SCORRETTEZZE DELLE BANCHE ED INTERMEDIARI FINANZIARI? RIVOLGITI ALL’ABF O ALL’ACF. GRATUITI, RAPIDI, SENZA BISOGNO DELL’ ASSISTENZA LEGALE!


 
 
Quante volte ci siamo recati in banca o presso un intermediario finanziario e siamo usciti con un numero consistente di fogli precompilati e da noi sottoscritti, senza aver letto nulla?  Beh, diciamoci la verità, la maggior parte di noi ha fatto così!
Nonostante la direttiva europea 2004/39/CE notoriamente conosciuta come Mifid I, (ed a gennaio 2018 entrerà in vigore anche la Mifid II a rincarare la dose) abbia introdotto i criteri di trasparenza , correttezza, adeguatezza, appropriatezza,  semplificazione delle informazioni,  paradossalmente anziché aumentare la comprensione , per il cliente, sul prodotto finanziario o sul servizio richiesto, è aumentata, quasi a dismisura, la quantità di moduli, rigorosamente standardizzati, da sottoscrivere, col semplice risultato che la parte contrattuale più debole (cliente) rimane imbrigliata tra le postille e le clausole senza averne lucida contezza.
C’è da dire inoltre, che non sempre il servizio reso dalle banche e dagli intermediari è  nel rispetto delle regole, talvolta per via del troppo tecnicismo, ossia la tanto esasperata conformità, talvolta perché in un regime di alta concorrenza si tende ad attirare o a non far scappare la clientela con metodi, per così dire, velati, ambigui.
Quando ci si accorge che qualche conto non torna, o che vengono applicati interessi non pattuiti al limite della soglia di usura, o spese non richieste, o che, per i più attenti, gli investimenti non sono come prospettati contrattualmente,etc. etc., è possibile adire reclamo per via stragiudiziale e farsi riconoscere e risarcire i propri diritti.
Già nel 2009 è stato istituito l’ABF, ossia l’Arbitro Bancario Finanziario, in attuazione dell’art, 128/bis del TUB, presente sul territorio nazionale in sette città: al sud a Napoli, Bari, Palermo; al centro a Roma; al nord  a Bologna, Milano e Torino. Si può presentare ricorso a questo Istituto solo per quanto concerne le “operazioni di cassa e servizi bancari a pagamento”, sono dunque escluse le controversie per gli investimenti. Presentare ricorso è semplice e veloce. Basta scaricare dal sito dell’ ABF il modulo di reclamo e scrivere le motivazioni per cui si chiede la pronuncia del collegio ABF. Si ricorda che il collegio è composto da cinque  esperti: il Presidente e due membri sono designati dalla Banca d’Italia , un membro è scelto dalle associazioni degli intermediari ed un’ altro membro dalle associazioni dei consumatori. Inviare il reclamo costa solo 20,00 euro, che, se accolto , verranno rimborsati. L’ABF definirà il ricorso entro il termine complessivo di 105 giorni,  pronunciando le “Decisioni” che non sono vincolanti né per il ricorrente né per la banca o intermediario. Infatti, si può sempre ricorrere al Giudice e la Decisione rappresenterà la “condizione di procedibilità” necessaria ed obbligatoria per l’iter giudiziario. Nel caso in cui le Decisioni dell’ABF siano sfavorevoli alla banca (o intermediario) e questi non adempia al risarcimento , verranno rese pubbliche e, nell’ipotesi di proseguimento dinanzi al Giudice, l’inadempimento “potrebbe” influenzare il giudizio.
L’ACF, ossia l’ Arbitro per le Controverse Finanziarie, di recentissima istituzione (delibera 19602 del 4/05/2016),  operativo dal 9 gennaio 2017, rappresenta l’alter ego dell’ABF, nella risoluzione extragiudiziale delle controversie . Con l’ACF è possibile difatti presentare reclamo in maniera del tutto gratuita , per le controversie di natura finanziaria, ovvero per “le prestazioni di servizi di investimento e gestione collettiva del risparmio”, fino ad un importo richiesto di 500,000 euro.
Le motivazioni per opporre ricorso sono le violazioni dei criteri stabiliti dalla Mifid I, correttezza, trasparenza, obblighi informativi, etc. e devono essere contenute nel ricorso, presentato on line mediante registrazione al sito web dell’ ACF, oppure in modalità cartacea fino al 2019. Oltre alla relazione dei fatti è necessario indicare la somma che viene richiesta all’intermediario. L’ iter decisionale si conclude entro 90 giorni dalla conclusione del fascicolo( più eventuale altra proroga di 90 giorni). Chi decide è un collegio , stavolta nominato dalla CONSOB, composto similmente all’ABF, da un Presidente e due membri scelti e nominati dalla Consob, ed altri due membri, uno dell’associazione degli intermediari e l’altro dell’associazione dei consumatori.
Ovviamente qualora la decisione dell’ACF non venga adempiuta dall’intermediario, vige l’obbligo della pubblicità, sia sul sito ABF sia su due quotidiani nazionali, con il conseguente danno reputazionale cui va incontro l’ intermediario. Resta inoltre facoltà del cliente ricorrere all’Autorità Giudiziaria.
 
