DALLA PROTESTA AI FATTI. INCENDIO EX FABBRICA DI CUCINE   ZONA FARO BISCARI. VIGILI DEL FUOCO ESAUSTI. IMPEGNATE QUATTRO SQUADRE.


Fiamme alte in zona Faro Biscari di Catania. L’incendio nella notte tra il 19 e il 20 giugno ha coinvolto l’edificio dell’ex fabbrica di cucine Pulvirenti, posto sotto sequestro giudiziario. Da tempo veniva usata come deposito di auto , presumibilmente di provenienza furtiva. Le cause sono ancora da accertare. Impegnate quattro squadre dei Vigili del Fuoco e il Nucleo NBCR.

All’interno della struttura di quattro piani sono state rinvenute delle bombole di ossido di acetilene usato per la saldatura, brasatura e il taglio dei metalli. Probabilmente per tagliare o trasformare le auto.

Il rischio elevato dell’incendio e la pericolosità di eventuali contaminazioni radioattive ed esplosioni è costato l’impiego delle   squadre: Nord guidata dal caposquadra Rosario Grimaldi, della squadra Sud, caposquadra Mario Buonavita, Linguaglossa, caposquadra volontario Salvo Gulisano e la Centrale coordinata dal capo reparto Giuseppe Chiarenza. Le operazioni di soccorso sono state predisposte e coordinate dall’Ingegnere Giorgio Pezzino, che ha dovuto chiamare in campo i pochi mezzi a disposizione di Autoscale e due autobotti.

L’allarme era scattato intorno alle ore 20.00 di giorno 19. Gli interventi operativi dei Vigili del Fuoco sono durati tutta la notte. La mattina è stata dedicata ai verbali e alle espletazioni burocratiche.

LA PROTESTA

Queste sono le condizioni in cui operano costantemente i Vigili del Fuoco.  Basti pensare che l’impiego massivo  di tutte le forze e dei Volontari di Linguaglossa all’ex Fabbrica di cucina, ha lasciato di fatto in centrale una sola squadra a fronteggiare le emergenze di  tutte le aree urbane ed extraurbane, comprese quelle dei distaccamenti di Nord e Sud.

Qualche giorno prima tutte le sigle sindacali Dei Vigili del Fuoco, avevano indetto lo sciopero per il Comando di Catania, sfociato in un corteo per le vie della città con destinazione il Palazzo del Comune. Infatti,  il Primo Cittadino ha accolto le richieste dei Sindacati, con la promessa di un suo intervento col Ministero. Si spera che stavolta vengano mantenute.

Il sottodimensionamento, la carenza di personale, di mezzi e di attrezzature sono i motivi principali di quello slogan “Aiutateci ad Aiutarvi”.

Gli interventi operati dal comando di Catania superano addirittura quelli delle grandi città come Milano. Ma gli operativi e i mezzi sono di gran lunga inferiori.

La mancata apertura del distaccamento di Palagonia, rende la copertura di quelle zone di pessima efficienza. Ovviamente, per ragioni logistiche  gli interventi non possono essere tempestivi.

La preoccupazione inoltre deriva dal fatto che la stagione estiva, come ogni anno porterà un incremento delle emergenze, che già da adesso non si sa come potervi fare fronte.

Ecco il fatto, uno dei tanti, che ha portato all’esasperazione , alla protesta, al dire basta a tutte le pacche sulle spalle, ai turni disumani, al costante rischio per contrastare il rischio, alle promesse disattese.

“Aiutiamoli ad Aiutarci”

Valeria Barbagallo

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