L’arte ornamentale della famiglia reale di Sissi


 

Vienna, capitale austriaca, romantica ed imperiale nell’immaginario di tutti lo è anche nella realtà; non è ovvio, poiché spesso le città che attraggono il turista non sempre mantengono le aspettative.

Romantica, dicevamo, ma non in senso stretto.

Vienna è riuscita negli ultimi venti anni a mantenere in tutto e per tutto il suo stile imperiale ma ha saputo unire, senza timore, modernità alla propria architettura. Basta cogliere il riflesso della cattedrale di Santo Stefano sulla facciata specchiata posta di fronte ed appartenente ad un hotel. Oppure soffermarsi con lo sguardo anche sui tetti dei più antichi edifici del centro. Ma badate bene a certe cose i viennesi non rinunciano, interni in legno pregiato, solai ancora in legno accanto a doppi infissi che aiutano a non soffrire le differenze di temperature tra l’inverno e l’estate.

Da cosa nasce questa intraprendenza mista alla tradizione?

A me piace immaginare che questo modo di pensare una città in “evoluzione”, di concepirla come sempre nuova, risalga al gusto ed alla passione che la famiglia reale metteva nei propri lavori ornamentali che troviamo tutt’oggi in bella vista nelle loro regge.

Un giro presso la residenza estiva degli Asburgo di Schloss Schönbrunn nel quartiere ormai non più periferico di Hietzing, agli appartamenti imperiali e al museo di Sissi nel complesso dell’ Hofburg al centro della Capitale per poter capire di cosa parlo.

I componenti della famiglia reale erano educati sin da piccoli ad amare e ad impadronirsi delle tecniche di disegno con china, ad esempio, o a saper riconoscere materiali di pregio, spesso provenienti dall’oriente.

A quel tempo era d’uso viaggiare in quei luoghi enigmatici e fantasiosi come la Cina, l’India o il Giappone e da li ritornare con carte decorate con personaggi e colori mai visti nel vecchio continente o con porcellane preziose e delicate oggi visibili grazie all’esposizione della “Silver Collection”.

Un tour per capire la quotidianità degli Asburgo, gli intrecci di corte e le abitudini della famiglia. È quindi possibile per l’ospite attraversando le stanze imperiali ammirare le pareti ornate con giochi di cornici e stampe che venivano personalmente ritagliate dai componenti della famiglia reale. Il visitatore potrà così sprofondare in una camera ammorbidita dal blu della china usata per disegni che abbelliscono a centinai, in ogni forma e con ogni sfumatura, le stanze orientali.

I figli dell’arciduchessa regnante d’Austria, regina regnante di Boemia e di Croazia e Slavonia, duchessa regnante di Parma e Piacenza, duchessa regnante di Milano e Mantova e inoltre granduchessa consorte di Toscana e imperatrice consorte del Sacro Romano Impero e di Francesco I, già duca di Lorena col nome di Francesco III Stefano, erano, a mio avviso, dei veri maestri nel disegno e mostravano già un incarnata sensibilità verso la scelta dei soggetti da rappresentare. Importante sottolineare come i figli venivano indirizzati a scegliere quello che oggi definiremmo un hobby  alla quale dedicarsi dalla pittura al giardinaggio.

Scegliere è la parola d’ordine. Se da un lato l’imperatore Francesco Ferdinando, instancabile nei suoi impegni, sembrava accontentarsi di un mobilio raffinato ma senza troppi orpelli, sua moglie, l’amata Elisabetta, soprannominata Sissi, conosceva benissimo le porcellane orientali tanto da amare risiedere in una camera con piccole mensole ricolme di bianche ed azzurre porcellane. Inoltre, perdendosi nel museo delle argenterie si viene innalzati in una realtà sfarzosa e pregevole, un chiaro simbolo di opulenza e di importanza, dell’arte dell’oreficeria, dell’argenteria, della decorazione della porcellana degli innumerevoli servizi, maestranze che oggi di sicuro invidieremmo. Menzione speciale per il “Milan Centrepiece” (1838) commissionato dall’impresa di Luigi Manfredini per segnare l’incoronazione dell’Imperatore Ferdinando I d’Austria come Re di Lombardia e di Venezia. Oggetti che tramandano la storia del nostro continente ma che giovano alla comprensione anche delle personalità, talvolta misteriose, e qualche volta distorte, di principi e principesse, imperatori e regnanti.

 

 

Paolo Licciardello

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