Sicilia ai tempi del COVID-19


Dopo la lunga fase di quarantena in cui tutti (o quasi tutti) siamo rimasti chiusi tra le mura domestiche, mettendo il naso fuori casa la prima impressione che si ha guardando le persone passeggiare nelle splendide vie di questa bella Sicilia, è quella di vedere occhi spalancati e sorrisi… sembra che la felicità sia tornata dopo tanto tempo, c’è lo stesso stupore negli sguardi delle persone di un bambino che sta per scoprire tutte le bellezze del mondo che lo circonda. Questa è la rosa che bisogna raccogliere in mezzo ad un giardino ricoperto di fango, la cosa buona che ha portato all’uomo questo terribile virus.

Di certo la Sicilia gli è grata, così come il resto del pianeta. I nostri mari sono finalmente più puliti e l’aria meno inquinata. Il pianeta, a spese dell’uomo, ha preso una boccata d’aria dal male che gli stiamo facendo. L’augurio che possiamo farci è che tutto questo ci serva da insegnamento… che da oggi qualcosa nella mente dell’uomo cambi e si inizi a rispettare di più l’ambiente in cui viviamo.

La paura più grande invece è che si riparti peggio di prima… ma confidiamo nell’intelligenza dell’essere umano e nella sua sensibilità.

Osservando la situazione a Catania dopo la quarantena ci si rende subito conto che ci sono 3 tipi di persone:

– quelli ancora troppo spaventati che pensano di dover convivere ormai per sempre con le mascherine (e non sappiamo se abbiano torto);

– quelli che con prudenza escono, indossano la mascherina e desistono ancora un po’ nel riabbracciare i propri cari perché consapevoli della pericolosità del virus e perché sanno che anche se stanno bene potrebbero essere positivi senza sintomi;

– infine ci sono i più pericolosi, quelli che non si rendono conto che ancora il pericolo non è scampato e sono letteralmente tornati alla solita vita, gli stessi che vediamo in giro senza mascherine, possibilmente in gruppo con gli amici.

Gli ultimi individui sono spesso molto giovani, sono quelli che hanno faticato a stare in casa perché non potevano vedere gli amici o il fidanzatino-a. Di questo gruppo fanno parte anche quelli meno giovani che però si sentono in salute e pensano di non essere in pericolo, non capendo che non solo sono in pericolo ma mettono a rischio anche chi li circonda.

Purtroppo in Sicilia le regole non sempre vengono rispettate anche quando ci sono, figuriamoci in questo momento in cui non sono ancora chiare e mancano le forze dell’ordine a fermare e punire chi non le rispetta.

Tutti speriamo di poter tornare al più presto ad una vita normale, ma intanto è nostro dovere di cittadini proteggere noi stessi e gli altri vicino a noi, che siano parenti, amici o sconosciuti.

Laura Ciancio

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