Autoimprenditorialità e ricambio generazionale in agricoltura. L’incentivo a fondo perduto erogato dalla misura Resto al Sud viene esteso anche alle aziende agricole


Dott. Commercialista Guglielmino Marcello Santi Informa

Sono state approvate le nuove Istruzioni Applicative relative alla misura agevolativa “Resto al Sud” che introduce un contributo a fondo perduto per le imprese agricole localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Che cos’è il subentro nella conduzione aziendale?

Il  subentro nella conduzione aziendale consiste nella cessione di un’intera azienda agricola da parte di un’impresa cedente nei confronti di un’impresa beneficiaria a totale o prevalente partecipazione giovanile.

La cessione dell’azienda, da effettuarsi mediante atto notarile o scrittura privata autenticata, deve comprendere tutti i terreni, i beni e le attrezzature attinenti all’attività d’impresa (comprese le scorte vive e morte) nonché i titoli AGEA ed i diritti di produzione. Devono inoltre essere definite le posizioni debitorie, creditorie e l’eventuale avviamento aziendale.

La cessione può essere  a titolo oneroso o  gratuito ed il trasferimento dei beni e dei diritti può avvenire sia a titolo definitivo ( proprietà) che provvisorio ( affitto o comodato). In tale ultimo caso la durata dei contratti, soggetti a registrazione, deve essere almeno pari alla durata del mutuo agevolato concesso da ISMEA.

Non è possibile subentrare in società tramite la cessione delle quote sociali a soggetti giovani.

È possibile subentrare nella conduzione di più aziende a condizione che ognuna delle imprese cedenti rispetti i requisiti previsi dalla normativa vigente.

Quali requisiti devono possedere le imprese che vogliono subentrare in aziende agricole?

Possono beneficiare delle agevolazioni le  micro, piccole e medie imprese come definite nell’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014,  in qualsiasi forma costituite, che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda oggetto del subentro, attraverso iniziative nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Le imprese richiedenti le agevolazioni devono essere in possesso dei seguenti  requisiti:

– essere  costituite da non più di sei mesi dalla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni;

–  esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile;

– essere amministrate e  condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto, ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni;

–  essere già subentrate, anche a titolo successorio,  da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda, nella conduzione dell’intera azienda agricola, ovvero subentrare entro 3 mesi dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni mediante un atto di cessione d’azienda;

–  avere sede operativa nel territorio nazionale.

Quali requisiti devono possedere le imprese cedenti?

L’impresa cedente (ditta individuale o società) deve possedere i seguenti  requisiti:

–  esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile  da almeno due annialla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni;

–  essere iscritta alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

–  essere titolare di partita IVA;

–  avere il legittimo possesso dell’azienda da almeno due anni al momento della presentazione della domanda o nei due anni precedenti il subentro se questo è avvenuto prima della presentazione della domanda.

L’impresa cedente deve essere finanziariamente sana ed attiva da almeno due anni al momento della presentazione della domanda o del subentro se questo è già avvenuto. Ai fini della verifica della fattispecie di azienda attiva ed economicamente e finanziariamente sana saranno presi in considerazione i bilanci aziendali degli ultimi 2 anni chiusi e, qualora non disponibili, saranno verificati i modelli unici e le fatture di vendita e di acquisto. Ai fini della verifica della capacità di reddito aziendale non verranno verificati i premi PAC, né altri

contributi ottenuti dall’impresa.

In caso di ammissione dell’impresa richiedente alle agevolazioni, l’impresa cedente deve provvedere alla cessazione dell’attività agricola tramite chiusura della partita IVA e cancellazione dalla CCIAA. Laddove necessario, ferma restando la cessazione dell’attività agricola, può essere preso in considerazione il cambio dell’oggetto sociale e del codice ATECO.

Che cos’è l’ampliamento di aziende agricole esistenti condotte da giovani?

Per ampliamento di aziende agricole si intende un intervento di miglioramento, ammodernamento o consolidamento della realtà aziendale esistente, così come si presenta al momento della presentazione della domanda di concessione delle agevolazioni.

Questa agevolazione non è destinata alle aziende in fase di avviamento.

Le imprese richiedenti devono  aver già avviato l’attività di impresa da almeno due anni al momento della presentazione della domanda e devono essere imprese che già svolgono un’attività agricola e risultano già inserite in un contesto di mercato.

Quali requisiti devono possedere i giovani che vogliono ampliare l’azienda agricola?

Possono beneficiare delle agevolazioni le  micro, piccole e medie imprese come definite nell’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014,  in qualsiasi forma costituite, che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di iniziative nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Le imprese richiedenti le agevolazioni devono essere in possesso dei seguenti  requisiti, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di concessione delle agevolazioni:

–  essere attive ed esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile;

– essere amministrate e  condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto, ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni;

–  avere sede operativa nel territorio nazionale.

