totale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Emilia Romagna da 30 anni Regione con il maggior numero di donne sindaco
Negli ultimi trenta anni l’Emilia Romagna è stata la Regione italiana con il maggior numero di comuni amministrato da donne (175 comuni, pari al 52,4% del totale), mentre nella stessa Regione l’attuale incidenza di sindaci e di assessori donna è sempre la più alta in Italia, rispettivamente con una percentuale del 20,6% e del 45,2%. I dati emergono dalla ricerca ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’ condotta dall’Anci su dati del ministero dell’Interno, e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici che si svolgono a Roma.
Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di sindaco ed assessore, ha preso in considerazione anche le cariche di vicesindaco, presidente del Consiglio comunale e consigliere.
Nel caso del vicesindaco la regione emiliana perde il primato assoluto, assestandosi al quinto posto con il 34,3 % sul totale, rispetto alla leader che risulta essere la Toscana con il 41,5%. Invece, riguardo al ruolo di presidente del consiglio Comunale, la posizione è appena fuori dalla top five, essendo l’Emilia Romagna al settimo posto con il 30,9% delle donne sul totale.
Infine, se prendiamo in considerazione la carica di consigliere, la presenza femminile nell’Emilia Romagna torna ai primi posti, precisamente al secondo con il 35,4% del totale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci: assessori donna, Marche al settimo posto in Italia con il 40, 5 per cento
Nelle Marche è donna il 40,5% degli assessori comunali, una percentuale che colloca la Regione al settimo posto assoluto in Italia. A mettere in evidenza il dato è la ricerca ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’, condotta dall’Anci elaborando i dati resi disponibili dal ministero dell’Interno, e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici che si svolgono a Roma.
Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di assessore, ha preso in considerazione anche le cariche di sindaco, vice sindaco, presidente del consiglio comunale e consigliere.
Nel caso del sindaco, la Regione marchigiana si assesta al decimo posto con il 13,8 % sul totale; mentre quanto al ruolo di vice sindaco segna un ulteriore arretramento in graduatoria: è addirittura sedicesima con il 22,2% del totale.
Infine, se prendiamo in considerazione la carica di presidente del consiglio comunale, le Marche si collocano in decima posizione con il 23,1%; ancora più dietro in graduatoria – all’undicesimo posto con il 29,2% se ci riferiamo alla carica di consigliere.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Abruzzo tanti assessori e consiglieri comunali in ‘rosa’ ma solo 33 le prime cittadine
L’11% dei 311 sindaci abruzzesi è donna, percentuale che vale 33 prime cittadine e il 12simo posto a livello nazionale nella classifica delle donne a capo di amministrazioni comunali. Alle 33 ‘sindache’ si affiancano 42 vice, tre presidenti di Consiglio comunale, 216 assessori e 607 consiglieri comunali. E’ quanto emerge dalla ricerca Anci ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’, presentata in occasione degli Stati generali delle Amministratrici, svoltisi a Roma alla vigilia dell’8 marzo.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, rielaborati dall’Area ricerche dell’Anci, sono 33 le donne sindaco in Abruzzo, a cui si aggiungono 42 ‘vice’ che nella classifica a loro relativa posizionano l’Abruzzo al 17simo posto a livello nazionale. Va molto meglio, invece, il dato relativo agli assessori a conferma che i sindaci abruzzesi si fidano delle donne quando c’è da affidargli responsabilità amministrative. Su 570 assessori comunali in totale, infatti, 216 è donna per un più che decoroso 37,9% che vale il decimo posto a livello nazionale. Meno bene si collocano invece le donne consigliere comunale che in Abruzzo sono 607 su 2.506 (24,2% e 14simo posto assoluto). Per quanto riguarda i presidenti di Consiglio comunale in Abruzzo sono solo tre, su un totale di 23 Comuni dove questa figura è prevista, dato che vale il penultimo posto a livello nazionale. Si invece risale la classifica, fino al 14simo posto, guardando i consiglieri comunali donna che in Abruzzo 607 su 2.506 dato che in percentuale vale il 24,1% del totale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Trentino Alto Adige seconda regione in Italia per donne assessore