Valeria Barbagallo
 

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La resistenza al cambiamento


Spesso le azioni di cambiamento non vengono accettate dagli individui che oppongono resistenza,quando percepiscono come una minaccia,tutto ciò che rappresenta il "nuovo".
Cambiare le consuete attività lavorative,abbandonare il proprio ruolo all'interno di una società,essere trasferiti in altre funzioni considerate meno prestigiose,per esigenze di una organizzazione,rappresentano alcuni timori e incertezze che si attivano di fronte a un cambiamento,anche se necessario.
Accettarlo implica una volontà vera di farsi coinvolgere sia nel processo del cambiamento,che nella responsabilità proattiva.
Le resistenze individuali sono classificabili in psicologiche,quando la propria identità occupazionale viene messa in discussione,quando si teme una riduzione dello stipendio,una retrocessione, un aumento del carico del lavoro non corrisposto da un aumento degli incentivi o quando può creare situazioni poco prevedibili,in grado di mettere in crisi la routine,gli schemi mentali e i comportamenti consolidati.
Inoltre possono verificarsi dei conflitti e resistenze di gruppo quando si conferisce maggiore potere ad alcuni,a discapito di altri e nelle strutture dove ruoli e procedure presentano una divisione rigida e inflessibile,risulta maggiormente difficoltoso promuovere il cambiamento in contrasto con la mentalità dominante.
Per fronteggiare l'ostruzionismo è quindi necessario che chi decide e progetta l'innovazione,sia in grado di individuare l'origine della resistenza e i rischi percepiti nei confronti del cambiamento,attraverso una strategia comunicativa e informazioni chiare e puntuali con feedback che favoriscano il benessere psicologico dei membri di una organizzazione.
Il pioniere di questa strategia vincente è stato Lewin,che riconobbe nella lotta tra spinte all'innovazione e resistenze,un elemento necessario al cambiamento,riconoscendo che la dimensione difensiva è un fatto fisiologico,perchè rappresenta la naturale reazione a una situazione in mutamento. 

Valeria Di Bella

Il Libro del Cinquecento, il racconto tra leggenda e realtà ambientato in Sicilia



 
La Sicilia con i suoi scrittori non smette di stupire. “Il Libro del Cinquecento” del messinese Tindaro Alessandro Guadagnini è un racconto tratto da una storia vera, da un libro realmente esistente e molto antico.
 
