PALCOSCENICO – L’ELOGIO DELLA FOLLIA… IN SCENA ERASMO DA ROTTERDAM


RUBRICA A CURA DI  VALERIA BARBAGALLO

Visto da vicino nessuno è normale, figuriamoci su un palcoscenico.

Si potrebbe pensare che in ognuno di noi ci sia della sana follia, e allora per toglierci ogni dubbio cercheremo di farvi conoscere l’Elogio della Follia, certo direste, il titolo stesso sembra esprimere la totale mancanza di saggezza, o l’assenza di un argomento serio, ma Erasmo da Rotterdam, forse s’è divertito a farsi beffa di noi, intitolando il suo libro in un modo e intendendolo forse tutto al contrario. Erasmo con una vivace lucidità pensa ciò che dice e dice ciò che pensa, e tutto questo lo riesce a fare attraverso una “dea” delirante, in poche parole s’impossessa senza scrupoli del più puro delirio, per gustare il rovesciamento del mondo. E la scena da grottesca, a teatro, diventa commedia surreale!

Dall’alto della sua scelleratezza, la Follia, che sta sempre un gradino in su, delinea un quadro immortale dell’umanità, passa in rassegna tutti i vizi di persone e personaggi, non risparmiando proprio nessuno, né papi né re, e tutto questo riesce a farlo con una feroce satira che non ha tempo. La Follia intesse il suo elogio e si rivolge come fosse un’arringa al popolo! Invita tutti a constatare dell’evidenza delle sue tesi, prima su tutte, che la Follia nasce con l’uomo, fin dal principio della sua esistenza.

L’elogio della follia è datato 1511, proprio così cinquecento anni, e fu dedicato da Erasmo all’amico Tommaso Moro, una sorta di encomio satirico che parte dalla follia come puro e semplice pretesto goliardico, ma che nasconde la sua vera identità di saggio dotto come pochi. L’elogio, diventa oggetto di denuncia di governi mal gestiti, e della corruzione della Chiesa. Erasmo stesso era monaco, un fine umanista ma più con idee filosofiche contemporanee.

Con L’elogio della follia egli si scaglia contro il suo tempo, mentre mostra un’estrema fiducia nella ragione umana che faccia realizzare un mondo migliore. Parlare in modo razionale della follia è possibile solo a teatro, nella vita di tutti i giorni non è concepibile, perché la follia è presente in tutte le età della vita, è tra gli dei e sulla Terra, è nell’ amore e nell’amicizia. La vita stessa è dono della Follia, la società è Follia e la si può ritrovare tra grammatici, poeti, giuristi, letterati, teologi, i più matti di tutti. Che mondo sarebbe senza follia?

La risposta è che il mondo non potrebbe esistere, forse stessa la vita diventerebbe insopportabile. Una vita di razionalità sarebbe assurda, ed è proprio questo il paradosso che emerge leggendo l’opera di Erasmo da Rotterdam.

Calogero Matina kalos

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