A SAN GIOVANNI GALERMO INAUGURATA LA PINACOTECA INTITOLATA A DOMENICO AGOSTA .


Spettacolare successo alla mostra del pittore Domenico Agosta tenutasi lo scorso 10 novembre nella Chiesa di San Giovanni Battista di San Giovanni Galermo.

Il pittore scomparso nel 2002 era una persona molto apprezzata dalla comunità di San Giovanni Galermo e molte volte mise a disposizione la propria casa- museo per gli amanti dell’arte e della pittura. Il compianto “Miciu u pitturi” è stato ricordato dalle parole del professore Alfio di Bella che ne ha tracciato una biografia molto dettagliata,  sollevando emozioni tra i presenti che lo avevano conosciuto.  La famiglia di Domenico Agosta e  in particolare la cognata Giuseppina Scarione hanno donato alla Chiesa  46 quadri, soprattutto perché il notorio attivismo e la scrupolosità di Padre Giuseppe Catalfo, sarebbero state caratteristiche fondamentali per la custodia del patrimonio artistico.

Oggi è possibile ammirare queste meravigliose opere nella pinacoteca a lui dedicata, allestita in maniera esemplare, grazie anche all’aiuto dei parrocchiani e del nipote  di Miciu, Salvatore Liotta che ne ha curato l’installazione. Padre Giuserppe Catalfo, ha ricordato che il  lavoro di realizzazione della pinacoteca è durato circa 10 anni anche perché i quadri sono stati ripuliti,  incorniciati e decorosamente installati nella struttura messa in sicurezza.  Un lavoro certamente capillare forse un po’ lento per via delle molteplici attività della Parrocchia.

Oltre duecento sono stati i partecipanti sia al convegno, moderato dalla dott.ssa Valeria Barbagallo e tenuto dal professore Alfio di Bella e dal professore Sergio Sciacca che ha spiegato non sono lo stile che richiama quello dei pittori classici del barocco francese,  ma anche la volontà del pittore di rappresentare un immaginario surreale e  realistico allo stesso tempo espresso dai ritratti precisi e ben rifiniti.

Padre Catalfo ha voluto che questo evento fosse il trampolino di lancio per poter  ritornare a parlare di bellezza e cultura perché la periferia di Catania spesso vista come luoghi di malavita e di cattivi costumi,  possa divenire un luogo di cultura e di aggregazione per le future generazioni.

Sono stati inoltre ricordati coloro, che seppur scomparsi , hanno creduto molto in questo progetto, ovvero Nuccio Gulisano e il prof. Simone Caruso.

Un ringraziamento speciale per i  fotografi Antonio Castro e Nino Gullotti, per aver contribuito all’organizzazione dell’evento e per aver curato le immagini.

Valeria Barbagallo

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