L’EDUCAZIONE PERMANENTE COME FILOSOFIA DI VITA


Quando si parla di adulti che si educano,ci si riferisce ad un’autoeducazione,ad un processo che l’individuo realizza in autonomia,una scelta che lungo il percorso diventa una necessità affinchè si abbia una linea di continuità,che abbracci attività formali e non,nell’apprendimento lungo il corso della vita.
L’educazione permanente non riguarda gli adulti che perfezionano la loro preparazione attraverso i corsi di formazione e aggiornamento,ma riguarda un metodo di apprendimento,la lifelong learning education,che unisce permanenza e successione,organicità e continuità e risponde ai molteplici bisogni dell’uomo per la realizzazione personale e sociale. Quindi non si tratta di un insegnamento organizzato,che scolarizza l’esistenza umana,ma della possibilità di “apprendere ad apprendere”,attraverso un processo verticale,che riguarda tutte le tappe cronologiche dell’educazione (prescolare,primaria,secondaria,ecc…) e orizzontale,come disciplina pratica e formativa,volta intenzionalmente a promuovere,sviluppare e sostenere tutte le attività che possano favorire e facilitare l’acquisizione dei saperi e delle abilità necessarie per l’assunzione di compiti e responsabilità nella vita adulta.
In questo senso,l’educazione degli adulti è antichissima e attuale: antichissima se la consideriamo come perfezionamento individuale,attuale se la consideriamo come un processo storico istituzionalizzato,attraverso strutture aperte, programmi e nuove tecniche di apprendimento. In Italia ricordiamo la legge Casati,che nacque con lo scopo preciso di educare il popolo per contrastare l’analfabetismo che ostacolava la crescita del Paese,ben presto però l’educazione dei lavoratori si distanziò dal modello borghese che ne volle la nascita,perchè gli operai cominciarono ad acquisire consapevolezza dei loro diritti,rivendicando una formazione non solo lavorativa e professionale. Per questo motivo,in Italia le Università Popolari,non ebbero successo,perchè di fatto erano rivolte ai ceti medi e non ai ceti più svantaggiati,mentre ebbero invece successo iniziative legate ai movimenti attivisti sociali,dettati da spirito umanitario,per aiutare le masse dei contadini che vivevano in condizioni di povertà,come le Società Operaie del nord,l’attivismo di Lombardo Radice in Sicilia,le scuole per i contadini nel Lazio,legate al poeta Giovanni Cena.

Dal 1950 al 1960 furono attivati i corsi Crucis per conseguire la licenza media;

nel 1969 nacquero i primi centri sociali di educazione permanente;nel 1974 furono invece attivati corsi di 150 ore per conseguire la licenza media dopo i 16 anni e nel 1982 quelli di alfabetizzazione per tutti gli adulti privi di licenza elementare;nel 1997 vennero istituiti i primi CTP (Centri Territoriali Permanenti).
Oggi i principali ambiti di intervento dell’educazione permanente si distinguono in attività di recupero e compensazione,rivolte ai soggetti emarginati (detenuti,tossicodipendenti,extracomunitari) e in attività di realizzazione del sè,rivolte alla formazione dell’adulto capace di far fronte ai cambiamenti sociali.
Valeria Di Bella 

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