Catania anniversario della   morte di Concetto Gallo


Comunicato di Giuseppe Scianò coordinatore centro studi (AFA) Andrea Finocchiaro Aprile

Concetto Gallo (secondo “Comandante” dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia).

La morte avvenne a Catania il primo Aprile del 1980. E’ oggi doveroso evidenziare e ricordare l’importante ruolo ricoperto dal Gallo nella lotta Indipendentista (Armata e Politica) soprattutto nel periodo della Storia Siciliana che va dal 1945 al 15 Maggio del 1946. Data quest’ultima, nella

quale, com’è noto, fu emanato lo Statuto Speciale di Autonomia per la Regione Siciliana.

Aggiungiamo che in quel periodo migliaia di Siciliani di ogni località della Sicilia ed appartenenti ad ogni ceto sociale, – (abbandonando studi, lavoro ed ogni altra attività e spesso sacrificando persino le loro famiglie) – parteciparono alla lotta armata, subendo discriminazioni, persecuzioni, arresti. E, spesso, perdendo anche la loro stessa vita. Ovviamente in prima linea si erano “posizionati” i Giovani della “Lega Giovanile Separatista”  che erano prevalentemente  studenti.  E che furono   molto   attivi   e coraggiosi. Va puntualizzato che Concetto Gallo (già notissimo campione di pugilato e di altre discipline sportive) assunse il comando dell’EVIS – (su richiesta, soprattutto della gioventù Separatista) – subito dopo la uccisione di Antonio Canepa e dei giovani militanti Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice, il 17 Giugno del 1945, al posto di blocco dei Carabinieri in Contrada “Murazzu Ruttu”, alle porte della Città di Randazzo. Com’e noto, Concetto Gallo aveva assunto il nome di battaglia di “Turri Secondo”  in omaggio appunto alla memoria di Canepa che a suo tempo aveva adottato lo Pseudonimo di “Mario Turri”.

Numerose le azioni di “Guerriglia” delle quali parleremo più ampiamente in altri documenti politici. Diciamo, in questa sede, soltanto che, a differenza del suo predecessore (Antonio Canepa), Concetto Gallo diventò “operativo”, tanto da fare sì che il Governo Italiano mobilitasse, sulla Sicilia, l’Esercito, le Forze Armate, i Servizi Segreti, i Corpi Militari Specializzati ed una grande parte dell’organico della Polizia e dei Carabinieri.

Ciò, nonostante la Seconda Guerra Mondiale non si fosse conclusa definitivamente e totalmente dappertutto. In questa sede non vogliamo e non possiamo dilungarci troppo per  rievocarne tutte le vicende umane e politiche di Concetto Gallo e tantomeno le vicende della lotta armata dei “

Separatisti Siciliani ” di quel movimentato “periodo storico”, nel quale la Sicilia usciva letteralmente massacrata dai bombardamenti e dalle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale. E nel quale i Separatisti Siciliani, prima ancora di tutti i rappresentanti dei movimenti e dei partiti politici dell’epoca, avevano lanciato e lanciavano messaggi, progetti e proposte di rinascita e di riscossa del Popolo Siciliano. Si pensi alle lettere ed ai messaggi politici che Andrea Finocchiaro Aprile

inviava alle “Potenze” Politiche e Militari di tutto il Mondo ed alla stessa Società delle Nazioni (poi diventata O.N.U.).

Messaggi ed appelli che non avrebbero avuto il “peso” ed il significato che pure

hanno avuto (nel bene e nel male…) se alle spalle di Finocchiaro Aprile non vi fossero stati, i conflitti a fuoco, le mobilitazioni popolari e lo stesso Popolo Siciliano. Oltre che l’opinione pubblica Siciliana, e quel grande Movimento Separatista democratico e popolare quale, appunto, sarà il M.I.S. ( Movimento per l’Indipendentista della Sicilia) quello autentico e “originario” della prima

ora. E   soprattutto   –   diciamolo   francamente   –  l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS). Certamente non sarebbero   mancati   né   mancarono   errori,   contraddizioni   e

contraccolpi, come è sempre avvenuto ed avviene in tali eccezionali circostanze. Ma non si può discutere né mettere in dubbio il fatto che tutte le vicende,, talvolta tragiche,   degli  anni   “40”   del  secolo  scorso   hanno  realmente   assicurato  quella “continuità” storica e politica delle lotte per la Indipendenza e per la rinascita  della Sicilia e (spesso) di tutto il Sud. Lotte che dal 1860 ad oggi non hanno subito interruzioni o equivoci che ne avrebbero potuto eventualmente determinare una forma di “prescrizione” sui generis, ma sempre pericolosa.

Michele Milazzo

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