Il 43,4% delle donne amministratrici ricopre la carica di assessore nel Trentino Alto Adige pari a 379 su un totale di 874 assessori, un dato che posiziona la regione al secondo posto nella classifica nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine “Le donne amministratrici. La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali (anno 2017)” condotta da Anci sulla base dei dati del Ministero dell’Interno che offre un quadro a livello nazionale e regionale sulla presenza delle donne amministratrici nei Comuni italiani. Un altro dato positivo che si registra in Trentino Alto Adige riguarda la carica di presidente del Consiglio, ricoperta dal 33,3% delle donne che colloca così la regione al terzo posto preceduta solo da Friuli Venezia Giulia e Umbria. Più bassa invece l’incidenza delle sindache pari al 10,3%, posizionando il Trentino al tredicesimo posto nella classifica nazionale. La Regione risale invece di cinque posizioni se si guarda alla carica di vicesindaco dove l’incidenza delle donne è pari al 28,5% su un totale di 179 vicesindaci.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Veneto al secondo posto per donne sindaco
Sono 114 le donne che ricoprono la carica di sindaco in Veneto pari al 20,1% del totale. Un dato che fa guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica generale contenuta nella ricerca condotta da Anci sull’incidenza delle donne amministratrici nei Comuni italiani.
Proseguendo nella lettura dei dati emerge che la carica di vicesindaco é ricoperta invece dal 24,2% delle donne; meglio la percentuale relativa alle donne assessore pari al 41,4% dato che fa guadagnare al Veneto il sesto posto a livello nazionale. Scende all’undicesimo invece se si considera il dato relativo alle donne presidenti di Consiglio (22,5%) che, in valori assoluti, sono 16 rispetto ai colleghi uomini pari a 55. Sono infine 1522 le donne che ricoprono la carica di consigliera per un’incidenza pari al 29,4%.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Friuli-Venezia Giulia il 41,8% delle donne ricopre la carica di assessore
Su un totale di 677 assessori 283 sono donne, dato che, in termini percentuali pari al 41,8%, vale alla regione Friuli-Venezia Giulia il quarto posto a livello nazionale per incidenza di donne che ricoprono tale carica. Al quinto posto invece per numero di donne consigliere pari a 750 ovvero corrispondente al 32,7% del totale. Questo il quadro che emerge dalla ricerca condotta da Anci sulla presenza delle donne nelle amministrazioni locali. Con riferimento alla carica di sindaco e vicesindaco, anche se il Friuli si attesta, rispettivamente, al nono e al settimo posto, vanta 32 prime cittadine e 42 vice sindaco con percentuali pari al 15,2% e al 29,8% che permettono comunque alla regione di restare nella parte alta della classifica nazionale. Nei consigli comunali infine le donne che ricoprono la carica di presidente sono tre su un totale di 7 con una percentuale che si attesta sul 42,9% che porta al primo posto la regione.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Liguria è la carica di consigliere a far registrare la più alta incidenza di donne
La Liguria si posiziona all’ottavo posto nella graduatoria nazionale per presenza di donne che ricoprono la carica di consigliere: sono infatti 594 su un totale di 1981 le donne consigliere, pari al 30% del totale. A rivelarlo è la ricerca condotta da Anci che ha preso in esame l’incidenza delle donne nelle amministrazioni locali con dati che guardano anche all’età, al titolo di studio e alla dimensione territoriale del comune di riferimento. Sono invece 28 le donne sindaco rispetto ai 204 colleghi uomini con una percentuale pari al 12% che posiziona la Liguria all’undicesimo posto. Il 27,1% dei vice sindaco sono donne per un totale, in valori assoluti, pari a 45. La Liguria scivola invece nella classifica nazionale al quindicesimo e al diciassettesimo posto per incidenza femminile in riferimento alle cariche di assessore e presidente del Consiglio comunale. I dati parlano di 167 donne assessore su un totale di 456 (36,6%) e di 4 presidenti del Consiglio comunale su un totale di 24 (17,4%).

