CREATIVITÀ E PRECISIONE: LE SCULTURE DI VITO GUARDO


L’ allievo ha superato i suoi maestri, riuscendo a sintetizzare l’estro creativo del padre Nino e l’esatta precisione dello zio Mario.

Vito Guardo, scultore gravinese è cresciuto nella bottega del padre e dello zio  acquisendo un’abilità formidabile con lo scalpellino. Dopo aver intrapreso gli studi artistici presso l’istituto d’arte di Catania, si trasferisce a Firenze nel famigerato Istituto di Restauro ed Arte fiorentino. La sua fortuna inizia però a circa 20 anni, quando conosce Emilio Greco, suo insegnante all’accademia delle Belle Arti a Roma. Qui partecipa alla mostra dei Cento Pittori di via Margutta, come artista esterno e  riesce a vendere ad un noto industriale una delle sue più importanti sculture, realizzata in tronco di noce e raffigurante una donna con i capelli al vento, che “misteriosamente”, qualche tempo dopo, risulta essere perfettamente somigliante all’icona di un marchio di prodotti per parrucchieri, noto col motto “scolpisci i tuoi capelli”. Pura coincidenza? Chissà!

Vito, perché non sei rimasto a Roma visto che la fortuna stava iniziando ad ingranare?

“Beh purtroppo mia madre fu colpita da una grave e rarissima malattia che richiedeva una continua assistenza. Mio padre da solo e col lavoro in bottega a Taormina non riusciva, per cui decisi di tornare in famiglia per accudirla”.

Da allora come si è evoluta la tua carriera?

“Ritornai in bottega da mio padre , iniziando la libera professione, mi specializzai oltre che sul legno , su pietra lavica e marmo. Ho anche realizzato opere in Bronzo.

Iniziai a ricevere commissioni da persone facoltose e dalle Istituzioni, mi furono commissionate opere sacrali per le Chiese e per gli spazi esterni”.

Le tue sculture a cosa si ispirano?

“A parte quelle commissionate per finalità ben precise, io amo rappresentare la bellezza pura ,la natura, il senso della vita attraverso la donna”.

Dall’estasi, alla violenza, alle pulsazioni vitali, alla sensualità, i volti o i corpi delle donne racchiudono il segreto del mistero della vita.

Le sculture di Vito ricordano i pensieri dei grandi filosofi dell’antica Grecia, quando con lo scorrere lento delle loro giornate si interrogavano sul perché della natura, dei pianeti  e dell’esistenza dell’uomo. E se da una mano umana che sbuca da un vortice cosmico risiede l’Infinito, così come nelle opere sacrali risiede la speranza della vita eterna, di contro sul volto di una donna si legge la crudeltà umana della violenza sui più deboli. Il passaggio da una visione cosmo centrica ad una antropocentrica è l’eterno dilemma di chi ancora non trova risposte empiriche ai suoi perché, né in un senso né nell’altro.

Tra le principali opere  di Vito Guardo , si ricordano “Cristo Risorto” realizzato i legno, collocato presso il Santuario dell’Addolorata di Mascalucia; le opere in pietra lavica Il Leone E Toro presso fontana Moresca a Ravello (SA)e  la Nascita di Venere, presso la fontana della rotatoria di via Gramsci a Gravina di Ct; tra le opere in resina La Madonna della Roccia, a Belpasso (Ct); nel 1997 il Bassorilievo Prof. Elio Cacciola , realizzato in bronzo, presso l’Ospedale Ferrarotto (Ct); alcune opere in marmo: Madonna in Marmo Bianco realizzata per Masci “La Piroga”, presso il Parco comunale Paolo e Borsselino di Gravina di Ct; Madonna Degli Ammalati in Marmo Bianco di Carrara, collocato nello spazio antistante al Comune di San Gregorio di Ct.

Sulle opere artistiche di Vito sono stati pubblicati numerosi articoli su giornali nazionali e  regionali, sia in occasione delle mostre personali e collettive sia per l’importanza istituzionale dei suoi capolavori.

Valeria Barbagallo

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