FOOD- CURIOSITÀ


IN- TOLLERANZA ZERO

Il 10% delle persone che frequentano un ristorante o un hotel o una qualsiasi azienda ristorativa dichiara di essere intollerante o allergico a una serie infinita di cibi. Ma cosa sta succedendo? E cosa significa davvero “non tollerare” un alimento? Abbiamo un po’ tutti bisogno più chiarezza!.

“C’è quindi chi ti chiede un cappuccino di soia o magari una brioche priva di glutine, o la salsa senz’aglio, o magari un antipasto senza lattosio! Imbattersi in richieste del genere è sempre più comune.

La mission, per chi lavora in cucina, è andare incontro alle esigenze dello “strano” popolo degli intolleranti, o presunti tali.

Un’alimentazione sbagliata e scelte salutistiche influenzano molto le scelte di un cibo invece che un altro. Su un campione di 100 persone il 10% dichiara di soffrire di allergie o intolleranze. Quali sono dunque I cibi più evitati? Ma naturalmente il: glutine, lattosio, l’aglio, il pepe, il pomodoro, e chi ne ha più ne metta…

Ma il cliente è davvero intollerante? Forse no, si è convinto di avere un’allergia o intolleranza alimentare, ma in realtà a soffrirne è solo il 4,5%.

Si è davvero intolleranti o solo un po’ “fissati”?

Attenzione, perché se non lo si è, rinunciare alla farina, al latte, al lievito, o a qualsiasi altro alimento senza aver consultato uno specialista può portare a gravi carenze nutrizionali.

Se lo si è veramente le cose cambiano, succede che, mangiando un alimento specifico, si scatenano una serie di reazioni.

I cibi sotto accusa sono il glutine, il lievito e il frumento. Il motivo? Mangiare sempre le stesse cose alla lunga può infiammare l’intestino e intossicarlo.

Intolleranze o allergie? Bisogna solo accertarsi che siano davvero tali. Molto spesso si tratta di una semplici colite che passerebbe subito con un po’ di dieta ed eliminando o riducendo legumi, verdure, prodotti da forno e tutti quei pasti che infiammano e irritano il colon.

Ma diciamocelo, sempre più spesso si tratta di reazioni psicosomatiche. Prendiamo come esempio lo stress, e quanto possa incidere sulla digestione Che non si scateni un “processo” a un determinato alimento: non è “colpa” del glutine, dei legumi, del lievito, del latte, della carne, dei pomodori. È importante variare molto la dieta e tenere sotto controllo la fonte di stress, non il cibo. Mangiare con giudizio e considerare sempre: quando si esce a mangiare fuori, gli operatori del settore, in questo caso cucina, impazziscono ad assecondare i “falsi intolleranti”.

Calogero Matina- Kalos

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