TERRA DI MERAVIGLIE: LE SCULTURE NASCOSTE TRA IL CASTAGNO DEI CENTO CAVALLI


Un albero imponente, gigantesco e millenario che, sebbene goda ancora di poca notorietà, riesce ad attirare ogni anno una fiumana di turisti, appassionati di botanica e studiosi: il Castagno dei Cento Cavalli. 

L’antico tesoro si trova alle pendici dell’Etna, all’interno delpiccolo comune di Sant’Alfio, e nonostante si tratti di un albero tipico in terra sicula, vi sono delle caratteristiche eccezionali che contraddistinguono questo castagno, considerato monumento storico nazionale per essere l’albero più vecchio e più grande d’Europa e il terzo albero più vecchio al mondo. L’età dell’albero, infatti, è stata stimata tra 3600 e 4000 anni. 

Il tronco è diviso in tre grandi e maestosi fusti che, a vederli in un primo momento, sembrano indicare tre piante separate, ma qualche anno fa arriva la prova scientifica: si tratta di un unico grande albero che misura 62 metri di circonferenza all’interno della terra. 

La sua denominazione ha origine da una fantastica leggenda che narra di una regina, che qualcuno identifica come Giovanna I D’Angiò altri sotto il nome di Giovanna D’Aragona, la quale, in tempi lontani, trovò piacevole riparo dalla pioggia sotto quest’immenso albero, che la sorprese durante una battuta di caccia con i suoi cavalieri. La pianta si rivelò una vera e propria fortezza che riuscì ad ospitare cento cavalli e cento cavalieri. Poiché la pioggia durò per tutta la notte la regina si concesse ad alcuni dei suoi cavalieri lasciandosi travolgere in una notte di segreta passione. Da qui il nome “Castagno dei Cento Cavalli”.

Negli anni, questo bene plurimillenario ha attirato la curiosità di molti personaggi illustri, scrittori, pittori e poeti. 

La curiosità, si sa, porta a fare delle scoperte meravigliose ed è per questo che, se durante una visita al castagno si ha la fortuna di incontrare Alfio, esperto conoscitore dell’albero millenario, ci si può immergere, attraverso la sua guida gratuita, nella piena scoperta del castagno e di tutte le sue “forme”. La curiosità di Alfio, infatti, è stata quella di scrutare il maestoso albero e vederci delle figure proprio attraverso le forme che esso assume. 

Lasciandosi trasportare dalla guida, dall’immaginazione e dalla fantasia è possibile ammirare delle forme quasi scultoree il cui autore non è altro che madre natura. Passeggiando per il giardino diventa reale l’idea diaccarezzare un orso che guarda in faccia un leone, un cervo che maestoso volge lo sguardo verso il cratere di sud-est, ci si può pure imbattere in un coccodrillo o ancora in un gufo. Ma la scultura che più lascia attoniti i visitatori è la visione di un cristo con la corona di spine il cui volto è baciato da una figura femminile. 

Per tutti i tesori che detiene il Castagno dei Cento Cavalli è ad oggi una ricchezza che tutti dovrebbero non solo conoscere, ma anche preservare perché simbolo di vita, di forza, di potenza, di meraviglie nascoste. Importante non solo per le qualifiche che è riuscito ad aggiudicarsi negli anni, ma perché con la sua imponenza affascina e suggestiona, stimola l’immaginazione dei suoi visitatori. Un albero si aggiunge alle meraviglie della terra di Sicilia. 

Valeria Buremi

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