Tremestieri Etneo crollo di una scuola: bisogna sfruttare meglio le risorse a disposizione


   

«Siamo fortemente preoccupati per quanto è successo nella scuola di Tremestieri Etneo. Ma occorre maggiore consapevolezza tra le figure scolastiche preposte, sfruttare appieno le risorse economiche disponibili per l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza degli edifici. È necessario però che la Città metropolitana assuma il coordinamento tra i Comuni con organici carenti». Così Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Ferdinando Pagliarisi, segretario generale della Cisl Scuola etnea, il crollo del soffitto nell’istituto scolastico di Tremestieri Etneo.

«Siamo preoccupati – spiega Pagliarisi – perché già a settembre era stata richiesta una verifica per le condizioni della scuola e, nonostante le rassicurazioni, oggi ci troviamo davanti a una tragedia sfiorata. Non osiamo pensare quali conseguenze se il crollo fosse avvenuto durante le lezioni. Come Cisl Scuola siamo impegnati nella organizzazione di corsi di informazione e formazione per promuovere tra la dirigenza scolastica buone pratiche per la sicurezza degli istituti, i dirigenti infatti sono i primi a conoscere la realtà dei loro edifici e devono poter collaborare con gli enti locali di riferimento per gli interventi che vanno fatti.«Dovremmo poter parlare di scuole all’avanguardia – chiosa Attanasio – e invece dobbiamo spesso affrontare emergenze ed edifici scolastici sempre più malridotti. Abbiamo più volte messo in guardia sul fatto che l’area etnea è la più esposta d’Europa al rischio sismico. Eppure, a ben vedere, non si sfruttano le risorse messe a disposizione per ristrutturare o almeno fare l’ordinaria manutenzione delle scuole.«Appena un anno fa – ricorda il segretario della Cisl catanese – il MIUR aveva messo a disposizione circa 145 milioni di euro per finanziare la verifica antisismica e l’eventuale progettazione di interventi di adeguamento: 100 milioni direttamente e 45 dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Potevano richiederlo gli enti locali, Comuni e Città metropolitana, proprietari di uno o più edifici scolastici di ogni ordine e grado che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 e censiti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Tali opportunità vanno sfruttate, ma occorrono dirigenti informati e in grado di sollecitare gli enti locali adeguatamente. «Auspichiamo che la Città metropolitana, una volta approvato il bilancio, avvii una fase di attenta verifica delle condizioni degli edifici di sua competenza e faccia da raccordo con gli altri Comuni e creino sistema, così che gli enti locali con organici insufficienti possano essere supportati dalle professionalità altamente qualificate nel settore dell’ex Provincia regionale.                                                                                   Michele Milazzo

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