CALABRIA:
Sono trentadue le sindache (su 377 primi cittadini totali), per una percentuale del 8,5%, che vale per la Calabria il diciassettesimo posto nella classifica nazionale dei sindaci donna. E’ quanto emerge dalla ricerca che Anci ha realizzato, su dati del ministero dell’Interno, in occasione degli Stati generali delle amministratrici organizzati a Roma il 7 marzo.
La Calabria si classifica quindi nella parte bassa della classifica sia per la carica di primo cittadino sia per quella di vicesindaco (20esima posizione) essendo 34 su un totale di 219 pari al 15,5% delle vice sindache.
Va un po’ meglio per il ruolo di assessore. Il dato della Calabria è di 286 donne che rivestono la carica di assessore su un totale di 807, dato che vale la 18esima posizione a livello nazionale. Per quanto riguarda, invece il ruolo di consigliere comunale, la componente femminile è pari a 644 su 2.923, vale a dire il 22% del totale e la 19esima posizione sul dato nazionale.
Decisamente buono il dato relativo ai presidenti dei Consigli Comunali che sono 26 su 83 ovvero il 31,3% del totale e la 5 posizione in classifica nazionale.

SICILIA:
La Sicilia si classifica al 3 posto a livello nazionale per la rappresentanza femminile nei Consigli comunali. Sono infatti 1763 su un totale di 5247 pari al 33,6% del totale le donne consigliere comunale.
E’ quanto emerge dalla ricerca che Anci ha realizzato, su dati del ministero dell’Interno, in occasione degli Stati generali delle amministratrici organizzati a Roma il 7 marzo.
La situazione cambia decisamente in merito ai ruoli di presidente del Consiglio comunale e di assessore. Tra i primi le quote rosa sono il 21,5% del totale, vale a dire 67 su 312, un dato che fa posizionare la Sicilia al 12esimo posto della classifica; mentre le assessore sono il 35,6% (438 su 1231), del totale degli assessori comunali, posizionandosi così nella parte bassa della classifica, ovvero al 17esimo posto.
Si aggiudica, infine, il 19esimo posto della graduatoria sia per la presenza di sindache, con 22 prime cittadine su un totale di 377, pari al 5,8%, sia per il dato relativo ai vice sindaci. Sono solo il 18% (53 su 295) del totale regionale.

SARDEGNA:
Sono 88 le vice sindache (88 su 280) per una percentuale del 31,4% che vale alla Sardegna una delle posizioni più alte nella classifica delle donne che rivestono il ruolo di ‘vice’ (6° posizione).
Buona anche il posizionamento relativo al ruolo di consigliere comunale. Settima posizione con una percentuale pari al 30,3% sul totale dei consiglieri (1014 su 3347).
La situazione si sposta di poco in merito ai ruoli di assessori e di sindaci, per i quali la Sicilia si classifica all’8 posto. Tra i primi le donne assessore sono il 39,2% del totale con una presenza pari a 405 su 1033; mentre le sindache sono il 16,9% con 63 prime cittadini su 373 totali.
Sono, infine, solo 2 su 10 le donne che ricoprono il ruolo di presidente del Consiglio Comunale. Un dato che posiziona la Sicilia al 15esimo posto della classifica nazionale con una percentuale pari al 20%.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Campania il 5,2% delle donne ricopre la carica di sindaco
In Campania è donna il 5,2% dei sindaci, un dato che colloca la regione Campania all’ultimo posto in Italia. Su 523 sindaci campani 27 sono donne, a fronte di 496 uomini. E’ quanto emerge dalla ricerca “Le donne amministratrici, la rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali. Anno 2017” elaborata dall’Anci sulla base di dati forniti dal Ministero dell’Interno.