Un racconto in cui regna sovrano il mistero in un miscuglio intrecciato di magia nera, realtà ed incredulità. Il libro di Guadagnini nasce dalla casualità di un incontro in un paesino della Sicilia e dalla curiosità che suscitò la leggenda di questo Libro del Cinquecento nello scrittore, che da quel momento ha cercato di reperire quante più informazioni possibili su tutto ciò che riguardava quell’antico libro.
Un libro controverso, come lo definisce l’autore, circa le sue origini non si può stabilire quanto ci sia di storico, reale o leggendario, quello che è certo è che questo libro abbia origini millenarie. Si presume che venne scritto dall’antico Re Salomone, il Profeta nominato nella Bibbia, anche se alcuni studiosi ipotizzano che derivi dal medioevo. Il libro di magia nera originariamente scritto in ebraico è stato tradotto in molte lingue ed è conosciuto in tutto il mondo come “La Clavicola di Re Salomone”.
Il Libro del Cinquecento è la versione tradotta in italiano nel ‘500 che si diffuse in tutta l’Italia meridionale ed in particolar modo in Sicilia. In nord Italia è conosciuto invece come “Il Libro del Comando”. Sulle effettive origini ci sono grossi punti interrogativi, come testimonia Guadagnini che prima di scrivere il racconto ha condotto numerose ricerche.
La storia narrata non è del tutto frutto della fantasia, lo scrittore ha preso i punti più salienti delle leggende che si narrano ancora oggi in alcuni paesi della Sicilia, le ha romanzate, ampliate ed arricchite con fantasia per creare questo racconto. Su quanto ci sia di reale nel suo racconto l’autore lo descrive con queste parole:
“Si può dire che per chi ci crede sia ispirato ad una storia vera, quanto ci sia di vero non si sa, fatto sta che questa leggenda tutt’oggi viene narrata in Sicilia come fosse un evento realmente accaduto”.
 
La sicilianità si trova dappertutto, nel dialetto parlato dai personaggi come nei luoghi riconoscibili descritti dall’autore. Questo racconto rappresenta una vera scoperta per tutti coloro che non hanno idea dei segreti e dei misteri che nasconde una terra ricca di storia come la Sicilia.
Una lettura affascinante, ricca di suspense che travolge e porta all’interno del racconto accanto al suo protagonista Carmelo ed alle vicende infernali che vive da quando per caso si ritrova tra le mani un’antica copia del Libro del Cinquecento.
 
https://www.facebook.com/Il.Libro.del.Cinquecento/
 
Laura Ciancio
 
 

Scie in Balata: l’artigianato siculo arriva alla Tonnara di Marzamemi dal 2 al 6 agosto



 
Dopo il successo della prima edizione arriva per il secondo anno l’evento sull’artigianato siculo “Scie in Balata”.
Dal 2 al 6 agosto, dalle 18.00 all’1.00 di notte, nella suggestiva location della Loggia della Tonnara di Marzamemi una quarantina di espositori, provenienti da tutte le parti della Sicilia, esporranno e venderanno creazioni artigianali, prodotti tipici e food.
 
Sicilia terra di arte e ingegno, sempre decantata da scrittori e poeti, grazie all’organizzazione di eventi di settore dedicati all’artigianato i talenti creativi dell’isola possono farsi conoscere da locali e turisti.
Dai gioielli ai ricami, dal legno alla ceramica, dalle borse di pelle alla fotografia, negli eventi di Scie Market si trova di tutto e di più, per tutti i gusti.
Come ogni evento organizzato da Scie Market mancherà la musica dal vivo jazz, swing, oltre che dj set, ed area food con prodotti di qualità.
“Scie in Balata” mira alla promozione del territorio attraverso l’artigianato, il design handmade e i prodotti tipici del territorio siciliano.
 
Marzamemi negli ultimi 5 anni ha avuto un incremento di visitatori impressionante, riuscendo a diventare una tra le mete più ambite della Sicilia da turisti e gente locale. La presenza vicina di un mare con colori mozzafiato, la riserva di Vendicari, il barocco di Noto, la bellezza della vicina Siracusa, la caratteristica piazza del paese di Marzamemi e tutto ciò che la circonda, hanno trasformato questo piccolo paesino di pescatori in un paese ricco di visitatori di tutte le età.
Tra le caratteristiche principali di Marzamemi c’è la sua incantevole Tonnara, che non a caso è proprio la location dell’evento “Scie in Balata”.
La Tonnara di Marzamemi risale al XVI secolo quando gli arabi, che a quel tempo dominavano la Sicilia, diedero luce a quella che sarebbe diventata una tra le più antiche ed importanti tonnare della Sicilia Orientale. La Loggia di circa 750 mq, oggi totalmente restaurata, un tempo era adibita al ricovero delle barche più grandi della Tonnara che da lì venivano direttamente messe in mare. Il termine Balata con il quale viene denominato quel tratto del paese deriva dall’arabo “balad”, nome che si riferisce alle lastre di pietra che formano la pavimentazione del primo porto di Marzamemi, definito appunto “Balata”.
 
