Valverde museo delle conchiglie


Valverde in provincia di Catania, pare che a nord del paese la collinetta di Carminello dove vi è un rinomato locale enogastronomico che porta lo stesso nome, sia un cratere spento da alcune migliaia di anni, dove si riscontra molto basalto lavico, essendo in collina ai piedi dell’Etna, a circa 300 metri sul livello del mare. Valverde ha sempre avuto una grande relazione con l’immensa distesa blu marina. Si narra che i pescatori di Acitrezza che salavano le acciughe nel mese di maggio, dopo 90 giorni iniziavano a venderle, proprio in occasione della ricorrenza della festa della Madonna di Valverde, l’ultima domenica di agosto. La tradizione è stata ripresa dalla Pro Loco valverdese che si è fatta promotrice della “Sagra della acciuga”, che viene svolta ogni anno. Ma la grande relazione Valverde-mare si appalesa con il magnifico “Museo delle conchiglie Franco Marescotti”, ubicato presso i locali di villa Cosentino, recentemente ristrutturati, che mette in esposizione dentro le bacheche diverse specie di conchiglie, tra le più belle che la natura ha creato nel corso dell’evoluzione, provenienti da tutto il mondo, con varietà di forme e di colori degli esemplari esposti, che stimola la curiosità della gente. Le conchiglie, di varie forme e dimensioni, portano spesso splendide ornamentazioni che le rendono uniche e riconoscibili. Anche le più semplici con superfici lisci o leggermente rugose presentano caratteri distintivi per ogni specie, utilizzati dagli studiosi per il riconosciuto tassonomico. In natura esistono diverse classi. I “gasteropodi” il cui corpo è tipicamente asimmetrico e la forma quasi sempre a chiocciola. Molti di questi, nel passato, venivano utilizzati dalle popolazioni mediterranee per ottenere la porpora, un colorante rosso naturale. I “bivalvi” presentano conchiglie molto varie, ma sempre caratterizzata da due valve. Molte delle specie conosciute vengono abitualmente utilizzate a scopo alimentare.

Popolarmente vengono chiamati frutti di mare, i più comuni i mitili, le vongole e le ostriche. Inoltre vi troviamo i monoplacofori, i solenogastri, i caudofoveati, i cefalopoli, gli scafopodi, e i poliplacofori. Le conchiglie, che rappresentano queste ultime tre classi, hanno un aspetto molto differente tra loro: si va dalla forma a scudo a otto placche dei poliplacofori, alla conchiglia a zanna di elefante degli scafopodi, alla grande varietà di soluzioni adottate dai cefalopodi. La raccolta di conchiglie del museo di proprietà del Comune di Valverde, proviene dalla collezione privata del professore Francesco Marescotti, studioso di architettura di rilievo internazionale. Nato a Pesaro nel 1908, morto a san Gregorio di Catania nel 1991, fu docente presso l’università di Firenze e Catania. Uomo di grande statura intellettuale, fu tra i primi ad affrontare in Italia i problemi sociali dell’architettura.

“Democrazia è anche questione di metri quadrati” è l’espressione icastica che testimonia la sua sensibilità. Per il grande impegno nella ricerca di soluzioni architettoniche nell’insegnamento e nelle realizzazioni pratiche, oggi è considerato uno dei maestri dell’architettura italiana moderna e come uno dei più grossi cultori del movimento razionalistico. La collezione faceva parte dei bene essenziali del maestro e occupava ampi spazi della sua casa sangregorese. Le conchiglie erano la sua più grande passione, strettamente connessa all’altra coinvolgente passione verso il mare e verso e verso qualsiasi altra testimonianza di vita marina. Il museo e gestito dalla Pro Loco, tutte le conchiglie sono state catalogate, ed illustrate dall’esperto Angelo Lo Bue. Il museo delle conchiglie a Valverde, oggi, ospita la più ricca collezione di esemplari del meridione d’Italia. Trattasi di un museo capace di raccontare la storia dell’uomo attraverso le conchiglie e ciò grazie al compianto collezionista Francesco Marescotti, al quale è stato intitolato il museo per aver trasmesso la passione per questi meravigliosi gioielli del mare. L’inaugurazione cadde a proposito del centesimo anniversario della sua nascita, 1908-2008.

La collezione è ulteriormente arricchita dalla presenza di Coralli madreporari e non, rettili marini, pesci ossei e cartilaginei, anfore e attrezzi da pesca tradizionali siciliani. Al piano superiore è presente un’ampia sala conferenze/laboratorio e un ufficio di rappresentanza.                                        Michele Milazzo

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