Controlli della polizia negli esercizi commerciali della zona costiera, plauso della Ugl: “Lavoro nero e paghe basse sono piaghe che affliggono ed umiliano l’economia del nostro territorio. ”



 
 
“Esprimiamo il nostro plauso alla polizia ed a tutte le amministrazioni che sono impegnate nelle attività di controllo dei locali di ristorazione e balneari della nostra area costiera. Il lavoro nero e le paghe basse ai dipendenti sono ancora, purtroppo, due piaghe che affliggono ed umiliano l’economia del territorio di questa provincia. Fenomeni che si espandono a macchia d’olio, in particolare nella stagione estiva con la “chiamata” degli stagionali”. E’ questo il commento del segretario generale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci, alla notizia dei controlli effettuati in questi giorni in alcuni locali dove è stato individuato personale in nero o la cui paga giornaliera non corrispondeva al numero di ore realmente effettuate. “La fame di lavoro spesso porta i lavoratori ad accettare qualsiasi condizione pur di racimolare qualche euro da portare a casa. Su questo quasi sempre battono gli imprenditori che, sfruttando questo violento stato di crisi occupazionale, pur di massimizzare i ricavi risparmiano sul costo dei dipendenti e talvolta anche sulla sicurezza degli stessi. Questi ultimi – aggiunge Musumeci – con la paura di perdere quel poco di lavoro che gli è stato dato rinunciano a denunciare. Un sistema mortificato, che la prolifica iniziativa di verifica voluta dal questore Gualtieri, sta portanto all’emersione di una serie di irregolarità che rendono giustizia sia alla dignità del lavoratore che, in contemporanea, anche a quella del consumatore considerato che i controlli vertono anche sul piano del rispetto delle regole in materia di sicurezza alimentare. Come Ugl – conclude il segretario – sosteniamo questa azione e ci impegniamo a chiedere alle istituzioni competenti un potenziamento delle unità da adibire a questo genere di servizi, perché venga davvero resa giustizia ai lavoratori del nostro territorio e di tutta la Sicilia, terra dove lavoro non deve più far rima con sfruttamento.”  
 
 
Catania, 4 agosto 2017

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