Catania Pippo Pernacchia


Di lui il cantautore Vincenzo Spampinato, con mestizia e dovizia di particolari le dedicò un canzone. Il giornale inglese Times, le dedicò una copertina, il quotidiano locale la Sicilia, tante volte lo ha ricordato. Santo Privitera,responsabile del Centro Culturale Paterno Tedeschi lo ha commemorato. A Taormina in una parete del bar Mocambo realizzato dal pittore francese Cristian Bernardis, vi è un murales. Parliamo di Giuseppe Condorelli, detto PIPPO PERNACCHiA, ma anche Pippo sala Roma, il cinema da lui frequentato ubicato in via Etnea di Catania, dove fu costruito il palazzo della Rinascente, qualcuno lo chiamava Pippo pisa, per il fatto che sua mamma nei pressi di piazza Cavour a Catania aveva una bottega, con diversi genere di merce. Pippo Pernacchia è stato un personaggio tipico della Catania degli anni 1960/80; immortalato dalle opere di molti artisti, fin dagli anni Sessanta svolgeva un’attività particolare per la quale era conosciuto e rinomato. Giuseppe Condorelli, detto Pippo Pernacchia, bazzicava nel centro storico di Catania indirizzando sonore pernacchie e sorrisi a chi passava e lasciava un compenso. Il suo quartier generale era il cinema “Sala Roma”, in Via Etnea. Era conosciuto da Catania fino a Taormina, Sigonella e paesi dell’hinterland catanese. La gente lo pagava per sbeffeggiare amici e conoscenti e Pippo, con i soldi in tasca, portava pollice e indice alla bocca e si esibiva in potenti deflagrazioni, proporzionali al prezzo. Spesso di sua volontà pernacchiava gente boriosa. Pippo era un vero commerciante, era scaltro e sapeva fare affari; riusciva a scansare gli imbrogli e dispensava pernacchie con la gioia di un bambino. Un non siciliano avrebbe stentato a credere che si potesse campare tranquillamente prendendo a pernacchie il prossimo, ma Pippo era la dimostrazione che ciò era possibile. Col passare degli anni, la sua nomina restava sempre uguale, e i catanesi lo amavano sempre più, ma qualcosa stava per cambiare: infatti, negli anni Ottanta, Pippo fu aggredito da un violento tumore alla gola che lo portò lentamente al declino e alla morte, avvenuta nel ’93. Ancora oggi gli anziani catanesi lo ricordano con gioia, e lo riportano in vita raccontando aneddoti e storielle alle generazioni future. Chi scrive lo ricorda benissimo in quanto tante volte con piacere ebbe fatte della belle pernacchie.                                                                                                         Michele Milazzo

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