Tornano le zeppe, ma ispirate dalle dive


La zeppa, quella scarpa sollevata dalla spessa suola che ne sostituisce il tacco, ha una storia ben più antica di quanto possiamo immaginarci.

La loro storia inizia nell’antica Grecia! Nonostante i greci preferissero andare a piedi nudi o utilizzare i sandali, certe categorie sociali portavano una sorta di tacchi, soprattutto per ragioni pratiche. I primi, erano gli attori tragici, i quali, per avere una maggiore visibilità nello scenario, e una presenza più imponente, indossavano grandi maschere e parrucche e i coturni, ovvero scarpe con suola molto alta fatta di sughero e che considerate poco aggraziate, venivano nascoste dalla lunga veste. Oltre agli attori tragici, l’altra categoria sociale che indossava le proto-zeppe, erano le cortigiane o etere, che per rendersi più attraenti, usavano una tipologia di scarpa chiamata baucides, di colore zafferano che spesso aveva anche la suola di sughero, sotto la quale venivano intagliati dei messaggi per pubblicizzarsi.

I romani, successivamente,  recepirono l’eredità di questa calzatura sia dalla conoscenza greca che etrusca.

Nel Medievo si fece largo uso di zoccoli, sia piatti sia con il doppio rialzo; nel corso del tempo questi si evolvettero alla fine del periodo nelle più eleganti pianelle o chopines, che potevano essere molto alte e che furono le protagoniste del rinascimento italiano, usati in particolare a Venezia e in Spagna.

Le pianelle venivano indossate soprattutto allo scopo di farsi notare, e divennero sempre più alte fino ad arrivare ai 50 cm, nonostante le numerose leggi suntuarie che regolavano le altezze a seconda della posizione sociale, consentendo un massimo di 4 o 5 dita.  Le pianelle continuarono ad essere in uso fino alla fine del XVII secolo, inizio del XVIII, quando venne gradualmente sostituito dal tacco unico posteriore. Secondo alcuni, fu Luigi XIV ad escogitare questa soluzione per sopperire alla sua bassa statura.

Grazie Luigi XIV. In Italia, la zeppa ritornerà nuovamente in auge nel XX secolo, più precisamente negli anni ‘30, in pieno periodo autartico, quando le sanzioni economiche avevano fatto scarseggiare materiali che fino a quel momento erano stati indispensabili per la fabbricazioni di beni di prima necessità . Questo fatto aguzzò l’inventiva di creatori di moda, stilisti e artisti e in particolare di Salvatore Ferragamo che dopo un grande successo nell’America Hollywoodiana per aver realizzato le scarpe di diverse star, negli anni ’20 tornò in Italia, a Firenze, e aprì il suo laboratorio. Ferragamo fu molto attento all’arte e alla cultura che gli stava intorno ed era dotato di una grande vena sperimentale che dimostrò più volte.

Con l’arrivo della seconda guerra mondiale, questa tipologia di scarpa si rivelò un gran successo giacché consentiva alle donne di indossare scarpe alte, ma abbastanza stabili e pratiche senza rinunciare all’eleganza nonostante i tempi che correvano.

La moda delle zeppe giunse anche in America appena finì la guerra, grazie al Premio Neiman Marcus (l’Oscar della Moda)che Ferragamo vinse insieme a Christian Dior nel ‘47, con il suo sandalo “invisibile” realizzato con una tomaia con fili di nylon sopra una zeppa scolpita a forma di “F”. Dall’altra, la zeppa si diffuse nel Nuovo Mondo anche grazie ad attrici e ballerine come Katharine Hepburn e Carmen Miranda, che usavano queste scarpe tanto in scena che nella vita privata. Immaginate che Carmen era famosa per la sua grande collezione di zeppe, tanto che il modello con tacco alto e arcuato presse il suo nome, Miranda. La moda della zeppa iniziò a scemare con l’arrivo degli anni ‘50, dal momento che lo stile del momento, il New Look di Dior, imponeva tacchi a spillo. Le  zeppe tornarono con tutta la loro forza e visibilità negli anni ‘70 con la musica disco e il glam rock, dove pantaloni a zampa d’elefante e colori sgargianti diventavano i suoi compagni inseparabili. Queste zeppe esagerate in altezza, realizzate nei più improbabili accostamenti e materiali, erano usate tanto da donne che da uomini; basti pensare ad Elton John, David Bowie, a John Travolta che li indossava nel film La febbre del sabato sera”e ai Kiss.

Finita la moda della musica disco, le zeppe sono sparite per un decennio, per poi tornare negli anni ‘90 in stivali, sandali e nelle scarpe sportive come le sneakers, pubblicizzate in giro per il mondo da figure di rilievo come le Spice Girls.

(storiadellamodafemminile.com)

Stuart Weitzman, oggi,  celebra il ritorno della zeppa con i modelli must-have per la Primavera/Estate, ispirati a quelli resi celebri da Jennifer Aniston e da Kate Middleton.

S’intitola Jean il modello in sughero indossato dalla principessa britannica moglie del principe William, riproposto nella versione sling back, con punta aperta.

Savina è invece la maxi zeppa con lacci alla caviglia.

Sasha ha la zeppa in corda ed è un modello in versione d’Orsay realizzato in canvas effetto leopardo (Notizia Ansa).

Giusi Lo Bianco

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