UN GIARDINO TRA I TESORI ETNEI: NUOVA GUSSONEA


Il rapporto di simbiosi che a Catania si ha con l’Etna non lo si può spiegare. E’ un continuo dialogo tra l’uomo e la natura, è una continua contesa tra le forme di vita e la distruzione. Nonostante le insidie di questa terra, la città longeva resiste e si fortifica a tutte le avversità, traendo da esse punti di forza. 

Ed è proprio per i suoi caratteri di eccezionalità e unicità che nel 2013 L’UNESCO inserisce l’Etna nel patrimonio dell’umanità come “uno dei vulcani più emblematici e attivi del mondo”. 

Il vulcano è ricco di tesori perché ha cuore nella regione mediterranea all’interno della quale ricade una vastabiodiversità, è così che il Parco dell’Etna si estende in un ambiente naturale unico. 

Pochi, però, sanno che ubicato sul versante meridionale del vulcano più alto d’Europa vi è un prezioso giardino botanico il quale racchiude in oltre 10 ettari di terreno proprio questi caratteri di eccezionalità e unicità. Il giardino botanico denominato “Nuova Gussonea” fu istituito nel 1979 da una convenzione tra l’Università degli studi di Catania e la direzione generale delle foreste della regione Sicilia e prende il nome da Giovanni Gussone studioso della flora sicula. La prof.ssa Emilia Poli Marchese rappresenta uno dei punti di riferimento di questo laboratorio a cielo aperto, la quale ha messo in campo tutte le sue capacità e i suoi studi al fine di riprodurre la comunità vegetale che caratterizza il territorio Etneo.

La peculiarità di questo giardino è data in particolar modo dalla sua ampiezza che, superando i 10 ettari si differenzia dai tipici giardini botanici di montagna. Il motivo di questa estensione viene sottolineato dalla stessa prof.ssa Emilia Poli Marchese “ho voluto fondare un giardino così ampio perché le piante tra loro vivono in comunità, ho impiantato qui i boschi dell’Etna”.

L’area del giardino ha una morfologia variabile: a Nord-Ovest è attraversata da un solco erosivo creato da un torrente stagionale, mentre sul lato Est è presente una colata lavica del XIII secolo utile a studiare la colonizzazione vegetale. Al suo interno, poi, vi è la ripartizione in diversi settori come i vivai organizzati secondo la filogenesi, le aiuole organizzate in basela distribuzione in altitudine, le aree boschive che rispecchiano le principali comunità vegetali dell’Etna. 

Il Giardino Botanico Nuova Gussonea nasce con l’obiettivo di conservare, salvaguardare, conoscere e studiare la biodiversità etnea, motivo per il quale al suo interno la vegetazione è distribuita così come avviene in natura.

Valeria Buremi

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