Giornata della Memoria all’Istituto Falcone di Acicastello


La vita è storia, la scienza è storia, noi siamo storia. La memoria storica ci mette in contatto con la parte più intima di noi stessi e ci permette di instaurare un legame indissolubile col mondo esterno.

Fare i conti col passato significa assorbire la storia come ingrediente essenziale del futuro.

Per incoraggiare le nuove generazioni alla creatività è essenziale insegnare la storia. Per tenere in vita una democrazia bisogna tenere in vita la memoria, che spesso per un Paese non solo è scomoda, ma comporta dolore, sangue e fomenta anche discordia. Ma le visioni “falsamente” pacificate non servono a nulla!

La memoria e la coscienza storica sono indispensabili. Ricordare quel che si è tentati di dimenticare deve essere una scelta consapevole e condivisa, vuol dire accettare le proprie responsabilità e allearsi a costruire il futuro.

Ma cos’è che promuove la storia e la memoria in nome della democrazia, della creatività e della felicità tra i cittadini?

È l’amore per l’intelletto, per lo studio, per la letteratura, per la poesia. È la cultura. È la scuola. Sono gli insegnanti.

A tal riguardo una mirabile esperienza è quella

della Scuola secondaria di primo grado delI’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone che ha visto come relatori l’insegnante Assunta Migliaccio, il Prof. Francesco Peluso, l’Arch. Loretta Granzotto e il Geom. Dario Polimeni, nel ruolo di tecnico video e audio.

I ragazzi, assistiti dai loro docenti, hanno seguito con attenzione e vivo interesse descrizioni, racconti, riflessioni sulle drammatiche vicende della Shoah (dal termine ebraico “tempesta devastante”) che vide lo sterminio di milioni di ebrei, bambini, rom, disabili, omosessuali, slavi, dissidenti e anche militari e politici italiani. L’insegnante Migliaccio ha introdotto i lavori illustrando la Legge 20 luglio 2000, n. 211, che istituisce in Italia il “Giorno della Memoria” e, successivamente, ha riassunto i concetti fondamentali emersi nel corso della mattinata sintetizzati nelle parole chiave di: memoria, indottrinamento, indifferenza, negazionismo e revisionismo storico, ma anche libertà di pensiero e concetti di coraggio, solidarietà e uguaglianza. Il Prof. Peluso ha illustrato le vicende storiche della seconda Guerra mondiale, le leggi razziali nazifasciste, le deportazioni nei campi di sterminio e le feroci tecniche usate dai carnefici per sopprimere le vittime della loro follia criminale. Ha concluso con cenni sul Processo di Norimberga che condannò per crimini contro l’umanità alcuni gerarchi nazisti, tanti dei quali alla pena di morte. L’Arch. Loretta Granzotto; “testimone di testimone” ha letto una drammatica ed emozionante pagina dei ricordi del papà Adriano, soldato italiano catturato dai nazifascisti dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43 e internato a Kassel, sottocampo del famigerato campo di concentramento di Buchenwald. Tutte le relazioni sono state accompagnate da commenti musicali e immagini che il tecnico, Geom. Polimeni, faceva scorrere sullo schermo. Alcuni studenti si sono avvicendati nella lettura di toccanti versi sulla Shoah. È stato proiettato anche un significativo e intenso filmato realizzato da alcuni alunni quando gli stessi frequentavano la classe quarta della scuola Primaria R.Rimini. Gli incontri si sono conclusi con il canto corale di tutti gli allievi del brano “Here To Love” di Lenny Kravitz, colonna sonora della campagna dell’UNHRC (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per promuovere l’uguaglianza, la tolleranza e la diversità nel mondo.

Il Dirigente, Prof. Natalino Fraggetta, dopo aver ringraziato e lodato l’impegno dei relatori, è intervenuto esprimendo le proprie significative considerazioni sulla tragedia della Shoah.

Sono gli insegnanti a garantire la Memoria ad un Paese, sono coloro che si fermano a pensare, sono coloro a cui oggi è sconsigliato iscriversi in facoltà umanistiche perché non servono a nulla! Certo che non servono a nulla se il mondo che vogliamo costruire è dominato dalla faciloneria e dall’amnesia, un mondo nel quale soprattutto i giovani sono affetti da una grave malattia: la perdita della Memoria.

Giusi Lo Bianco

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