“Scie in Balata” è un evento da non perdere non solo per acquistare ed ammirare le creazioni artigianali ed i prodotti tipici siciliani ma anche perché essendo ad ingresso libero è un’occasione per osservare dall’interno la Tonnara di Marzamemi che solitamente è chiusa allo sguardo dei visitatori.
 
Laura Ciancio
 
https://www.facebook.com/events/1906496729619094/
https://www.facebook.com/sciemarket/
 
 
 
 

Ausiliari ospedale “Policlinico”, ieri in Prefettura raggiunto l’accordo per la salvaguardia dell’applicazione contrattuale. Soddisfatti Cisl, Uil e Ugl: “Vinta una battaglia a tutela delle figure professionali di Osa e Oss.”


E’ stato raggiunto ieri in Prefettura l’accordo tra la Pfe, l’azienda ospedaliera universitaria “Policlinico – Vittorio Emanuele” e le sigle sindacali provinciali Fisascat Cisl, Uiltucs e Ugl sanità, sulla salvaguardia dell’applicazione del contratto che consentirà di salvaguardare le figure professionali come gli operatori socio assistenziali e gli operatori socio sanitari. Al tavolo coordinato dal vice prefetto Lucia Rafaela Palma, le parti in causa hanno riaperto la trattativa che alcuni giorni addietro in sede aziendale si era conclusa con un nulla di fatto. Una vertenza dovuta al cambio d’appalto che ha visto la società di Caltanissetta aggiudicarsi di supporto assistenziale e di ausiliariato (che interessano circa 200 lavoratori) che in fase di gara ha prospettato l’assorbimento del personale attraverso la firma del contratto collettivo nazionale di lavoro “servizi integrati – multiservizi”, diverso da quello firmato sino ad oggi dai dipendenti che hanno goduto delle prerogative del contratto collettivo delle cooperative sociali dove sono previste le figure dell’Osa e dell’Oss. “Ringraziamo il vice prefetto per la grande attenzione che ha voluto riservare ai lavoratori che chiedevano soltanto di vedersi riconosciuta la reale competenza acquisita che, con il contratto relativo ai multiservizi avrebbero perso, nonostante la Pfe avesse preso l’impegno a mantenere inalterati i livelli salariali – dichiarano i segretari provinciali Rita Ponzo, Sergio Romano e Carmelo Urzì. Grazie anche alla preziosa mediazione del direttore generale dell’Ove, Paolo Cantaro, siamo riusciti ad ottenere da parte della stessa Pfe il riconoscimento dell’attuale situazione contrattuale, con la riproposizione del contratto cooperative sociali, che darà così dignità in particolare a tutti quei lavoratori che erano stati assunti grazie alla qualifica di Osa ed quelli che nel tempo hanno acquisito la qualifica di Oss. Diamo atto all’azienda appaltante di aver compreso la nostra esigenza, che mira ad affermare la dignità di ogni singolo lavoratore ed assicurare ai reparti ospedalieri le giuste figure professionali a garanzia di un servizio all’altezza del contratto nazionale di categoria applicato.”

L’amore non uccide! Inaugurazione della Panchina Rossa presso il Comune di Cassaro


