FOOD – SICILIA… LE VIE DEL GRANO


 

Cinquantadue sono le varietà locali di grani siciliani, ì cosìdetti grani duri antichi, autoctoni per l’appunto della Sicilia, anche se a dire il vero, il termine anticoè usato spesso impropriamente, infatti, si tratterebbe semplicemente di grani la cui coltivazione era assai diffusa nell’isola, in un tempo non necessariamente remoto, e che oggi non lo sono più, perché poco adatti ad una coltivazione intensiva che prevede largo impiego di fertilizzanti, per non parlare della scarsa resa per ettarorispetto al frumento moderno che tutti noi conosciamo.

Fortunatamente c’è stata la forte volontà da parte di aziende agricole siciliane di voler riutilizzare come semente nei campi nuovamente il grano antico. Ecco a voi alcune delle più rinomate: Scavuzza- Scorzonera- Senatore Cappelli- Simeto- Timilia- Urria- Mongibello- Mant di Maria e tanti altri.

Esiste un vero e proprio percorso del grano che attira intenditori da ogni parte. Il meraviglioso viaggio che vi proponiamo inizia nell’antico Borgo Santa Rita, esso si trova precisamente nelle zone di Caltanissetta, visitandolo potete ancora trovare, con vostro stupore, un forno anticoancora funzionante che produce pane d’altri tempi. Nello stesso borgo c’è anche un museo del Grano e del Pane, che racconta la storia dell’agricoltura locale e le antiche tecniche di panificazione. Il viaggio nella terra del grano prosegue negli stessi Iblei, dove è ancora possibile visitare l’ottocentesco Molino Soprano, ancora oggi funzionante e alimentato dal suo rigoglioso corso d’acqua, e proprio nelle vicinanze, per l’appunto nella Cava d’Ispica, per chi vuole, si può visitare il settecentesco Mulino Cavallo, anch’esso adibito a museo. Mentre basta spostarsi sul versante opposto dell’isola, precisamente sui Nebrodi, per visitare l’Antico Mulino a Pietradi Longi, pensate che ancora oggi macina come cento anni fa, ed utilizza solo i grani migliori, qui è tutto veramente biologico , ed è forte la volontà di produrre solo farine di alta qualità.  Cento sono i chilometri della via dei Mulini ad Acqua, un percorso affascinante che parte da Nissoria  sino ad arrivare a Piazza Armerina.

Sterminati campi di grano rendono unica ed affascinante quest’esperienza, ora come allora, la coltivazione di grano qui rappresenta un importante voce dell’economia locale.

Distese interminabili di spighe di grano fanno parte oramai del paesaggio locale, e non solo visto, che la stessa economia, qui, ruota attorno al grano, inoltre è il vero protagonista della dieta mediterranea. Il grano duro è dunque una fonte di energia “buona” per il nostro organismo e scegliendolo evitiamo i “picchi glicemici”, nemici numero uno della nostra salute. E poi come dimenticare che la Sicilia è stata il granaio della Repubblica romana, la nutrice al cui seno il popolo romano si è nutrito”. Infatti divenuta la prima provincia romana, dal 227 l’isola rivestì un ruolo importantissimo nei dominii romani. La stessa Repubblica faceva arrivare dalla Sicilia il prezioso grano “triticum durum”, avendo costantemente bisogno di scorte alimentari per le truppe in guerra sparpagliate in tutto il Mediterraneo, vista l’immensità dell’Impero stesso, e per la sempre più crescente popolazione nella capitale romana.

Calogero Matina Kalos

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