Relativamente dunque alla carica di sindaco, la Campania è la regione con la più bassa incidenza di sindaci donne con un valore pari al 5,2% sul totale dei sindaci presenti sul territorio.
In Campania si registra invece un aumento della componente femminile nel caso della carica di vicesindaco. Infatti su un totale di 332 vicesindaci 61 sono donne. Questo dato classifica la regione Campania al diciottesimo posto nel panorama nazionale per la presenza di vicesindaco donne.
Analizzando la carica di assessore la Campania guadagna l’undicesima posizione con una percentuale di 37,7% di donne assessori. Su un totale di 1.378 assessori in Campania 519 sono donne.
Se osserviamo la carica di presidente del consiglio comunale, la Campania si colloca al sedicesimo posto per presenza femminile: 22 donne e 89 uomini.
Infine, considerando la carica di consigliere comunale la regione Campania è quella in cui si registra la più bassa incidenza di donne nei consigli comunali. Il campione di 4.883 consiglieri rileva la presenza di 1.061 consiglieri donna, con un 21,7% sul totale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Molise seconda regione italiana per numero di vice sindaco donna
In Molise il 37,2% dei vicesindaco è donna, su un totale di 86 vicesindaco nel territorio 32 sono donne e 54 sono uomini. Sono i dati che emergono dalla ricerca “Le donne amministratrici, la rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali. Anno 2017” elaborata dall’Anci sulla base di dati forniti dal Ministero dell’Interno.
Se prendiamo in considerazione la carica di Presidente del Consiglio comunale la regione Molise si classifica al terzo posto, su 12 presidenti del Consiglio comunale 4 sono donne.
La componente femminile è in calo se si osserva invece la carica di assessore, in questo caso in Molise si registra la più bassa incidenza nazionale di donne assessore con un 30,7%.
Secondo i dati che emergono sulla rappresentanza femminile relativamente alla carica di sindaco, in Molise su 125 sindaci solo 12 sono donne (9,6%).
Infine, se si osserva la carica di consigliere comunale il 21,7% dei consiglieri comunali molisani è donna. Secondo l’analisi svolta infatti su 931 consiglieri, le donne in carica sono 213 a fronte di 718 uomini.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, in Puglia il 34,7% dei vicesindaco è donna
Il 34,7% dei vicesindaco pugliesi è donna. Un dato significativo che permette alla regione Puglia di classificarsi al quarto posto tra le regioni italiane per numero di vicesindaco donna.
E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata da Anci, su dati del ministero dell’Interno, “Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali”.
La componente femminile nelle amministrazioni comunali pugliesi registra un leggero calo se si osserva la carica di sindaco. In Puglia solo il 6,8% dei sindaci è donna, la Puglia si piazza cosi in diciottesima posizione a livello nazionale.
Per valutare l’incidenza delle donne nelle amministrazioni locali, la ricerca Anci ha analizzato anche le cariche di assessore e consigliere comunale. In Puglia il 38,4% degli assessori è donna. Invece osservando la carica di consigliere, in Puglia su 2.764 consiglieri 666 sono donne. Un 24,1% che permette alla regione Puglia di classificarsi al quindicesimo posto per presenza femminile tra i consiglieri comunali. Infine, se prendiamo in considerazione la carica di presidente del consiglio comunale la regione Puglia si assesta al tredicesimo posto con il 20,8% di donne sul totale.

