FOOD – “MENNULA” DEGNA DI UN RE… IL MARZAPANE


Nel cuore della Valle dei templi, ad Agrigento, gli archeologi hanno riportato alla luce resti antichissimi di verdure, frutta, scarti di animali ed ossa fossilizzati.

È proprio in quell’occasione, dietro le mura del Museo di San Nicola, è riaffiorata la verità sulla coltivazione dei mandorli in Sicilia. E così si scopre che la “mennula”, ecco in Sicilia come chiamamo la mandorla, sia comparsa nell’isola molti secoli prima dell’arrivo degli arabi. Lo straordinario ritrovamento dimostra che le prime coltivazioni risalgono al tardo periodo greco. Gli stessi greci, avrebbero a loro volta, conosciuto le mandorle grazie ai Fenici. Nell’antica Grecia, Zeus e la schiera degli dei dell’Olimpo erano spesso i destinatari inconsapevoli di dolci a base di mandorle triturate miste a miele, una sorta di prelibatezza irresistibile per qualsiasi palato sopraffino; è la prima forma di marzapane della storia dell’uomo.

Delizie sopraffine accomunate da un unico e indiscusso legante, il miele, tutt’oggi onnipresente sia nella pasticceria siciliana che in quella greca.

Culla di sapori antichi la Sicilia, intensi e profumati, i suoi dolci di marzapane, il cui impasto prende forma in mille straordinari frutti, sono sapientemente modellati dalla mano dell’uomo. Mangiarli, credetemi, è quasi un peccato.  L’eccellenza del suo sapore induce a diventare ingordi, morso dopo morso, si perdono i sensi. Nelle vetrine delle pasticcerie dell’isola immancabile è la presenza della frutta Martorana, che rappresenta quanto più caratteristico esista di siciliano. Pasta reale o Martorana? Apriamo il dibattito?

Beh diamo merito agli arabi per l’invenzione, infatti la stessa parola marzapane deriva dall’arabo “maw-thabán”, il contenitore nel quale veniva conservato il marzapane, una scatola di legno dotata di coperchio, utilizzata per chiudere la corrispondenza importante, da questo il modo di dire “aprire i marzapani”. I dolci originariamente prendevano forma dalla scatola ed erano simili a pani, da lì a breve il nome dell’involucro passerà a quello del contenuto. È nel periodo di Natale che qui in Sicilia o per la ricorrenza dì Ognisanti, a Pasqua, si realizzano le pecorelle di marzapane. Per assaggiare la vera pasta reale, il vero marzapane, basta recarsi a Favara (paese dell’agnello pasquale) in provincia di Agrigento dove in ogni famiglia si prepara ancora oggi la vera ricetta del marzapane arabo. A Favara infatti la farina di mennuli viene cotta nello zucchero, credetemi tutta un’altra storia, una vera delizia per il palato.

Pasta reale, dunque, in quanto degna di un re. Quello della Martorana invece era l’omonimo Monastero Benedettino, nel convento era possibile acquistare i dolcetti di pasta reale, ma non furono solo rose e fiori per la comunità monastica della Martorana, vi fu un tempo, siamo intorno al 1575, che il sinodo diocesano proibì alle religiose di preparazione la frutta di Martorana perché a detta dello stesso “arrecava troppa distrazione”.

Calogero Matina Kalos

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