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Si è svolto martedì scorso il convegno per contrastare il femminicidio, organizzato dall’associazione culturale “Mi.Ra.Ga” e patrocinato dal Comune di Cassaro,in collaborazione con “Acicastello Informa”, la nostra testata giornalistica online.
A portare la loro toccante testimonianza,Vera Squatrito,madre di Giordana Di Stefano,giovane mamma di una bambina e bravissima danzatrice piena di sogni e aspirazioni ,uccisa a 20 anni dal suo ex fidanzato il 7 ottobre 2015 e Giovanna Zizzo,madre di Laura,la più piccola di quattro fratelli,una bambina dolcissima uccisa dal padre a 12 anni il 22 agosto 2014,tragedia alla quale è sopravvissuta per miracolo la sorella Marica,ferita gravemente dallo stesso.
Di fronte a una sala gremita da un pubblico commosso dalla forza e dal coraggio di queste madri,Vera e Giovanna hanno ripercorso quei momenti terribili,che le hanno strappate all’amore delle loro figlie,affermando con determinazione che hanno intrapreso un percorso che ormai considerano la loro missione per fermare la violenza che purtroppo,spesso,degenera nel femminicidio. Perchè solo chi ha provato un dolore così grande può essere in grado di comprendere l’ importanza della prevenzione e soprattutto della reale efficienza delle istituzioni che difendono i cittadini. Un dolore così grande che però,hanno ribadito,non grida vendetta,ma certezza della pena e giustizia per queste morti inaccettabili,in un Paese dove purtroppo non mancano mai le difficoltà processuali e gli assurdi sconti di pena con
attenuanti.
A concludere il dibattito,il sindaco Mirella Garro,la quale ha puntato l’attenzione sulle discriminazioni di genere e sugli interventi educativi da mettere in atto già dall’infanzia per infondere il senso del rispetto reciproco in una società civile.
Subito dopo il convegno,in una delle vie principali di Cassaro,è stata inaugurata la Panchina Rossa,con una targa commemorativa,dedicata a Laura,Giordana e tutte le vittime innocenti di femminicidio e ormai divenuta simbolo di un percorso di sensibilizzazione ed educazione al vero amore.

 

Valeria Di Bella

ABOLIRE L’IRAP SI PUÒ: ECCO COME!


L’ Imposta Regionale sulle Attività Produttive è il tanto contestato tributo che incide sulla produttività delle imprese ( società ed enti commerciali) il cui scopo è la commercialità. Qualcuno ha utilizzato il suo acronimo per definirla “Imposta Rapina”, per via del pesante carico a cui sono soggette le imprese produttive. Basti pensare che l’Irap va versata al fisco anche se si registrano perdite di esercizio, con tutte le gravose conseguenze che comporta.

È stata istituita nel 1998 dal governo Prodi, rimpiazzando le altre imposte regionali Ilor, Iciap, Tosap, etc. La cosa sorprendente è che il 90% di gettito è conferito alle regioni al fine di sovvenzionare il “Fondo Sanitario Nazionale”.

Ovviamente la questione non è stata esente da polemiche, ritenendo assurdo gravare le imprese di tale onere. Inoltre si è parecchio discusso sulla costituzionalità dell’Irap, sia nel nostro ordinamento che in quello comunitario, in quanto è stata riscontrata una sorta di analogia con l’IVA, violando il divieto di istituire imposte della stessa fattispecie. Nonostante ciò, la Corte di giustizia dell’UE ha dichiarato la “compatibilità” dell’imposta col diritto comunitario. Anche le nostre Corti di cassazione hanno ricevuto parecchi ricorsi per altre questioni, attinenti per lo più alla contestazione dei lavoratori autonomi “privi di autonoma organizzazione” al pagamento del tributo. Alcuni sono ancora pendenti, altri respinti.

Ma allora come si potrebbe fare per liberare le imprese dall’incubo dell’IRAP?

Beh, una proposta interessante ed, a mio avviso, intelligente, è stata quella del giovane economista Eugenio Benetazzo. In pratica suggerirebbe di sostituire l’Irap con una nuova tassa : la “Healt Tax”, già presente in alcuni stati dell’area scandinava.

In buona sostanza la la Healt Tax inciderebbe sugli stili di vita che in qualche modo graverebbero  nel  prossimo futuro sulla spesa sanitaria,come, ad esempio, il consumo eccessivo di  junk food o delle bevande alcoliche o gassate. In effetti alla lunga tali abusi condurrebbero  inevitabilmente a malattie , disfunzioni, obesità. Dunque tassare gli eccessi e rieducare il cittadino ad uno stile di vita sano, partendo dal medico di base, incentivandolo, attraverso un sistema premiante( come già avviene in Gran Bretagna), nel seguire i suoi assistiti in un percorso rieducativo alimentare e salutistico , condurrebbe ad una minore incidenza della spesa sanitaria, il cui costo sarebbe a carico di chi teoricamente  lo genera.

Valeria Barbagallo