#SGDonne2017 – Ricerca Anci, Basilicata al sesto posto in Italia per donne presidenti del consiglio comunale
La carica di presidente del consiglio comunale vede la Regione Basilicata al sesto posto in Italia per numero di donne, con un dato pari al 31,3%. E’ quanto emerge dalla nuova ricerca condotta dall’Anci, su dati diffusi dal ministero dell’Interno, ‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’.
Nel territorio Lucano la componente femminile è in calo se si osservano invece la cariche di sindaco e consigliere. Secondo i dati diffusi su 129 sindaci 11 sono le donne, con una percentuale dell’ 8,5% sul totale. Se prendiamo in considerazione la carica di consigliere, la Basilicata si classifica sedicesima in graduatoria nazionale. 247 consiglieri donna rappresentano il 23,9% del totale.
Secondo i dati che emergono sulla rappresentanza femminile relativamente alla carica di vicesindaco, in Basilicata su 105 vicesindaco 29 sono le donne in carica a fronte di 76 uomini.
Infine per quanto riguarda la carica di assessore, in Basilicata il 37,4% degli assessori è donna, percentuale che permette alla Regione di piazzarsi in tredicesima posizione a livello nazionale.

#sgdonne2017 – Ricerca Anci, in Lombardia il 17,3% dei Sindaci è donna, sesta regione più ‘rosa’ d’Italia
La regione è al quarto posto per numero di assessori donna, il 41,8% del totale
Con il 17,3% di donne Sindaco, la Lombardia è la sesta regione italiana con la più alta percentuale di primi cittadini appartenenti al gentil sesso. Il primato spetta all’Emilia-Romagna, con il 20,6%. Considerando solo il valore assoluto la Lombardia è invece prima, con 259 donne Sindaco, complice anche il fatto di contare più di 1500 Comuni, più di quelli di ognuna delle altre regioni italiane. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Anci “Le donne amministratrici – La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali”, presentata oggi nel corso degli Stati generali delle amministratrici, organizzati a Roma dall’Associazione.
L’indagine, condotta utilizzando i dati del ministero dell’Interno aggiornati allo scorso 13 febbraio 2017, coinvolge 7.814 Comuni, ovvero il 97,7% del totale dei Comuni italiani, per un totale di 106.536 amministratori locali. Le cariche prese in considerazione, oltre a quella di Sindaco, sono anche quelle di Vicesindaco, Assessore, Presidente del Consiglio comunale e Consigliere.
Ebbene, il successo sul fronte dei Sindaci donna viene mitigato se si considerano invece i Vicesindaci donna: sono ‘solo’ il 27,7% sul totale dei vicesindaci, percentuale che colloca la regione al decimo posto, esattamente metà della classifica. Considerando il valore assoluto, ovviamente, viene mantenuto il primato lombardo, grazie alle 269 donne vicesindaco.
Pregevole anche il posizionamento della Lombardia se si considera il numero di assessori donne: sono il 41,8% di tutti gli assessori dei Comuni lombardi. Meglio fanno solo Emilia-Romagna (45,2%), Trentino Alto Adige (43,4%) e Toscana (42,7%). La Lombardia si fa valere anche quanto a numero di consiglieri comunali donna, piazzandosi al sesto posto tra le regioni italiane, con il 30,4%. Precipita invece al quattordicesimo posto quanto si considerano le donne presidenti del consiglio comunale, che in Lombardia sono il 20,6% del totale.
La ricerca dell’Anci ha elaborato anche i dati relativi ai Sindaci donna negli ultimi 30 anni, regione per regione: in Lombardia, su 1527 Comuni presi in considerazione, 649 (il 42,5%) sono stati amministrati da un sindaco donna negli ultimi 30 anni.

#sgdonne2017 – Ricerca Anci, con il 17,8% di Sindaci donna il Piemonte è la terza regione più virtuosa d’Italia
Con il 17,8% di donne Sindaco, il Piemonte è la terza regione italiana con la più alta percentuale di primi cittadini appartenenti al gentil sesso. Il podio si completa con la primatista Emilia-Romagna (20,6%) ed Veneto (20,1%). Considerando solo il valore assoluto il Piemonte, con 210 donne Sindaco, è invece secondo solo alla Lombardia, che ne conta 259. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Anci “Le donne amministratrici – La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali”, presentata oggi nel corso degli Stati generali delle amministratrici, organizzati a Roma dall’Associazione.
L’indagine, condotta utilizzando i dati del ministero dell’Interno aggiornati allo scorso 13 febbraio 2017, coinvolge 7.814 Comuni, ovvero il 97,7% del totale dei Comuni italiani, per un totale di 106.536 amministratori locali. Le cariche prese in considerazione, oltre a quella di Sindaco, sono anche quelle di Vicesindaco, Assessore, Presidente del Consiglio comunale e Consigliere.
Ebbene, il successo sul fronte dei Sindaci donna non si ripete, in Piemonte, se si considerano invece i Vicesindaci donna: sono ‘solo’ il 24,3% sul totale dei vicesindaci, il che piazza la regione sabauda al tredicesimo posto, sotto la metà della classifica. Considerando il valore assoluto, invece, viene mantenuto il secondo posto dietro alla Lombardia, con 228 donne Vicesindaco. Ovviamente, conta molto la numerosità dei Comuni del Piemonte e della Lombardia, uniche regioni in cui si supera quota mille Comuni.
Una ulteriore posizione viene persa se si considera il numero di assessori donne: il Piemonte, con il 37,4% sul totale, è quattordicesima tra le Regioni italiane. La regione sabauda guadagna invece il nono posto se si prendono in considerazione le donne Presidenti del Consiglio comunale (27,6% sul totale regionale) e le donne consigliere comunale (29,8%).
La ricerca dell’Anci ha elaborato anche i dati relativi ai Sindaci donna negli ultimi 30 anni, regione per regione: in Piemonte, su 1202 Comuni presi in considerazione, 473 (il 39,4%) sono stati amministrati da un sindaco donna negli ultimi 30 anni.

