Il  IV novembre visto da Giuseppe Scianò presidente del centro studi AFA      


« In questi giorni, – anche in sicilia, – si celebrano l’ennesima festa dell’unita’ d’italia, il 101° anniversario della fine della prima guerra mondiale e la “festa” delle forze armate ». Non   dobbiamo,   però   dimenticare   i   “caduti”….   soprattutto i“caduti siciliani”, che furono i più numerosi e per i quali il centro studi AFA “Andrea Finocchiaro Aprile” continua a chiedere verità e

giustizia. Da diversi anni, nella giornata del “4 novembre”, si festeggia, in tutto il territorio della Repubblica Italiana, la ricorrenza dell’anniversario (siamo arrivati al 101°) della fine della prima guerra mondiale, iniziata il 24 maggio del 1915 e terminata, appunto, il 4 novembre del 1918, in modo “vittorioso” per il Regno d’Italia. Nella stessa data si festeggiano anche l’unità d’Italia         (… non è l’unica “festa”) e le forze armate, alle quali è pure dedicata la giornata del “4 novembre”.

e’ doveroso, inoltre, rendere omaggio alla memoria di tutti i “caduti”. In queste celebrazioni si ricordano giustamente gli episodi più gloriosi e talvolta anche quelli meno gloriosi (addirittura   quelli più tragici) della“grande guerra”. Quasi mai tuttavia, si ricorda il fatto “strano” che la “regione” che ebbe il maggior numero di caduti – in quella tragica guerra, – fu proprio la Sicilia,

che era  la regione più lontana dal “fronte” e dalle altre “zone di guerra”. un “particolare”,  questo, troppo   “inquietante”, che bisognerebbe finalmente spiegare bene al popolo siciliano. Infatti si parlò (e si continua a parlare) di ben 50.000 (cinquantamila) soldati siciliani morti. Innumerevoli i feriti, gravi e non gravi. la Sicilia, insomma fu messa in una condizione di lutto generale. Ed è sospetto soprattutto il fatto, che, – sulla base della densità della popolazione, – nella graduatoria dei soldati caduti per regione, – seguano la Sardegna e poi le altre regioni meridionali. alle quali va ovviamente pure la nostra fraterna solidarietà. minori, invece, le percentuali di caduti nelle regioni del centro e del nord-Italia…se i dati sopra riportati sono esatti, non si può trascurare il sospetto che una qualche “discriminazione razziale” vi sia stata. Ed è anche per questo motivo che il centro studi “Andrea Finocchiaro Aprile” chiede verita’ e giustizia  sulle   responsabilita’ politiche,oltre che militari, di tali “scelte”. non dobbiamo tacere. Non possiamo tacere, nonostante il fatto che sia trascorso più di un secolo. diciamo “no” alla regola del silenzio! “no” alla congiura del silenzio!.. Noi indipendentisti siciliani, dobbiamo tuttavia puntualizzare che siamo orgogliosi di quanto hanno fatto i soldati siciliani, nel corso della prima guerra mondiale, con spirito di sacrificio e con senso di responsabilità e ritenendo, quasi sempre, che i loro sacrifici potessero essere utili anche al popolo siciliano. (pur se, poi, ciò non sarebbe avvenuto). Ci sia altresì consentito di affermare che siamo orgogliosi “oggi”,  (nel 2019), dei tantissimi giovani   siciliani, in servizio militare volontario e professionale, molti dei quali sono stati destinati alle   missioni di pace all’estero. spesso nelle nuove zone di guerra. Siamo infatti convinti che i “nostri” soldati portino nel loro animo e nei loro cuori, nell’espletamento del rispettivo servizio   (e non disgiunti dall’obbligo di compiere comunque il proprio dovere), quei sentimenti di amicizia e di collaborazione fra i popoli, quella solidarieta’  e   quella   “cultura”   della   pace,  che nei millenni hanno caratterizzato (e che caratterizzano) la vera identita’ del popolo siciliano, della nazione siciliana.                                                                         Michele Milazzo

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