IL TEATRO DEI SAITTA DEBUTTA CON “SPOSATO SENZA FIGLI”


Al Teatro ABC di Catania giovedì 24 ottobre debutta il “Teatro dei Saitta” con la commedia in due atti “Sposato senza figli”, in programma fino al 27 Ottobre.

Nessuna morale nella commedia, solo puro divertimento e tanta allegria con un cast eccezionale che metterà in atto tutta una serie di equivoci e scenette studiate ad hoc, per regalare momenti di spensieratezza e alienazione.

Eduardo Saitta, non poteva che continuare a raccontare i 52 anni di teatro iniziati dal padre Salvo. Professionalità, costante ricerca e tanto studio sono i capisaldi di un Teatro , forse alla “vecchia maniera”, che ha formato e portato avanti talenti eccezionali.

Però, se da un lato conserva i meccanismi di scena del teatro di un tempo, le tecniche, il rigore, la puntualità, la perfezione espressiva, dall’altro è proteso ad un processo di divulgazione moderno ed espansivo. Non a caso la famiglia Saitta oggi vanta l’incremento da 6 repliche in un teatro da 200 posti a 8 repliche in un  teatro da 800 posti. Il pubblico è aumentato notevolmente, riuscendo ad attirare spettatori da molte parti della Sicilia, anche dell’ennese e del siracusano.

Inoltre Eduardo gestisce un circuito di 32 compagnie in Sicilia, “Teatri dell’Isola”, riuscendo ad organizzare nove stagioni teatrali.  Grazie ai Saitta la commedia siciliana arriva anche a Roma al Teatro Marconi, a Napoli al Teatro S. Carluccio, a Parma  al teatro Pezzani ed a Battipaglia al Teatro  Giuffrè.  Non sembra neanche tanto lontana una prima tappa all’estero.

L’idea di “Sposato senza figli”, da cosa nasce?

“Nasce dalla necessità di fare cose nuove – afferma Eduardo- inoltre,  dopo la conferma della collaborazione di Loredana Scalia – ho deciso di scrivere questa commedia , pensata un anno prima, cucendola su misura sugli artisti. Ciascun ruolo rispecchia le inclinazioni degli attori.

La trama è basata su due valori importanti , l’amore e l’amicizia, che ruotano inesorabilmente attorno alla vita di ciascun essere umano. È lo specchio delle dinamiche della realtà in cui vengono messi a nudo i processi umani. I cinque protagonisti, amici di vecchia data, sono soliti festeggiare insieme il compleanno dell’amico padre Lorenzo, che  coincide col giorno di Natale. Il ritrovarsi in questa circostanza, metterà a dura prova le loro debolezze, nonostante la lealtà reciproca. Non mancheranno colpi di scena, situazioni imbarazzanti e divertenti come solo i Saitta riescono a mettere in scena.

CONOSCIAMO IL CAST.

Un Cast di professionisti, alcuni di loro si sono formati proprio al Teatro dei Saitta.

È il caso di Loredana Scalia , che da circa 30 anni lavora insieme ad Eduardo. Non ha mai studiato nelle scuole di teatro, la sua formazione  inizia con Salvo Saitta, dal quale ha appreso la disciplina teatrale, che sta alla base del professionismo. Ha imparato mettendosi in gioco, provando e riprovando, ricevendo critiche e applausi, importanti per averla fatta crescere e vincere la sua profonda timidezza. Il successo è andato oltre il teatro, infatti è barzellettiera  a “La sai L’Ultima” in onda su un noto canale nazionale.

“Studio molto perchè voglio essere una scelta e non un ripiego”- sono le parole di Eleonora Musumeci, attrice da ben 26 anni, da dieci anni collabora con Eduardo. “Ho imparato sul palcoscenico – racconta Eleonora- ho sempre recitato, anche quando ero incinta, perché oltre ad essere una passione il teatro è un lavoro , che richiede impegno, prove, costanza. <<Siano tutti utili , ma nessuno indispensabile>>, questa è una frase che mi ha colpito molto da giovane, e che mi ha condotto a perseverare, a rinnovarmi sempre, perché in questo settore è importante raggiungere una forte identità artistica”.

Diplomata allo Stabile di Catania, professionista da oltre  20 anni è Lucia Debora Chiaia, che da circa 2 anni lavora con il Teatro dei Saitta. Sin da subito è entrata in armonia con il cast, riscontrando un  grande livello artistico. Nella commedia interpreta il ruolo dell’amante, che le si addice perfettamente sia per la prestanza fisica che per le qualità espressive. Sarà forse un comune denominatore, ma a quanto pare anche per Lucia “le cose brutte sono quelle che spronano di più”. Il teatro non è solo il luogo in cui spogliarsi della propria identità per rivestirne altre, è anche un banco di prova importante per crescere emotivamente  e professionalmente.

“Amare, vivere nella finzione reale di una realtà delle finzioni” è la freddura di Massimo Procopio presa in prestito da De Benedetti, per tracciare il suo profilo individuale e artistico Nel 1993 abbandona il calcio per dedicarsi al teatro. Lo appassiona anche la scrittura creativa, la sceneggiatura, scrivendo testi per spettacoli. Ha collaborato con grandi nomi, come Zeffirelli. L’’elisir di giovinezza per Massimo risiede nell’interpretare più personaggi. “Più personaggi interpreto meno invecchio – sostiene con fermezza – non mi piace vivere  storie mie”. Cristallizzare il tempo nell’eternità dell’arte è l’obiettivo di ogni artista, purchè non si perda il senso della realtà. Il teatro dei Saitta , per Massimo è una buona palestra, dove si impara la rigidità,  la tecnica e la leggerezza creativa del teatro moderno.

Valeria Barbagallo

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