Il Borsalino diventa un francobollo



“Dear vittorio, you may remember me…my name is Robert Redford” così inizia la lettera che una delle più grandi star di sempre del cinema americano scrisse a un erede della famiglia Borsalino, per richiedere il cappello che aveva visto indossato da Mastroianni in “8 e 1/2”. Questa lettera è rappresentativa per capire la storia di un oggetto, fatto con amore e passione in una piccola città di provincia, e sbarcato poi in tutto il mondo per diventare un mito. Il cappello Borsalino è diventato un’icona grazie al cinema. Nell’epoca d’oro di Hollywood tutti ne indossavano uno. Ciò che s’ignora è che questo mito nasce in una città della provincia italiana, Alessandria, e che per più di centoventicinque anni una sola famiglia è stata a capo di questo impero fondato dal capostipite, Giuseppe Borsalino.  Oggi, il celebre marchio italiano di cappelli, celebra il 160/o regalandosi un francobollo.

    Il ministero per lo Sviluppo Economico ha autorizzato infatti l’emissione di un francobollo Borsalino del valore di 0,95 euro, appartenente alla serie tematica ‘Le eccellenze del sistema produttivo ed economico’. Il francobollo, presentato il 4 aprile, in occasione del 160/o anniversario del noto cappellificio piemontese, è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato spa, e riproduce, oltre al logo Borsalino, uno dei celebri cappelli in feltro prodotti ad Alessandria e la leggenda ‘160 anni di manifattura’. In occasione della presentazione del francobollo è stato attivato un annullo speciale presso la manifattura di Alessandria, alla presenza delle autorità locali.
Giusi Lo Bianco

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