Valverde (Catania) Chiesa e arciconfraternita Santa Maria della Misericordia      


Valverde, in lingua siciliana (Bedduviddi) piccolo comune della provincia di Catania ai piedi dell’Etna,secondo dati storici il suo territorio sia stato abitato almeno dal XIV secolo avanti Cristo. Per la fertilità delle terre vulcaniche, per l’abbondanza di acqua, che scaturiva da Casalrosato, tutt’ora esistente, e dal monte Carminello. Vi furono vari insediamenti, siculi, greci ed altre razze. Valverde dista pochi chilometri dal mare, vedi Acireale, Acicastello, Acitrezza, Capomulini. Nel territorio sono stati trovati reperti archeologici, che attestano l’esistenza degli insediamenti.

Ceramiche ellenistiche, forse offerte votive alla divinità della sorgente di acqua. Nel 122 a.C. salto la parte sommitale dell’Etna, rovesciando su tutto il territorio circostante, una enorme quantità di lapilli facendo crollare i tetti delle case e danneggiando le campagne, come successe a Pompei. Dopo il disastro il senato esentò per dieci anni tutto il territorio dal pagamento dei tributi. Le campagne non vennero coltivate per parecchi anni. Rimase una piccola comunità attorno alla sorgente di Casalrosato. Per la purezza dell’acqua decenni addietro fu impiantata una fabbrica di birra, in seguito chiusa.

Oggi l’identità della comunità valverdese erede del territorio ricco di storia, e dei tempi moderni. Da sempre la comunità di Valverde è stata molto religiosa. Nel territorio, frazioni comprese vi sono 10 chiese, di cui una evangelica ADI, le altre tutte cattoliche. Vi sono circa 25 altarini e icone, molti testimonianza della civiltà contadina, e della storia passata. La chiesa maggiore, il santuario dedicato alla Madonna con un quadro miracoloso, (vedi il Saggio n.226 gennaio 2015). Altra chiesa importante, quella di Santa Maria della Misericordia. Costruita su uno slargo dove di incrociano le due strade più antiche del paese. I primi documenti  fanno risalire la sua costruzione all’anno 1507. Fu distrutta dal terremoto del 1693. Venne ricostruita dalla Confraternita Santa Maria della Misericordia, che aveva sede in un locale attiguo alla chiesa, che oggi ne promuove il culto e la devozione.

Sulle origini della Confraternita, il Liber disciplinare del 17 aprile 1527 e due iscrizioni citano il 1223, come data di fondazione. Dopo anni ebbe la benedizione del cardinale Giacomo Colonna (1250- 1318). Mancano testimonianze che fanno supporre la sua costituzione verso la metà del 400. Per molti decenni la chiesa venne chiusa al culto, causa l’abbandono stava per crollare il tetto e le mura erano tutti lesionati. Nel 1983 furono eseguiti lavori di restauro, per consolidare muri e tetto. Anche se necessita di interventi, su interessamento della Confraternita è stata riaperta al culto il 13 ottobre 2015. La facciata della chiesa è semplice ed elegante nelle sue linee, con pietra lavica magistralmente lavorata come pietra di intaglio.  Il campanile e il portale, sono scolpiti con fregi e capitelli e decorazioni a bassorilievo. La finestra che armonicamente inserisce il suo basamento entro le due volte che concludono la trabeazione del sottostante portale, sia infine i due graziosi oculi che sono ai lati della finestra.Dalle due braccia a pugno chiuso, in pietra lavica collocate sulle paraste per sostenere gli stendardi, rimane solo quello di destra.La facciata, risulta incompleta nella parte superiore: la cella campanaria ed il timpano, infatti, mancano dell’intervento decorativo conclusivo. In un blocco lavico facente parte della facciata e incisa 1691, risalente a qualche anno prima del terremoto. In uno scalino di ingresso della sacrestia e inciso 1798, probabile data di qualche restauro. Come nel santuario della Madonna, il prospetto laterale ha un portale in pietra calcarea d’intaglio.Realizzato da maestranze valide, il portale presenta architrave, fregi e capitelli elegantemente scolpiti. Il timpano triangolare è spezzato, al suo interno è inserito un medaglione sormontato da una corona, dove si legge “Questa Confraternita è stata fondata nel 1223, ma ha posto qui le prime fondamenta della chiesa quattro anni dopo il terremoto del 1693. L’interno, ad unica ampia navata, oltre all’altare maggiore aveva tre altari per lato decorati con stucchi, che sono andati perduti. Ancora l’interno della chiesa conserva apprezzabili stucchi settecenteschi.

Nel secondo altare sinistro vi è un magnifico crocifisso ligneo, sovrapposto ad un affresco raffigurante a sinistra la Madonna, a destra San Giovanni Evangelista e Santa Maddalena. In basso si riesce a leggere “per devozione di Giuseppe Dibella  18 8” data incompleta in quanto sbiadita. Crocifisso e affresco sono in cattivo stato di conservazione, dovrebbero essere  restaurati. Nella abside in alto à presente la scritta “In manibus Mariae sunt thesauri omnium miserationum Domini Serm 2”. Il simulacro della Madonna della Misericordia, del XVII secolo, che si trova dentro la chiesa su iniziativa della confraternita è stato restaurato dal maestro Roberto Paternostro. Per iniziativa dalla confraternita sono stati ripresi i festeggiamenti in onore della Madonna, che si svolgono la terza domenica di ottobre, con grande partecipazione di fedeli.

Un grazie ai proff. Vito Grasso e Matteo Donato.                                                                                Michele Milazzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: