#GLI AMICI DI GIANLUCA “FISH”: “CIAO GIANLUCA”


Giovani ma con le idee ben chiare e molto determinati, gli amici di Gianluca Pesce, il giovane 19 enne che ha perso la vita lo scorso 15 gennaio, in un incidente con la moto ad Acicastello. Una morte tragica, rapida, inaspettata che ha gettato nel dolore e nello sconforto proprio tutti.

Gli amici  più cari li trovi in una piazzetta adiacente piazza Castello , che  si affaccia al porticciolo di fronte ai bellissimi Faraglioni di Acitrezza. Proprio qui è stato realizzato un murales che ritrae Gianluca in uno dei suoi tipici atteggiamenti, con una felpa azzurra con al centro un simbolo, una lisca di pesce in verticale e due pistoni di moto, la sua passione. La sera o quando hanno tempo i suoi amici si raccolgono qui , per stare con lui, ricordando i momenti più belli , consapevoli del vuoto profondo che ha lasciato nei loro cuori.

Dalle parole di alcuni di loro è emerso un mondo di valori, di amicizia e di responsabilità a cui ormai neppure le persone “mature” sono abituate. Sono i ragazzi di oggi, quelli che spesso gli adulti sottovalutano e ai quali non ripongono fiducia.

“Gianluca non ha una tomba, o un posto dove andare a trovarlo”- afferma Davide Gustolisi – “per cui questa piazzetta per me, e per noi, rappresenta il luogo dove poter continuare a stare con lui, nonostante lui sia sempre dentro di me, perché so che lui è sempre al mio fianco. Questo posto trasmette molta serenità”

Cosa ti piaceva di Gianluca?

-“La sua spontaneità, per gli amici avrebbe fatto di tutto , pur di renderci felici e condividere il suo tempo con noi”.

“Ho conosciuto Gianluca all’età di 14 anni – racconta Simone Adamo–  ci riunivamo spesso in questa piazzetta e passavamo molto tempo insieme a condividere le nostre passioni, come quella per i motori, o anche semplicemente per stare insieme come una famiglia. Sono felicissimo di questo murales perché rimane un modo per ricordarlo e per continuare a restare uniti”.

Cosa ti ha colpito di Gianluca?

“La battuta sempre pronta, il suo umorismo in qualunque situazione, la sua parola buona, sempre pronto ad aiutare tutti”.

“Eravamo amici sin da quando lui ha iniziato a vivere a Catania , ricorda  Enrico Di Stefano. Fu in occasione di una partita di calcio che ci conoscemmo. Eravamo in squadre avversarie, ma da subito ci fu molta simpatia. Dopo quella volta iniziammo a frequentarci, lo introdussi nel mio gruppo di amici e da allora siamo sempre stati insieme. Questo murales bellissimo, che ci da la possibilità di ricordarlo, ha dato a tutti noi la spinta per richiedere una bonifica della piazzetta. Le nostre proposte al comune consistono nell’eliminare tutte le scritte sul pavimento, migliorare il sistema di illuminazione per renderlo più accogliente per invogliare le persone a passarci e poi, vorremmo aggiungere dei cassonetti per l’immondizia visto che lo abbiamo trovato sempre molto sporco e la gente tende a sporcarlo ulteriormente. Questa iniziativa servirà a noi per mantenere viva la memoria di Gianluca e in seconda analisi per sensibilizzare le persone a tenere puliti gli spazi pubblici nel rispetto del bene comune”.

Molto profonda e commovente la testimonianza di Carlo Nicolussi. Carlo ha tracciato con la sua riflessione il filo conduttore di questa amicizia che lega tutti e tutto a Gianluca.

“Posso dire di aver perso un fratello. All’inizio, quando lo conobbi ci fu un rapporto conflittuale  durato due giorni. Poi quando iniziai a frequentarlo , ritornai sulle mie posizioni. Lui era un ragazzo molto profondo , con dei valori umani consolidati, non faceva pesare mai a nessuno i suoi problemi, e si apriva solo se messo nelle condizioni giuste. Ha sofferto molto e dalla sua sofferenza ha fatto uscire fuori ciò che lo ha fatto crescere e diventare il ragazzo che tutti abbiamo amato e continuiamo ad amare”.

Questa piazzetta secondo te che valore sociale poterebbe avere?

“Un santuario della pace, dove tutti possono venire a guardare il mare e riflettere sulle problematiche che stanno affliggendo la loro vita o quella degli altri a cui vogliono bene. Quello che ci preme è che si sviluppi il senso civico, perchè Gianluca aveva anche questa peculiarità. Infatti, a volte capitava che vedeva qualcuno buttare bottiglie o carte per terra e lui le raccoglieva, perché voleva vedere la sua terra pulita e rispettata, così come  lui era rispettoso di tutti, non aveva pregiudizi su nessuno, non aveva alcun problema a diventare amico di persone di colore o di chi non condivideva i suoi stessi interessi. Ciò però può essere un’ arma a doppio taglio, perché a volte le persone ci influenzano e ci portano a fare cose che altrimenti non faremmo mai..!”

Gianluca, si dissociava dai ragazzi suoi coetanei che bevono, che sono sempre distratti, che  stanno sempre sui social, concentranti sul proprio egoismo?

“Lui riusciva a camminare su un muro, in equilibrio tra questa tipologia di ragazzi e quelli consapevoli. Aveva una bilancia morale costante che gli consentiva di  vivere nel rispetto dei valori principali, come ad esempio quella del non discutere, del  non permettere che dinamiche stupide potessero rovinare l’amicizia”.

“Gianluca viveva nell’istante, riusciva a fare il reset delle cose accadute prima e approcciare la situazione per quella che era e che stava vivendo. Purtroppo è stato proprio l’istante a portar via Gianluca”.

Quale messaggio vorresti lanciare?

“Occorre pensare alla propria vita non in funzione egocentrica ed egoistica, ma anche al dolore che potremmo arrecare alle persone che ci stanno  attorno, e alla nostra funzione sociale di utilità verso gli altri, che  con la nostra scomparsa verrebbe a mancare. Gianluca ad esempio era riuscito a tirar su persone che stavano rischiando di commettere azioni stupide per tristezza o depressione, è stato un’ancora di salvataggio per alcuni, perché lui amava la vita, l’ha vissuta al massimo, perché sapeva  di non esistere una seconda chance e le cose vanno vissute nel “qui ed ora”.

Valeria Barbagallo

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