L’impresa deve inoltre essere economicamente e finanziariamente sana.

Agevolazioni concedibili e massimali d’intervento

L’investimento complessivo del progetto non può superare  1.500.000 euro, IVA esclusa. I progetti che superano il massimale previsto non sono ammessi alle agevolazioni.

Le agevolazioni concedibili consistono:

• in un mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 75% delle spese ammissibili;

• nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile sommato ad un mutuo a tasso zero di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile.

Quali sono gli investimenti ammissibili nel subentro e nell’ampliamento?

Gli investimenti devono essere realizzati sui terreni indicati nel progetto e perseguire almeno uno dei seguenti  obiettivi:

– miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;

– miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione Europea;

– realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

Sono ammissibili alle agevolazioni le seguenti  spese:

a) studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato;

b) opere agronomiche e di miglioramento fondiario;

c) opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili;

d) oneri per il rilascio della concessione edilizia;

e) allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature;

f) servizi di progettazione;

g) beni pluriennali;

h) acquisto terreni.

Le spese di cui sopra sono ammissibili  nel rispetto dei seguenti limiti:

– la spesa di cui alla lettera a) è ammissibile nella misura del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare; inoltre, la somma delle spese relative allo studio di fattibilità e di quelle relative ai servizi di progettazione, è ammissibile complessivamente entro il limite del 12% dell’investimento da realizzare;

– le spese di cui alla lettera b) sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;

– la somma delle spese di cui alle lettere b), c) e d) ai fini dell’ammissibilità non deve superare il 40% dell’investimento da realizzare;

– per le spese di investimento relative al settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, l’acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10% dei costi ammissibili totali dell’intervento;

– la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100% della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento.

Non sono ammissibili le spese:

– sostenute per la costruzione o per la ristrutturazione di fabbricati rurali non strettamente connesse con l’attività prevista dal progetto;

– per acquisto di diritti di produzione, diritti all’aiuto e piante annuali, impianto di piante annuali, lavori di drenaggio, investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione (ad eccezione degli aiuti concessi entro 24 mesi dalla data di insediamento dei giovani agricoltori), acquisto di animali per gli investimenti relativi al settore della produzione agricola primaria;

– per il capitale circolante;

– per investimenti di sostituzione di beni preesistenti. I beni di investimento agevolabili devono essere nuovi di fabbrica;

– per i lavori in economia;

– per l’IVA;

– per impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili;

– per gli acquisiti o per lavori effettuati prima della data di ammissione alle agevolazioni.

Mutuo agevolato

Per la realizzazione dell’investimento è concesso un  mutuo agevolato, a tasso zero, della durata minima di 5 anni e massima di 15 anni, rimborsabile in rate semestrali costanti posticipate, con scadenza al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno.

Contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto, previsto solo per gli investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, non può superare il  35% delle spese ammissibili.

Quali sono i mezzi propri e le garanzie richieste per ottenere le agevolazioni?

L’impresa beneficiaria deve apportare  proprie risorse finanziarie, pari almeno al 25% delle spese di investimento ammissibili, ovvero al 5% per gli investimenti per i quali è concesso anche un contributo a fondo perduto, e comunque fino a concorrenza degli importi necessari alla copertura del fabbisogno finanziario generato dal piano di investimenti, aumentato dell’IVA connessa agli acquisti oggetto dell’investimento.

Sono altresì richieste  garanzie sui beni immobili il cui valore di mercato sia pari al 120% del mutuo agevolato concesso, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall’ISMEA.

Infine l’impresa beneficiaria è obbligata a stipulare idonee  polizze assicurative sui beni  oggetto di agevolazionie concessi in garanzia, secondo le modalità e i termini stabiliti nel contratto di concessione delle agevolazioni. Le predette polizze dovranno contenere il vincolo del beneficio a favore di ISMEA, con validità temporale a partire dalla data del contratto e, comunque, fintanto che duri il mutuo agevolato.

Quali sono le modalità di presentazione delle domande di finanziamento?

Gli interventi sono attuati con una procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e previa registrazione dell’utente o del suo delegato sul portale  ISMEA.

Per accedere alle agevolazioni, l’impresa richiedente deve presentare in via telematica e utilizzando esclusivamente la modulistica messa a disposizione sul portale dedicato:

– domanda di ammissione alle agevolazioni, compilata in tutte le sue parti;

– copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare della impresa richiedente;

–  studio di fattibilità del progetto di subentro o di ampliamento aziendale, compilato in tutte le sue parti, e comprensivo degli allegati.

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Esiste un termine per presentare le domande?

Non sono previste scadenze per presentare le domande. ISMEA valuta i progetti in base all’ordine di arrivo allo sportello, effettuando una:

• verifica formale dei requisiti di ammissibilità;

• e una verifica di merito sulla fattibilità tecnico-economica dell’iniziativa

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