Studente  Catanese medaglia d’argento alle IESO coreane


Le Olimpiadi internazionali di Scienze della Terra (in lingua inglese International Earth Science Olympiad, IESO), una delle dodici Olimpiadi scientifiche Internazionali, sono una gara a cadenza annuale per gli studenti delle scuole medie secondarie di secondo grado che verifica l’abilità degli studenti su argomenti legati a geosfera, idrosfera, atmosfera e astronomia terrestre.

Si tratta di una delle attività dell’International Geoscience Education Organization – IGEO che ha lo scopo di far crescere l’interesse degli studenti verso le scienze della Terra, così come quello di aumentare la consapevolezza generale e allo stesso tempo stimolare l’apprendimento della disciplina.

Dal 26 agosto al 3 settembre 2019 a Daegu, nella Repubblica di Corea (Corea del Sud), si è  svolta la 13° edizione, promossa dal Geoscience Education International Organization, a cui hanno partecipato 43 nazioni, tra cui l’Italia rappresentata da 4  brillanti studenti (Mattia Stoppari di Trieste – bronzo, Andrea Gibilaro di Catania, Giacomo Calogero di Lecce, Leonardo Morotti di Imola – argento), selezionati tra circa 20.000 allievi di tutta Italia, che hanno vinto una medaglia di bronzo e tre d’argento. Tra i 163 studenti di tutto il mondo, con età compresa tra i 15 e i 17 anni, che hanno partecipato a questa prestigiosa competizione e che si sono cimentati nella prova scritta (teorica) e in quella pratica (sul campo), Andrea Gibilaro, giovane  studente catanese del Liceo G. Galilei di Catania, ha vinto una medaglia d’argento. I test teorici hanno richiesto non solo molto ragionamento, ma anche un’approfondita conoscenza degli argomenti affrontati che hanno collegato gli ambiti della litosfera, dell’idrosfera e dell’atmosfera. La prova pratica si è svolta al Daegu National  Science Museum ed anche sul campo in Biseul Mountain. Durante questa prova i partecipanti hanno svolto diverse attività nell’ambito dell’idrologia, della meteorologia e della geologia: hanno campionato l’acqua  misurandone il pH, i nitriti e la densità, dopo aver costruito un densimetro, hanno calcolato l’umidità dell’aria e il punto di rugiada, sul campo  hanno riconosciuto rocce e processi geologici  tra cui termoclastismo, degradazione chimica e metamorfismo. Durante la prova pratica, oltre alle prove individuali, si sono svolte anche delle prove per team formati da studenti di diversi paesi, dato che le IESO sono le uniche olimpiadi scientifiche internazionali che prevedono una prova a squadre miste, International Team Field Investigation, che ha lo scopo di stimolare la cooperazione tra i giovani di diversi paesi chiamati a riflettere insieme su un fenomeno scientifico visto anche da un punto di vista sociale. Tutto questo è avvenuto in lingua inglese, la lingua ufficiale delle IESO.  In Italia tutte le fasi di selezione degli studenti sono state curate dall’ ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali): elaborazione delle prove di selezione, organizzazione della fase regionale in tutte le regioni italiane, la fase nazionale e la settimana di preparazione residenziale intensiva della squadra olimpionica. Un  contributo importante alla preparazione di Andrea Gibilaro è stato dato dai professori  Cirrincione e Fazio dell’Università di Catania che collaborano con la sezione dell’ANISN locale e svolgono diverse attività di promozione delle Scienze della Terra anche nell’ambito del PNLS (Piano Nazionale Lauree Scientifiche). Certamente per Andrea è stata un’ emozionante esperienza e una splendida occasione per fare amicizia con ragazzi di tutto il mondo e divertirsi. Tutto ciò rientra proprio tra le  motivazioni  per cui sono state istituite le  IESO, che non mirano ad essere solo una competizione.

Orgogliosa dello straordinario risultato la prof.ssa Angela Tosto che continuerà a seguire Andrea al 5° anno del LS “Galilei” di Catania.

Le Olimpiadi di Scienza della Terra perseguono i seguenti obiettivi:

• fornire agli studenti un’opportunità per verificare le loro inclinazioni e attitudini per lo studio e la comprensione dei fenomeni e dei processi naturali;

• realizzare un confronto tra le diverse realtà;

• individuare nella pratica un curricolo di riferimento, sostanzialmente condiviso dalla variegata realtà delle scuole superiori italiane e del mondo;

• confrontare l’insegnamento delle scienze della terra impartito nella scuola italiana con l’insegnamento impartito in altre nazioni;

• avviare, alla luce del confronto effettuato con realtà scolastiche estere, una riflessione sugli eventuali aggiustamenti da apportare al curricolo di riferimento.

Giusi Lo Bianco

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