Estate a righe, stile marina e gipsy



Tra le tendenze moda più forti per questa stagione ci sono le righe o meglio le tantissime versioni delle fantasie a righe. Un vero tripudio di bande, stripes, millerighe e macro fasce; verticali, orizzontali oppure oblique; bicolore o multicolor; in versione marinière, in stile gessato maschile o in chiave hippie coloratissime. Si declinano su vestiti, camicie, gonne e pantaloni, in total look o a contrasto. E… a ciascuna le proprie righe. 
Per Carmen Miranda, la cantante d’antan che indossava sombreri di frutta e zeppe in rafia, le righe si muovevano sulla note della samba. Per i broker londinesi le righe sono quelle delle camicie Oxford azzurre e bianche, con colletto e polsini bianchi. Ma le righe sono la tendenza della nuova stagione, come mostrano le babbucce e le ciabattine di Sergio Rossi che riedita il jacquard Portofino, e le borsette di Fendi. Il guardaroba femminile dell’estate 2017 sarà dominato dai tessuti a righe. Abiti, pantaloni, camicie e perfino calzature e occhiali saranno attraversati da fantasiose righe.

    Con una variante. Infatti, accanto ai classici gessati e ai cotoni millerighe, la novità di stagione è costituita dalla libertà di poter abbinare le righe agli stampati floreali, alle macchie camouflage e ai maculati animalier, con un effetto finale gipsy-folk. Rimanendo sul tema, sono tante le versioni delle fantasie a righe. Un vero tripudio di bande e macrofasce.

Alle sfilate di Milano, per esempio, le abbiamo viste sulle passerelle di Fendi e di Arthur Arbesser, di Marco De Vincenzo e di Ports 1961. Immancabili, of course, da Missoni. Sono maxi e orizzontali da Del Pozo e Dries Van Noten, Peter Dundas per Roberto Cavalli ne ha proposto una lettura boho anni 70, mentre Chloé le vuole micro e in total look: un classico della moda estate!Insomma, se volete sfoggiare un abbigliamento di tendenza cominciate a mettervi in riga! 
Giusi Lo Bianco

   

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Circondati da ideali di bellezza



 

Basta guardare le pubblicità dei grandi marchi di intimo per capire quale sia l’ideale di bellezza oggi.

Magra ma con curve pronunciate, un seno prosperoso e atteggiamento sensuale, questo è il “bello” in una donna di oggi. Un concetto che però si è costantemente modificato negli anni, nei decenni.

Socrate descrisse la bellezza attraverso le parole di Platone così:

“La bellezza, perfezione della materia, è reminiscenza di ciò che l’animo nostro vide una volta accompagnandosi agli dei”.

La bellezza deve essere quindi un bene da raggiungere, in sintonia con una buona salute non soltanto spirituale ma anche materiale.

 

È luogo comune che l’aspirante manager o la super donna di successo avrà difficoltà oggi a farsi accettare dalla società se si presenta con 20 kg di troppo. L’essere magro oggi porta con sé i valori di tenacia, disciplina, autocontrollo.

 

Se pensate che l’ideale di bellezza ossessioni solo le donne vi spagliate perché il desiderio di piacere è anche maschile. L’antropologia aveva già messo in evidenza una grande vanità maschile. Infatti in alcune popolazioni primitive il desiderio di piacere era una caratteristica attribuita solo agli uomini. In molte civiltà gli ornamenti rispondono principalmente a valori bellici, come dimostrano i parà francesi, i carabinieri spagnoli o i marines statunitensi.

Darwin dimostra come anche nel mondo animale esista questo fenomeno, infatti se si pensa ai maschi del pavone o all’uccello del paradiso, ad alcuni pesci tropicali, al gallo, sono tutti animali ai quali piace mostrare i propri appariscenti attributi.

 

Da sempre l’essere umano ha avuto un legame particolare col cibo, visto come strumento imprescindibile di sopravvivenza, è stato trasformato in fonte di potenzialità, raffigurazione della fertilità (Venere di Willendorf) e di ricchezza (Sarcofago dell’Obeso Etrusco nel museo archeologico di Firenze), in strumento magico e spesso sacrificale.

Ci sono cibi carichi di “potere quasi farmacologico” come quelli ricchi di potassio o di calcio per scegliere il sesso dei figli che si vogliono concepire, poi ci sono cibi ritenuti fonte di forza muscolare e sessuale come il pasticcio di testicoli di toro.

 

Al cibo purtroppo sono collegati anche gravi disturbi alimentari come bulimia e anoressia, due sintomi delle gravi malattie di questo secolo: stress e infelicità.

 

C’è chi, come lo scrittore R. Mille, sostiene che il grasso sia bello e felice, mentre il magro sia infelice ed insoddisfatto.

 

Magro non è di certo sinonimo di bello, a nessun uomo piacerebbe toccare una donna senza forme, tutta pelle ed ossa. La salute invece, quella sì, è sintomo di bellezza perché avere uno stile di vita sano ed una dieta corretta porta la persona a stare bene fisicamente e moralmente.

 

Laura Ciancio