DINO SCIARRONE, VOLTO CHIAVE DELLA TERZA  STAGIONE DELLA FICTION SICILIANA “CIÒ CHE NON TI HO DETTO”


È stato scelto il misterbianchese Dino Sciarrone tra i volti chiave della terza serie cinematografica “Ciò che non ti ho detto” del regista e attore palermitano Angelo Faraci.

Sciarrone, classe 69,  ha partecipato a diversi cast televisivi, anche delle tv nazionali e tra le ultime esperienze di casting anche quella della serie “Il Commissario Montalbano”, a cui, dopo aver superato i provini, non ha potuto prendere parte per motivi personali. Il cinema è una passione nata in un secondo momento della sua vita. Sin da bambino la sua vocazione per il canto lo ha condotto ad esibirsi nelle piazze siciliane, romane e del fiorentino. Ha partecipato a programmi radiofonici e a concorsi canori nazionali e regionali, come “La spada d’oro”, “Una voce per New York”, “Italia’s Got talent” e “X Factor”.

Un crescendo di successi che non sono di certo passati inosservati al regista Angelo Faraci, che lo ha voluto nella sua fiction con un ruolo di svolta. Un’esperienza tutta nuova, soprattutto perché per la prima volta nel cinema, la Sicilia viene raccontata dai siciliani.

Il progetto della Fiction.

“Ciò che non ti ho detto” è un progetto di legalità su territorio nazionale, in collaborazione con Rai Cinema, ed è l’unica serie cinematografica italiana che il regista Angelo Faraci ha ideato per valorizzare il territorio  siciliano, le maestranze locali ed anche stupende realtà paesaggistiche sconosciute . Difatti, a differenza di altre serie Tv, l’obiettivo non è enfatizzare la mafia, ma discriminarla e combatterla, lanciando un messaggio preciso, soprattutto alle nuove generazioni, affinchè si possano sottrarre al culto dell’illegalità.

Il cast è volutamente composto da attori siciliani.

Questa fiction è in collaborazione anche con lo staff di “Capitano Ultimo”, ovvero colui che ha coordinato le operazioni di mafia per gli arresti di Totò Riina e Bernardo Provenzano.  Non a caso il regista Angelo Faraci, è stato al palazzo delle Aquile come referente della legalità nel cinema, in conferenza con lo staff di Capitano ultimo.

Il filone delle tre stagioni di “Ciò che non ti ho detto”.

Gaetano Scalici è un giovane palermitano, che è costretto a diventare quello che intimamente non è. Il padre sin da piccolo gli inculca il valore dell’onore e dei comportamenti da tenere per essere “ grande ”.  Crescendo diventa un mafioso di spessore, molto rispettato da tutti.

In Sicilia si scatena una guerra tra le famiglie mafiose per affermare il proprio potere di comando. Questa guerra si snoda in vari punti e nella terza stagione il tema centrale è la conseguenza per un atto di disonore. Nel codice mafioso, infatti, non si possono toccare donne e bambini.

Nel corso delle tre serie, c’è un filo condutture unico. Gaetano è molto combattuto interiormente, per avere un ruolo che non vuole, per dover agire suo malgrado e per non avere vie d’uscita. Nella mafia, non ce ne sono.

Tutto questo lo porta ad avere delle crisi ossessive, una lotta continua tra il suo dover essere e il non voler essere. Decide di provare ad uscirne fuori. Il suo coraggio basterà a sfuggire alla bestia nera?

Valeria Barbagallo

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