Politiche sociali, oltre 2 milioni di euro per il trasporto dei disabili


Oltre due milioni di euro da destinare al trasporto di circa 350 disabili del distretto sociosanitario 16, per accompagnarli ai centri specializzati di riabilitazione e cura. È la somma ottenuta dall’opera di razionalizzazione e rimodulazione dei fondi dei progetti non ancora attuati del Piano Zona 2010/12, grazie al lavoro del gruppo piano e con la preventiva autorizzazione della Regione Siciliana. Ne dà notizia il segretario generale della Cisl di Catania, Maurizio Attanasio, che ha partecipato alle riunioni del gruppo tenutesi in municipio e conclusesi ieri. Si tratta di un lavoro di ricerca e analisi delle risorse per i servizi sociali, all’interno del vecchio piano di zona 2010-2012 e previste dalla legge 328/2000, che ha portato alla razionalizzazione della spesa, grazie anche al fatto che negli anni si sono sovrapposte misure che hanno in alcuni casi duplicato la disponibilità finanziaria. Sono somme non spese ma utilmente riutilizzate per dare risposte alla recente emergenza disabili dei centri del distretto 16 (Catania, Misterbianco e Motta Sant’Anastasia) e che non verranno restituite alla Regione.«È stata un’operazione di grande responsabilità messa in atto da tutti i componenti il gruppo piano, rappresentanti di istituzioni e parti sociali – commenta Attanasio – che è da intendersi quale evento eccezionale perché si tratta di somme del piano di zona che si doveva concludere a metà del 2013. Le amministrazioni interessate, in particolar modo il Comune di Catania, nella previsione dei bilanci dovranno obbligatoriamente inserire la spesa preventivata in quanto l’evento non sarà ripetibile né costituirà un precedente contabile amministrativo». Per il segretario della Cisl etnea, «il risultato del gruppo piano è da accogliere con particolare soddisfazione non solo perché viene incontro alle richieste del Prefetto di Catania avanzate a tutte le parti in campo, amministrazioni comunali e forze sociali nelle recenti riunioni sul dissesto del Comune di Catania; ma anche perché permette concretamente di raggiungere tre obiettivi: la socializzazione della rendicontazione di spesa per i servizi sociali, la razionalizzazione della spesa evitando duplicazioni e la restituzione alla Regione, la realizzazione di buone prassi estendibile alla progettualità delle politiche sociali di tutti i distretti sociosanitari dell’Isola. Ecco come da una difficoltà nasce una preziosa occasione di riformulare il sistema della programmazione delle politiche di protezione sociale»

Michele Milazzo

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