LO SPORT A CATANIA NON E’ SOLO IL “CALCIO CATANIA”


(Rubrica PENNE EMERGENTI a cura di Valeria Barbagallo)

ARTICOLO DI SALVO GRASSO

Eccoci qua, come 10 anni fa, con lo stesso entusiasmo e la medesima voglia di divertirsi . L’esperto pubblico catanese risponde PRESENTE alla prima partita casalinga dell’Amatori Catania in serie A, qui allo stadio intitolato a B. Paolone, palcoscenico naturale, non solo per l’intero movimento rugbystico Catanese ma soprattutto motivo di vanto di tutta la Città. Giusto per far comprendere ai nostri lettori cosa significhi Amatori Rugby a Catania dobbiamo fare stranamente un passo indietro (nel rugby così come nella vita si va sempre avanti), ma per questa volta concedetemi questa forzatura. Questa gloriosa realtà nasce nel lontano 1963, da B. Paolone definito affettuosamente dall’ambiente rugbistico catanese il “padre” dell’Amatori.

Grazie al suo Amore incondizionato e sconfinato per questo sport, porta in breve tempo l’Amatori non solo alla massima serie del Campionato Italiano, ma anche  a raggiungerne i vertici, facendosi conoscere e aprendosi anche ad un pubblico internazionale, ospitando all’allora S. Maria Goretti squadre del calibro degli Sharks, una delle più forti squadre della Premiership inglese, tanto per farvi un esempio. Lasciandoci alle spalle i periodi d’oro e gli splendori del passato, L’Amatori è oggi ritornata in A dove incontrerà squadre di tutta Italia ed il calore del pubblico sembra essere rimasto quello dei tempi Gloriosi.

Ai giocatori, all’allenatore e ai tifosi mancano (tantissimo) le chilometriche passeggiate sugli spalti di Paolone con qualche sua “Vuciata” di incitamento e di rimprovero verso i giocatori!

L’Amatori dopo il convincente inizio campionato, battendo di misura l’Aquila imponendosi con il risultato di 7 a 25 per i bianco rossi, ieri ha dovuto lasciare terreno alla romana Capitolina vincitrice dello scorso campionato di B.

Una partita giocata nel primo tempo in maniera molto studiata e spavalda mettendo in mostra il gioco e la grinta giusta tanto che oltre alla meta segnata, i ragazzi avrebbero potuto tranquillamente marcare almeno senza voler tanto esagerare altre 3 mete. Ma sfortunatamente per qualche errore di inesperienza e qualche touche di troppo persa, la partita ci ha visti sconfitti per 10-17 a favore degli ospiti. La vincente Capitolina, a mio avviso, ha espresso solo nel secondo tempo un accenno di gioco, complice qualche inesattezza e incertezza tecnica, approfittandone per andare a marcare la meta decisiva per la loro vittoria. Insomma, ci siamo voluti complicare le cose da soli! Però a prescindere dal punteggio poco veritiero, rimane un’impressione molto positiva della squadra e dell’impianto di gioco che con qualche accorgimento e miglioramento potranno regalare ai tanti tifosi sempre presenti sugli spalti tante soddisfazioni.

Al di là della mia personale lettura di partita, desidero ringraziare i ragazzi, l’allenatore Ezio Vittorio (colui che grazie al lavoro alla passione e all’impegno profusi ha riportato nuovamente l’Amatori in auge nel panorama nazionale). Ieri è stato come ripercorrere ricordi e emozioni che non credevo potessero essere rivissute nuovamente. Si dice che le cose che riescono a toccarti l’anima valgano la pena essere vissute.

Allora io, come tanti altri giocatori ed ex, abbiamo la fortuna e l’orgoglio di portare  i ricordi indelebili che questo Sport unico sa dare, nella nostra memoria.

Infine, non si può trascurare un cenno doveroso alla struttura intitolata alla memoria del grande Rugbysta che fu Benito Paolone. È una struttura dedicata alla pallaovale, fra le poche in Italia, dove hanno giocato la Nazionale Italiana (ai tempi di Dominguez, tanto per citare l’esempio di un giocatore che tutte le Nazionali ci hanno invidiato), l’Australia, e persino i mitici All Blacks neozelandesi e dove nel 2002 si disputò un girone della Coppa del Mondo Under 19, girone che includeva le nazionali del Galles e dell’Australia, con giocatori che poi sono diventati protagonisti, con le rispettive Nazionali maggiori, del Rugby Mondiale di questi ultimi anni. Ebbene, questa struttura merita, con l’interesse fattivo di tutti gli Enti Locali, di essere riqualificata e riportata alle condizioni in cui la trovarono i grandi giocatori che ne hanno calcato l’erba, allora verde e compatta, destando l’entusiasmo di tutti gli appassionati (molti di loro, ex giocatori) e soprattutto dei tanti ragazzini che hanno potuto ammirare da vicino le prodezze dei campioni e poi cercato, qualcuno con successo, di imitarli.

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