PENNE EMERGENTI – QUANDO IL PROFESSIONISTA SBAGLIA CHI PAGA?


Rubrica a cura di Valeria Barbagallo

DELL’AVV. ALFONSO GELO

Le sentenze della corte di Cassazione, sono destinate, spesso, a fare notizia. Capita, purtroppo  che vengano selezionate a seconda dell’appetibilità mediatica, finendo magari nel tritacarne del dibattito e nella fiera delle banalità.

Capita, soprattutto, alle sentenze su temi scottanti. Ci sono poi altre sentenze meno “chiassose” ma ugualmente importanti.

La sentenza n. 12061 dell’agosto 2018, per esempio.

L’oggetto (recupero ai fini irpef della plusvalenza derivante da cessione di terreni edificabili) è troppo specifico e provocherebbe una fuga istantanea di lettori, non è li infatti che concentreremo l’attenzione.

Sono importanti, piuttosto, i principi enunciati relativamente alla responsabilità del contribuente per i casi in cui il commercialista da lui incaricato non effettui le incombenze a lui spettanti.

Il legislatore riconosce la non punibilità del contribuente se il mancato pagamento del tributo deriva da una condotta illecita, penalmente rilevante, del professionista incaricato.

È una norma di buon senso logico ancor prima che giuridico, è legittimo che il contribuente si affidi al professionista confidando che lo stesso effettui le incombenze per cui viene incaricato.

Del resto è evidente anche la disparità di condizione tra contribuente e professionista, la materia fiscale è, spesso, complessa e va al di là delle conoscenze del contribuente che deve affidarsi alla competenza specialistica di un professionista.

È bene specificare, però, che il mero affidamento del contribuente al professionista non lo esonera da una vigilanza nei suoi confronti, non si tratta, per capirci, di una delega in bianco.

Rimane a carico del contribuente l’obbligo di vigilare e controllare che il professionista effettui il pagamento dei tributi.

Nel concreto il contribuente potrà e dovrà farsi consegnare le ricevute attestanti il pagamento, al fine di non essere considerato responsabile.

Al contrario, la condotta fraudolenta del professionista, con la consegna al contribuente di false ricevute attestanti il pagamento esonera, totalmente, il contribuente.

Si tratta di un equilibrio delicato, soprattutto se pensiamo alla vasta e varia platea della categoria del contribuente, che comprende persone che per età, condizione fisica, carenze culturali, possono essere facili prede di soggetti senza scrupoli, che approfittano della loro posizione professionale.

L’equilibrio tra il principio dell’affidamento e quello del dovere di controllo e vigilanza rappresenta, probabilmente  la soluzione più saggia per gli interessi in gioco.

“È la dose che fa il veleno”, verrebbe da considerare, parafrasando un celebre  pensiero di Paracelso.

A volte ci si dimentica che le regole del diritto sono mutuate da quelle della vita.

Alfonso Gelo

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