#sgdonne2017 – Ricerca Anci, con il 17,8% di Sindaci donna il Piemonte è la terza regione più virtuosa d’Italia
Con il 17,8% di donne Sindaco, il Piemonte è la terza regione italiana con la più alta percentuale di primi cittadini appartenenti al gentil sesso. Il podio si completa con la primatista Emilia-Romagna (20,6%) ed Veneto (20,1%). Considerando solo il valore assoluto il Piemonte, con 210 donne Sindaco, è invece secondo solo alla Lombardia, che ne conta 259. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Anci “Le donne amministratrici – La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali”, presentata oggi nel corso degli Stati generali delle amministratrici, organizzati a Roma dall’Associazione.
L’indagine, condotta utilizzando i dati del ministero dell’Interno aggiornati allo scorso 13 febbraio 2017, coinvolge 7.814 Comuni, ovvero il 97,7% del totale dei Comuni italiani, per un totale di 106.536 amministratori locali. Le cariche prese in considerazione, oltre a quella di Sindaco, sono anche quelle di Vicesindaco, Assessore, Presidente del Consiglio comunale e Consigliere.
Ebbene, il successo sul fronte dei Sindaci donna non si ripete, in Piemonte, se si considerano invece i Vicesindaci donna: sono ‘solo’ il 24,3% sul totale dei vicesindaci, il che piazza la regione sabauda al tredicesimo posto, sotto la metà della classifica. Considerando il valore assoluto, invece, viene mantenuto il secondo posto dietro alla Lombardia, con 228 donne Vicesindaco. Ovviamente, conta molto la numerosità dei Comuni del Piemonte e della Lombardia, uniche regioni in cui si supera quota mille Comuni.
Una ulteriore posizione viene persa se si considera il numero di assessori donne: il Piemonte, con il 37,4% sul totale, è quattordicesima tra le Regioni italiane. La regione sabauda guadagna invece il nono posto se si prendono in considerazione le donne Presidenti del Consiglio comunale (27,6% sul totale regionale) e le donne consigliere comunale (29,8%).
La ricerca dell’Anci ha elaborato anche i dati relativi ai Sindaci donna negli ultimi 30 anni, regione per regione: in Piemonte, su 1202 Comuni presi in considerazione, 473 (il 39,4%) sono stati amministrati da un sindaco donna negli ultimi 30 anni.

Incontro con il sindaco su Amt Cgil, Cisl, Uil e Ugl:


Comunicato stampa congiunto del 29 Aprile 2017
Stamane al Comune incontro con il sindaco su Amt Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “Su progetto di Bianco e Lungaro giudizio sospeso. Pronti ad assumerci responsabilità, ma da amministrazione vogliamo più concretezza e fatti per far uscire l’azienda dal guado.”

“Sospendiamo ogni giudizio in attesa di intraprendere un percorso concreto che ci possa portare, già dai prossimi giorni, a confrontarci con l’amministrazione comunale per individuare insieme le soluzioni utili per salvare l’Amt da un nuovo fallimento.” E’ questo il pensiero dei segretari generali etnei di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl a margine del vertice che si è tenuto questa mattina in municipio a Catania, alla presenza del sindaco Enzo Bianco. “Finalmente l’attesa ed auspicata riunione ci ha dato la possibilità di esternare ancora una volta, ai vertici comunali ed al presidente della partecipata Carlo Lungaro, la preoccupazione che nelle ultime settimane si era trasformata in serio allarme a causa delle continue defezioni nell’ambito del cda e delle voci contraddittorie sullo stato di salute dei conti dell’azienda di trasporto metropolitano – affermano Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Fortunato Parisi e Giovanni Musumeci, presenti all’incontro insieme ai segretari provinciali di categoria Alessandro Grasso di Filt Cgil, Mauro Torrisi di Fit Cisl, Franco Di Guardo di Uil Trasporti e Giuseppe Scannella di Ugl trasporti autoferrotranvieri.”
Aprendo i lavori, infatti, Bianco ha confermato di seguire attentamente l’evoluzione della difficile situazione in cui versa Amt annunciando, prima di tutto, che è stata conclusa la transazione con la Regione che produrrà un introito alle casse aziendali di 7 milioni di euro e confermando che si sta ragionando su una possibile fusione con Fce per la creazione di un polo metropolitano dei trasporti ed un’eventuale cessione di quote ad un partner privato, oltre alla volontà di procedere all’emanazione del bando per la ricerca del direttore generale e di rendere continuità all’azione di concertazione con i sindacati attraverso il prosieguo del tavolo tecnico già a partire da martedì 2 maggio, con il relativo conferimento della delega all’assessore comunale Salvatore Andò, ed infine l’assunzione della responsabilità sulla gestione della crisi. “Non potevamo rimanere di certo in silenzio riguardo le precarie relazioni sindacali che da agosto ad oggi hanno condizionato il cammino di Amt, con una governance che non ha prodotto risultati ma invece ha peggiorato lo stato delle cose – aggiungono i sindacati. Non possiamo giudicare positivamente quanto fatto fino ad ora da amministrazione e vertice aziendale e per questo, ribadendo la disponibilità ad assumerci le responsabilità che come organizzazioni sindacali ci competono, abbiamo chiesto al sindaco l’impegno solenne di non abbandonare per un solo minuto la questione perchè questa delicata vicenda ha bisogno di un interlocutore fattivo, presente ed autorevole, ma soprattutto di amministratori capaci di cambiare pagina concretizzando sin da subito quanto prospettato. Anche per questo – concludono – salutiamo positivamente la rinuncia di Bianco a dimettersi per correre alla carica di presidente della Regione, perchè in questo modo si consente la continuità nell’interlocuzione che, invece, sarebbe stata interrotta da eventuali elezioni anticipate che per l’Amt avrebbero rappresentato una vera e propria sciagura.”

Grazie, buon lavoro e cordiali saluti.

Davide Bonaccorso (Tessera O. d. g. n° 112751)
Ufficio Stampa U. G. L. – Unione Territoriale del Lavoro di Catania

FESTIVAL DELLA CHITARRA: SUCCESSO DELLA SESTA EDIZIONE AL CINE-TEATRO MODERNO DI MASCALUCIA


MASCALUCIA – Si è ormai consolidato a Mascalucia il “Festival della chitarra”.
La sesta edizione, infatti, che ha riscosso grande successo grazie anche al concerto del M° Agatino Scuderi, si è tenuta domenica 23 aprile al Cine-Teatro Moderno di Mascalucia.
Finalità del Festival, che già da 4 anni si tiene nel Comune etneo col patrocinato dall’Amministrazione comunale, è quella di avvicinare i giovani alla musica e far loro studiare la chitarra. Questo straordinario strumento fu rilanciato da Segovia considerato come uno dei maggiori sviluppatori della tecnica e dello studio della chitarra classica di tutti i tempi.
Degli oltre trenta chitarristi in erba la maggior parte sono studenti degli istituti scolastici “Giuseppe Fava” e Leonardo da Vinci” di Mascalucia. Altri chitarristi provengono da Catania, Agrigento e Messina. Il progetto musicale, promosso dall’Accademia etnea della chitarra, coordinato dai maestri Domenico Scaminante e Francesca Pappalardo, è rivolto agli studenti delle scuole di primo e secondo grado.
Ad aprire il Festival il noto chitarrista Agatino Scuderi che ha emozionato il pubblico con brani di Francisco Tarrèga, Francesco Corbetta, Leo Brouwer e Agustine Barrios.
Quindi è stata la volta dell’orchestra dei giovani studenti diretta dal M° Lillo Cacciatore.
I ragazzi hanno spaziato su un vasto repertorio: dalla Cumparsita ad un mix di brani napoletani; e ancora All my loving, La Collegiala, Hava Nagila.
Presenti alla manifestazione anche il primo cittadino di Mascalucia, Giovanni Leonardi e il vicesindaco, Fabio Cantarella.
«Da anni seguiamo con piacere ed interesse questa manifestazione – ha commentato il sindaco Leonardi -. Ci piace vedere sul palcoscenico tanta gioventù di Mascalucia seguita dall’Accademia etnea e dalle scuole in maniera costante. Un grazie ai maestri che curano i ragazzi e ai loro genitori che invogliano i loro figli allo studio della musica. La mia Amministrazione è sempre vicina a tutte le realtà culturali di rilievo e continuerà ad esserlo».
Per il vicesindaco Fabio Cantarella: «Questo appuntamento, prima itinerante, ora cammina pari passo con la nostra Amministrazione – ha detto – in quanto lo abbiamo adottato con grande orgoglio. E’ un evento del territorio con ragazzi prevalentemente del territorio; un modo bello ed elegante di fare cultura».